fbpx

Siccità, Roma “commissaria” le Regioni. In Sicilia scorte d’acqua in calo del 26%

Il decreto legge varato da palazzo Chigi prevede una cabina di regia per la verifica degli interventi e un super-commissario con poteri sostitutivi in caso di "perdurante inerzia" da parte degli enti locali. Via libera alla norma sui "laghetti artificiali" sul modello Sicilia

Sulla siccità il governo Meloni “commissaria” le Regioni. Anche la Sicilia, che fa i conti con un sistema idrico deficitario, sia a livello di invasi (vecchi e spesso inefficienti) che nelle reti di distribuzione (con sprechi d’acqua enormi). Il decreto Siccità approvato dal Consiglio dei Ministri, non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale, istituisce una cabina di regia “con il compito di effettuare entro 30 giorni una ricognizione delle opere di urgente realizzazione”, e prevede la nomina di un Commissario straordinario nazionale con la possibilità di sostituirsi alle Regioni in caso di ritardi. “Siamo contenti che finalmente il problema della siccità, di cui la nostra isola soffre da tempo, venga posto anche a livello nazionale”, spiega il presidente di Confagricoltura Sicilia Rosario Marchese Ragona, di rientro da una “missione” romana durante la quale è stato posto anche questo tema. “Speriamo che si possa sbloccare la situazione, anche se gli interventi necessari per rendere efficiente la rete non si possono realizzare dall’oggi al domani”. Soluzioni alternative, spiega, sono possibili. “La Sicilia, sotto il governo Musumeci, ha fatto da apripista con i laghetti artificiali privati, anche grazie al contributo della nostra associazione”. I laghetti artificiali rappresentano “la soluzione più rapida per contrastare il problema”, e per Confagricoltura è positivo che il governo Schifani “abbia deciso di rifinanziarla con 35 milioni di euro”.

Leggi anche – Riso: Nord in ginocchio per la siccità, la Sicilia per la rete idrica “colabrodo”

“Modello Pnrr” per gli interventi

Per conoscere i dettagli del decreto occorrerà aspettare la pubblicazione, ma il Governo ne ha già delineato i contenuti. È previsto anzitutto “un regime semplificato per le procedure di progettazione e realizzazione delle infrastrutture idriche che rinvia al modello Pnrr”. Per quanto riguarda gli invasi già esistenti, il decreto dispone “l’aumento dei volumi utili”, ma anche la possibilità di realizzare “vasche di raccolta di acque meteoriche per uso agricolo entro un volume massimo stabilito”. Questa direttiva richiama proprio la norma sui “leghetti artificiali” messa in campo dalla Regione siciliana, che ha finanziato con fondi del Dissesto idrogeologico la realizzazione di bacini privati da parte degli agricoltori, con buoni risultati in termini di partecipazione. Tornando al decreto, è previsto il “riutilizzo delle acque reflue depurate per uso irriguo”, e l’introduzione di “semplificazioni nella realizzazione degli impianti di desalinizzazione”. Per evitare che le misure rimangano un “libro dei sogni”, il Governo punta proprio sul ruolo del super-commissario. Quest’ultimo infatti “in caso di perdurante inerzia da parte dei soggetti responsabili, potrà essere indicato dal Presidente del Consiglio al fine di adottare, in via sostitutiva, gli atti necessari”.

Leggi anche – Autorità di bacino: la siccità svuota gli invasi. La strategia per i prossimi mesi

La situazione idrica in Sicilia

Se la siccità sta colpendo in modo più severo il Nord Italia – in particolare Piemonte e Lombardia, con gravi conseguenze per l’agricoltura – anche la Sicilia guarda con preoccupazione alle scorte idriche. Secondo i dati dell’Autorità di bacino, a marzo gli invasi dell’Isola contenevano 427 milioni di metri cubi d’acqua, il 12 per cento in più rispetto ai 380 milioni registrati a febbraio scorso, ma il 26 per cento in meno rispetto ai 580 milioni dell’anno scorso. Alcuni degli invasi maggiori sono a secco. La diga Pozzillo, in provincia di Enna, contiene appena sette milioni di metri cubi d’acqua su una capacità complessiva di oltre 150 milioni. A marzo 2022, le riserve toccavano quota 57 milioni. Situazione difficile anche nella diga Ogliastro, tra Enna e Catania. L’invaso contiene meno di 24 milioni di metri cubi d’acqua, su una capacità di 110 milioni. A marzo dell’anno scorso, le scorte raggiungevano i 39 milioni. Anche la diga Rosamarina, in provincia di Palermo, mostra dati preoccupanti. L’invaso stiva infatti 43 milioni di metri cubi d’acqua, su una capacità di 100 milioni. A marzo 2022, aveva già superato i 64 milioni. Criticità che secondo l’Autorità di bacino “potrebbero non essere superate” nei prossimi mesi, rendendo concreta l’ipotesi di razionamenti.

Leggi anche – Siccità, in Sicilia invasi pieni solo al 39 per cento. “Manca una strategia”

La posizione degli agricoltori

Una prospettiva che preoccupa gli addetti ai lavori, e che non dipende soltanto dalle bizze del clima ma dalla situazione del sistema idrico regionale. Come documentato da FocuSicilia, i ritardi nelle costruzioni delle nuove dighe si calcolano in decenni. Anche per quanto riguarda le reti di distribuzione, gli agricoltori denunciano da tempo la situazione, e spesso sono costretti a ridurre le superfici coltivate per mancanza d’acqua. Rimettere a posto la situazione, come detto, richiederà tempi lunghi. Il dubbio è se quelli previsti dal decreto saranno sufficienti. Il super-commissario, infatti, “resterà in carica fino al 31 dicembre 2023, e potrà essere prorogato fino al 31 dicembre 2024”. Tempistiche sulle quali anche all’interno del Governo sono stati avanzati dubbi. “Nella mia proposta il tempo del mandato per il commissario era di tre anni. Che scada a dicembre o che venga rinnovato, non è tanto importante la durata, quanto le competenze e i poteri che gli si affidano”, ha detto il ministro della Protezione civile ed ex presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. Il ministro ha assicurato che da Roma “c’è la volontà di procedere in tempi rapidi”, ma che la programmazione “non può che svilupparsi in un orizzonte di medio e lungo periodo”.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli