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Sicilia, i saldi partono tra i dubbi. La crisi economica “può fare peggio del Covid”

Secondo le stime delle associazioni datoriali, i siciliani spenderanno dai 130 ai 160 euro a famiglia durante il periodo degli sconti. Atteso un incasso di circa 200 milioni di euro, ma i numeri pre-pandemia sembrano lontani. Sul calendario critiche alla Regione siciliana

Dovevano essere i primi saldi “liberi” dopo due anni di restrizioni dettate alla pandemia. A minacciare la stagione degli sconti in Sicilia, invece, è arrivata la crisi economica. In particolare l’inflazione, che ha ridotto il potere d’acquisto e rischia di compromettere la stagione. Secondo le stime di Confcommercio e Federconsumatori Sicilia, la spesa media delle famiglie sarà in una forbice tra 131 e 160 euro. Non formula previsioni Confesercenti Sicilia, che parla di “segnali positivi” ma rimanda le valutazioni ai prossimi giorni. Nelle proiezioni più ottimistiche delle associazioni datoriali, in ogni caso, l’incasso complessivo sarà di circa 200 milioni di euro. Numeri ben lontani da quelli pre-Covid, quando i saldi nell’Isola muovevano fino a 400 milioni. La Sicilia è la prima in Italia a partire con gli sconti, che andranno avanti fino a metà settembre. Una scelta della Regione, sulla quale non sono mancate le critiche.

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Sicilia: più giorni, meno incassi

A fornire le stime più ottimistiche è Confcommercio Sicilia. Secondo l’associazione, i cittadini spenderanno in media 53 euro a persona e 160 euro a famiglia. I nuclei interessati dai saldi saranno circa 1,3 milioni, per un incasso complessivo di 208 milioni di euro. Malgrado la Sicilia abbia una delle “finestre” di saldi più lunghe tra le regioni italiane – 76 giorni, contro i 41 del Lazio, i 45 della Liguria e i 59 di Lombardia, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna – i dati sono considerevolmente più bassi rispetto a quelli nazionali. Secondo il Centro Studi di Confcommercio, gli italiani spenderanno in media 88 euro a persona e 202 euro a famiglia. Il bacino di famiglie coinvolte nel paese supera i 15 milioni, per un incasso complessivo di oltre tre miliardi di euro. “Le stime di spesa sono in leggero aumento rispetto allo scorso anno e corrispondono al ritorno del turismo nazionale ed internazionale soprattutto sulle coste e nelle città d’arte”, scrive l’associazione nazionale.

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Crisi economica peggio del Covid

Più delicata la situazione siciliana. Per il presidente regionale Gianluca Manenti, la crisi economica “rischia di far peggio del Covid”. “Occorre tenere d’occhio il dato dell’occupazione. Con la banca d’Italia che segnala un aumento del 32 per cento dei fallimenti aziendali, non c’è da stare tranquilli”. A mordere è anche l’inflazione, “sempre più incontrollabile”, spinta soprattutto dai rincari nel settore energetico. “Questo dato peserà soprattutto durante la stagione invernale, ma sta già condizionando la nostra economia”, aggiunge Manenti. Tornando ai saldi estivi, anche in Sicilia le stime di spesa sono leggermente più alte rispetto allo scorso anno, ma occorre vigilare affinché si spenda nel modo corretto. Confcommercio Sicilia mette in guardia da eventuali truffe ma anche dalla concorrenza sleale dei colossi del web. “L’acquisto nei negozi di prossimità rappresenta il vero sostegno ai nostri centri urbani”, sottolinea Manenti.

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Comprare solo se necessario

Più prudenti le stime di Federconsumatori Sicilia. Secondo l’associazione, su oltre due milioni di famiglie siciliane parteciperà ai saldi il 49 per cento, pari a circa 980 mila nuclei. La spesa prevista per famiglia è di 131 euro, per un giro d’affari complessivo di quasi 129 milioni di euro. “Come associazione lanciamo un monito di cautela ai consumatori, invitandoli a comprare soltanto se necessario e se si è certi di ottenere lo sconto”, dice il presidente regionale Alfio La Rosa. Una regola di buon senso sempre valida, tanto più alla luce della crisi economica. “Il costo dell’energia cresce, la benzina rimane ai massimi livelli e l’aumento dei tassi d’interesse pesa sui mutui”, ricorda La Rosa. Per questo “la priorità dei siciliani dovrebbe essere quella di non contrarre nuovi debiti al consumo, che inciderebbero fortemente sulla gestione dei bilanci familiari”, sottolinea il numero uno di Federconsumatori Sicilia.

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Confesercenti, critiche al calendario

Non azzarda previsioni il presidente regionale di Confersecenti Vittorio Messina. “Quella dei saldi è sicuramente un’opportunità per rilanciare il settore dell’abbigliamento, rimasto al palo negli ultimi due anni di pandemia”. I segnali sono positivi, continua Messina, “ma per qualsiasi valutazione bisognerà aspettare i primi giorni”. Nei giorni scorsi dall’associazione erano arrivate dure critiche sul calendario stabilito dall’assessorato regionale alle Attività produttive. In particolare Francesco Musumeci, presidente della Fismo, Federazione italiana settore moda, nonché vicepresidente di Confesercenti Catania, aveva parlato di “fallimento annunciato” chiedendo alla Regione di ridurre la durata della stagione. “Sicuramente sui calendari si sarebbero potute fare scelte diverse. Nonostante ciò bisogna augurarsi che i saldi possano contribuire a rivitalizzare un settore che ha sofferto particolarmente durante la pandemia”, conclude Messina.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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