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See Sicily, “nessun fallimento”. La Regione difende il bando turistico

L'assessore al Turismo dà i primi numeri sul bando per favorire la ripresa delle attività turistiche e dell’occupazione. "Hanno già aderito quasi 500 guide", afferma rispondendo al Pd

“Nessun fallimento del bando See Sicily, anzi i numeri sono molto soddisfacenti. E’ da irresponsabili pensare che un sostegno a “fondo perduto”, peraltro non fattibile con queste somme e dal dipartimento turismo, sia migliore di una misura di “promozione” in grado di creare un valore aggiunto con un risultato moltiplicatore di quello acquistato. Ed è ancora più assurdo che un ex assessore al turismo non sappia che questo assessorato non può mettere in atto aiuti alle imprese”. Lo dice l’assessore regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo Manlio Messina che replica così alle affermazioni di ieri dell’onorevole Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico siciliano e del responsabile del dipartimento Turismo e Isole minori del PD Sicilia, Giuseppe Siracusano.

Tutti i numeri sui partecipanti al bando

Ad oggi, ecco tutti i numeri delle adesioni, diffusi dall’assessorato Turismo della Regione siciliana: guide turistiche, su 1.186 previsti, hanno partecipato in 482. Prevista l’erogazione di 867.600 euro e l’acquisto di 5.784 tour di mezza giornata. Guide Sub: Su 254 previsti, hanno partecipato in 79; prevista l’erogazione di 142.200 euro e l’acquisto di 2.370 immersioni. Guide Alpine: su 84 previsti, hanno partecipato in 9; prevista l’erogazione di 17.280 euro e l’acquisto di 72 escursioni per l’intera giornata. Bando Accompagnatori: su 299 previsti, hanno partecipato in 256, prevista l’erogazione di 439.296 wueo e l’acquisto di 3.072 tour di mezza giornata. Bando Diving: su 97 previsti, hanno partecipato in 37; prevista l’erogazione di 99.900 euro e l’acquisto di 1.665 immersioni. Bando Agenti di viaggio/Tour Operators: su 934 previsti, hanno partecipato in 479; prevista l’erogazione di 6.466.500 euro e l’acquisto di 71.850 escursioni. Bando Strutture ricettive: su 7.300 previsti, hanno partecipato in 870; prevista l’erogazione di 11.835.099 € e l’acquisto di 169.800 posti letto. Di questi: Hotel 4/5 stelle sono 164; Hotel 1/2/3 stelle sono 143; B&B, Appartamenti e Affittacamere sono 416; Tutte le altre categorie sono 147. 

Messina risponde a Barbagallo (Pd)

“Con riferimento a presunte ‘difficoltà di accesso alla piattaforma’ – sottolinea Messina – posso assicurare che “non c’è alcuna evidenza di gravi problematiche di accesso o di operatori che non hanno potuto partecipare a causa della piattaforma, mentre per quanto riguarda la ‘regolarità contributiva’ è una richiesta del governo nazionale in cui il Pd dell’onorevole Barbagallo e di Siracusano è in pratica azionista di maggioranza. Risulta paradossale – aggiunge Messina – che queste affermazioni provengano dal segretario regionale del Pd, lo stesso partito che è al Governo nazionale con il Ministro del Turismo, che sta distruggendo tutto il comparto. Ricordo all’onorevole Barbagallo che il suo stesso partito, il Pd, ha stracciato l’emendamento presentato alla Camera da Fratelli d’Italia per eliminare la richiesta del Durc per l’anno 2020 proprio per venire incontro alle esigenze delle imprese in grandi difficoltà. Sulla presunta penalizzazione delle ‘piccole realtà ricettive, spesso a conduzione familiare, che rappresentano però l’ossatura del sistema turismo’ va detto – continua Messina – che un ex assessore che fa queste affermazioni e che ritiene che case in affitto e B6B siano l’ossatura del turismo non solo non ha idea di come funzionano l’economia e certi settori, ma soprattutto dimentica che nel turismo non esistono soltanto le strutture ricettive”. “Barbagallo – dice Messina – dovrebbe pensare al fallimento del bonus vacanza di 2 miliardi per il turismo, in cui è stato speso solo il 18 per cento con un bonus che è stato una presa per i fondelli per tutti gli operatori del turismo. Il governo giallorosso ha messo appena 3 miliardi per il turismo contro i 36 della Germania e i 20 della Francia. Il Pd di Barbagallo non ha messo un euro per il turismo nel Recovery Fund e il governo non ha messo un euro per il settore ricettivo totalmente abbandonato, nonostante le folli chiusure del governo che stanno danneggiando tutta l’economia italiana. Secondo quale logica questo governo nazionale lascia gli hotel aperti senza che nessuno possa viaggiare? Magari l’onorevole Barbagallo ha una risposta”, osserva l’assessore. “Il progetto See Sicily – ricorda Messina – ha una durata fino al 2023, il bando verrà riaperto e le risorse continueranno ad essere spese. Non si può giudicare un progetto di promozione turistica in due mesi, ma semmai nell’arco di tre anni, ma comprendo che a Barbagallo viene difficile comprendere perché non ha mai fatto progetti di questa portata. E comprendo anche che i risultati che l’assessorato regionale al turismo ha raggiunto in questi pochi anni e in una situazione di emergenza sanitaria mondiale, per un ex assessore che ha speso ingenti risorse per iniziative dispersive e di piccolo cabotaggio non venga digerito molto bene. Ma si rassegni l’onorevole Barbagallo perché continueremo a lavorare per recuperare il danno fatto da lui e dal suo amico Crocetta”, conclude Messina.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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2 Commenti

  1. Penso che si tratti di un progetto molto interessante. Lo preferisco al fondo perduto perché sostiene la liquidità delle imprese puntando rilancio dando una grande attraverso la promozione di strutture ricettive, servizi e territori. Certo vi sono cose da migliorare! Per esempio su alcuni settori i compensi riconosciti alle piccole strutture di “qualità” sono da rivedere poichè troppo bassi. Tuttavia la scarsa adesione non è, a mio parere, legata alla scarsa qualità del progetto ma a ben altro. Da un lato, probabilmente in fase progettuale ci si è confrontati con associazioni che si sono preoccupate di tutelare gli interessi dei grandi alberghi non portando avanti nessuna delle istanze riguardanti temi che interessano le piccole strutture ricettive (ad esempio la questione tariffe cui facevo cenno sopra). Dall’altro, molte imprese non hanno i requisiti di regolarità contributiva e fiscale che sono necessari per partecipare al bando. Capisco le difficoltà di tutti ma sui temi bisogna ragionare con serietà. Non vanno demoliti i progetti ma vanno cercate soluzioni per portare verso la “regolarità” chi ha difficoltà, senza penalizzare chi ha cercato con sacrificio di stare dentro le regole.

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