Sicilia: autobotti, pozzi e dissalatori. Il dossier Siccità è a Roma
Il gruppo di lavoro del governoSchifaniincaricato di occuparsi del problema della siccità in Sicilia, impegnato anche in questi giorni in continue riunioni, ha individuato gliinterventinecessari e trasmesso mercoledi scorso tutta la documentazione necessaria a Roma. Gli interventi sonodifferenziatia seconda dei tempi di realizzazione. Tra quelli di rapida attuazione, l’acquisto di nuoveautobottiper i comuni siciliani in crisi. La rigenerazione dei pozzi e delle sorgenti e il ripristino di quelli abbandonati. Il potenziamento degli impianti di pompaggio e dellecondotteesistenti, la realizzazione di nuove condotte di bypass. Per i prossimi mesi, invece, si sta valutando la ristrutturazione e il riavvio deldissalatoredi Porto Empedocle, nell’Agrigentino, e di uno dei due tra quelli diTrapanie Gela (nel Nisseno), operazione che richiederà tempi e procedure di gara piùlunghe. Nello stesso tempo, il dipartimento regionale diProtezionecivileha istituito nove tavoli tecnici presso ilGeniociviledei capoluoghi di ogni provincia, con rappresentanti del dipartimento delle Acque, deiConsorzidi bonifica, e dell’Autorità di bacino. Ne sono scaturite numerose proposte di interventiurgenti, passate al vaglio della cabina di regia. Inoltre, diverse riunioni sono state svolte conSiciliacque, Aica Agrigento, Caltacque e Acque Enna. Si aspetta ora che ilConsigliodei ministri proceda con la dichiarazione dello stato diemergenzaper la siccità, provvedimento atteso per la settimana prossima insieme allo stanziamento delle primesommeper gli interventi più urgenti.