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Sicilia, il Carnevale prova a ripartire. Eventi posticipati e con budget ridotto

Tutto pronto ad Acireale e Misterbianco, rimane in sospeso Sciacca. Si attende meno pubblico rispetto al passato ma balli, maschere e carri hanno ricadute importanti per il territorio e spingono la ripresa turistica

Un Carnevale “economico” e fuori stagione, per cercare di ripartire dopo due anni di pandemia e nel pieno di una nuova crisi dettata dai rincari e dalla guerra. È la strategia messa in campo dai Carnevali di Sicilia, che quest’anno hanno spostato il calendario dal tradizionale mese di febbraio ad aprile e maggio. “Molte città in Italia hanno preso la stessa decisione, per evitare di perdere anche l’edizione di quest’anno”, spiega a FocuSicilia Gaetano Cundari, presidente della fondazione carnevale di Acireale, il terzo più importante del Paese dopo Venezia e Viareggio. Ad accomunare le manifestazioni un budget ridotto. “L’edizione di quest’anno costerà meno di quelle passate, stiamo cercando delle sponsorizzazioni per far ripartire la macchina dopo due anni di stop”, spiega il sindaco di Misterbianco Marco Corsaro. Discorso diverso a Sciacca, dove non c’è ancora nessuna certezza. “Tutto dipende dall’approvazione del bilancio, che dovrebbe arrivare nelle prossime due settimane. Fino a quel momento è impossibile dare numeri e date”, dice l’assessore al Turismo e Spettacolo Accursio Caracappa.

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Acireale, la gara dei carri

Anche il Carnevale di Acireale tira la cinghia. Dopo un’anteprima dal 21 al 25 aprile, la manifestazione andrà in scena dal 30 aprile all’otto maggio, con un fitto programma di sfilate, spettacoli e ospiti. “Il budget di quest’anno è di circa 500 mila euro, assai meno delle edizioni precedenti, quando l’organizzazione poteva costare fino a un milione e mezzo”, dice il presidente Cundari. La maggior parte del finanziamento, 300 mila euro, è destinata al concorso per i carri, al quale partecipano numerose associazioni cittadine, con un lavoro di preparazione che può durare vari mesi. Per il 2022 la fondazione ha deciso di confermare le somme dell’ultima edizione, con un premio finale di oltre 20 mila euro per il carro più bello. “Quest’anno abbiamo stabilito un extra del 15 per cento per venire incontro agli aumenti delle materie prime, ma soprattutto dell’energia e dei carburanti, visto che muovere e illuminare un carro ha un costo notevole”, precisa Cundari.

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L’incognita dei visitatori

Se le uscite sono state ridotte fare delle previsioni sulle entrate è molto difficile. Nell’ultima edizione prima della pandemia, nel febbraio 2020, furono staccati circa 70 mila biglietti per un introito di 350 mila euro. Per Cundari “raggiungere quel target sarebbe un grandissimo successo”, ma le aspettative sono più contenute “visto il periodo diverso e la coincidenza con innumerevoli altri eventi”. Per questo la fondazione ha stimato “un introito di 50 mila euro, pari a circa diecimila biglietti staccati”. La speranza è quella di fare meglio, “anche grazie a un incremento della pubblicità, che stiamo cercando di potenziare attraverso la cartellonistica e i social”. Un aspetto positivo del calendario di quest’anno, secondo il presidente, è la possibilità di destagionalizzare l’evento, con effetti positivi non solo sulla città di Acireale. “Il Carnevale ha ricadute economiche su un territorio molto vasto, che va da Catania a Taormina”, conclude Cundari.

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Misterbianco e i suoi costumi

Anche Misterbianco ha deciso di spostare la manifestazione a maggio, con un’anteprima dal 22 al 24 aprile. “Il nostro Carnevale ha sempre puntato sui costumi, che anche quest’anno saranno il fiore all’occhiello”, dice il sindaco Corsaro. La somma messa a disposizione dall’ente è di 275 mila euro, “compreso un finanziamento di centomila euro dal ministero della Cultura”. Circa un terzo della cifra viene erogata ai gruppi cittadini per la realizzazione dei costumi e dei carri allegorici, mentre il resto viene diviso tra musica, amplificazione, sicurezza e altri adempimenti. A differenza del carnevale di Acireale l’evento di Misterbianco è gratuito, anche se per il futuro l’assessore allo spettacolo Dario Moscato non esclude “forme di finanziamento alternative, anche attraverso i biglietti”. Un modo per massimizzare il valore della manifestazione, “che ha ricadute importanti per tutto il paese, valorizza le maestranze locali e spinge la ripresa turistica”.

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Dal catanese ad Hammamet

Anche a Misterbianco le stime sulla partecipazione sono molto prudenti. “È difficile valutare, ma ci aspettiamo la partecipazione di qualche migliaio di persone”, dice Moscato. I numeri risentiranno degli strascichi della pandemia e dell’inquietudine causata dalla guerra, osserva l’assessore. “La gente ha ancora paura di partecipare agli eventi. Per fortuna le cose stanno cambiando, penso che lo vedremo già durante l’anteprima”. L’obiettivo è riportare le manifestazione ai numeri precedenti alla pandemia, quando gli eventi riuscivano ad attirare “fino a centomila persone”, ma la strada è lunga. Tra le iniziative messe in campo dal Comune, afferma Moscato, anche il ritorno sulle scene internazionali. “Quest’anno parteciperemo nuovamente al Carnevale di Hammamet, in Tunisia, una vetrina importante per promuovere l’evento, facendolo diventare un attrattore turistico per la nostra città e per tutto il catanese”.

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Sciacca, il Carnevale “sospeso”

Discorso diverso, come detto, a Sciacca. Qui lo storico Carnevale resta in “stand by” in attesa dell’approvazione del bilancio da parte del Commissario prefettizio Pietro Valenti, che esercita le funzioni del Consiglio comunale sospeso dal 2020. Le risorse per organizzare la manifestazione ci sono, spiega l’assessore Caracappa. “Il Comune ha a disposizione circa un milione di euro della tassa di soggiorno, ma finché il documento non viene approvato non possiamo stabilire quanto destinare all’evento”. Per l’assessore l’approvazione dovrebbe arrivare “nei prossimi 15 giorni”, ma in ogni caso il Carnevale sarà “diverso da quello delle edizioni passate”. L’idea dell’amministrazione è di realizzare “un evento statico, senza le tradizionali sfilate”, anche per semplificare le procedure burocratiche “che sono molto stringenti, visto che non ci sono direttive nazionali sui grandi eventi e ogni prefettura va in ordine sparso”.

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Motore per l’economia cittadina

Senza una data precisa e fuori stagione, l’afflusso alla manifestazione rappresenta un’incognita. “Storicamente il nostro Carnevale è stato molto partecipato, ma in queste condizioni è difficile sapere come andrà”, dice Caracappa. L’auspicio è di tornare presto alla normalità, e di recuperare un evento che rappresenta un “motore” per l’economia cittadina. “Prima del Covid avevamo affidato la gestione dell’evento a una società esterna, che si finanziava attraverso i biglietti producendo anche degli utili per l’ente”, ricorda l’assessore al Turismo. Ogni euro speso per il Carnevale, conclude Caracappa, “crea un indotto dai tre ai sette euro sul territorio, in termini di turismo, alberghi, ristorazione”. Risorse di cui il comune agrigentino non può fare a meno, “e che speriamo di riavere quanto prima, nonostante il Covid e la burocrazia”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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