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Servizi: i Sistemi locali siciliani producono più ricchezza di Milano

I Sistemi locali del lavoro dell'Isola hanno una percentuale di valore aggiunto prodotto sul fatturato maggiore della capitale economica italiana, con Palermo al decimo posto nazionale, e la piccola Troina oltre il 37 per cento. Ma, come sottolineato dai dati Istat, la ricchezza generata è inferiore alla media in valore assoluto

Nel terziario si produce più valore aggiunto in Sicilia, in percentuale il 26,3 per cento sul fatturato, rispetto alla Lombardia e alla capitale economia italiana, Milano, che superano di poco il 25. Eppure, secondo i dati Istat, l’Isola merita comunque la maglia nera tra le regioni italiane per numero di Comuni altamente produttivi, per via degli scarsi risultati in valori assoluto della maggioranza dei Sistemi locali del lavoro (Sll): solo l’11,5 per cento dei Comuni produce più della mediana nazionale, ovvero circa 33 mila euro per addetto, che si riducono a poco più di 30 mila se si considera solo il macrosettore dei Servizi. 

Leggi anche – In Sicilia le città meno produttive d’Italia: valore aggiunto ai minimi

Solo Palermo, Catania e Ragusa tra i grandi Sll d'Italia

L’apparente paradosso è già stato evidenziato per il macrosettore dell’industria, dove Catania risulta al secondo posto nazionale in valori percentuali sul fatturato complessivo e Palermo al numero 17. E si ripete, quindi, anche per i Servizi: se Catania, secondo gli ultimi dati Istat disponibili aggiornati al 2019, tra i Sistemi locali con fatturato maggiore di 4 miliardi di euro scende alla posizione numero 37, con una percentuale di valore aggiunto di 26,2, Palermo sale al decimo, appena dietro alla città turistica per eccellenza, Venezia, ferma a quota 30,4 per cento in una classifica guidata da Firenze che raggiunge il 35,2 per cento ovvero 13,6 miliardi di euro su 38 di fatturato. Valori assoluti, come detto, ben più alti di quelli siciliani: Palermo fattura complessivamente nel macrosettore dei Servizi 16,1 miliardi, il quindicesimo Sll a livello nazionale, con 4,8 miliardi di valore aggiunto. Catania si ferma a poco meno di 15 miliardi (diciassettesimo Sll a livello nazionale), con 3,9 di valore aggiunto. Solo un’altro Sistema locale siciliano, quello di Ragusa, ha un fatturato complessivo sopra i quattro miliardi di euro, 4,2 per la precisione, con 794 milioni di euro in valore aggiunto, fermandosi in valori percentuali al 18,6 per cento. 

In Sicilia il fatturato è inferiore al valore aggiunto di Milano

Complessivamente i Sistemi locali della Sicilia registravano nel 2019 un fatturato per i Servizi di 70,7 miliardi di euro, con un valore aggiunto identico alla media nazionale del 26,3 per cento. Tra questi, dopo le già citate Palermo, Catania e Ragusa, i maggiori sono quello di Messina (3,34 miliardi di fatturato e il 31,8 per cento di valore aggiunto, ovvero poco sopra un miliardo di euro), di Siracusa (2,1 miliardi di euro e 670 milioni di valore aggiunto, il 31,2 per cento) e della vicina Augusta, primo per l’industria per la presenza del grande polo petrolchimico ma che si ferma a poco meno di due miliardi di fatturato, e con appena il 20,2 per cento di valore aggiunto, (403 milioni di euro). Segue a quota 1,87 miliardi di euro Agrigento (valore aggiunto al 25,5 per cento), Trapani (1,67 miliardi di euro, 31,1 per cento di valore aggiunto) e Marsala che supera di poco gli 1,5 miliardi di fatturato, e con il 26,4 per cento di valore aggiunto. A superare la quota del miliardo di euro di fatturato sono infine solo altri tre sistemi locali: Giarre, a quota 1,2 miliardi, Milazzo a quota 1,1 e Vittoria che arriva a un miliardo e 88 milioni. A livello nazionale, per dare un termine di paragone, il solo sistema locale di Milano per quanto riguarda i Servizi raggiunge i 335 miliardi di euro, con 83 miliardi di valore aggiunto (il 25 per cento). Segue Roma con 230 miliardi di euro e 52,8 di valore aggiunto (22,9 per cento).

Valore aggiunto, prima Troina, poi Taormina e Cefalù

Ben diversa, a livello siciliano, è invece la classifica dei Sistemi locali per valore aggiunto. Al primo posto, con il 37,5 per cento, c’è Troina, che raggiunge però il risultato con appena 67 milioni di euro di fatturato, e 25 di valore aggiunto. Segue, con il 33,7 per cento, Taormina: la “Perla dello Ionio” ha però yen fatturato di ben dieci volte superiore, con oltre 700 milioni di euro (e 237 di valore aggiunto). A seguire un’altra rinomata località turistica, Cefalù, che raggiunge il 32,8 per cento di valore aggiunto, ovvero 127 milioni di euro su 389 di fatturato. E non è un caso che ai primi posti ci siano Sistemi locali votati al turismo: il rapporto valore aggiunto/fatturato è infatti “indicativo della salute e dell'indipendenza di un sistema produttivo: quando è calcolato a livello di un’impresa, ad esempio, il rapporto è una misura del grado di integrazione verticale compreso tra 0 e 1, dove 0 esprima una totale dipendenza dell’impresa dall’esterno e 1 invece la capacità di essere autosufficienti. Quando questo indicatore è riferito ad un insieme di imprese in un dato territorio, in questo caso i Sistemi locali di lavoro, diventa il termometro della produzione di ricchezza”, come spiegato nel nostro precedente articolo sull’Industria in Sicilia dall’Economista dell’Università di Catania Rosario Faraci.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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