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Sicilia, in dieci anni imprese digitali cresciute del 42%. Il Sud traina l’Italia

Il maggiore incremento a livello nazionale si registra in Campania (più 68,9 per cento), seguita da Puglia (più 49,2 per cento), Abruzzo (più 46,2 per cento) e dalla stessa Sicilia (più 42,6 per cento): sul digitale il Mezzogiorno traina la crescita in Italia. Lo studio Infocamere

Sulle imprese digitali la Sicilia cresce. A un ritmo più sostenuto della maggior parte delle regioni italiane, con un incremento del 42,6 per cento tra il 2012 e il 2022. In termini assoluti le imprese digitali registrate nell’Isola al 31 dicembre dello scorso anno erano quasi novemila, oltre il sei per cento delle 145 mila censite a livello nazionale. È quanto afferma uno studio realizzato da Infocamere, la società che gestisce il registro delle imprese delle Camere di Commercio italiane, sulla base dell’analisi statistica Movimprese. Lo studio riguarda un vasto raggio di imprese innovative – “dai servizi di e-commerce ai servizi di connessione internet, dall’elaborazione dati alla produzione di software” – e fotografa una forte crescita soprattutto nel Mezzogiorno. Il maggiore incremento a livello nazionale si registra infatti in Campania (più 68,9 per cento), seguita da Puglia (più 49,2 per cento), Abruzzo (più 46,2 per cento) e dalla stessa Sicilia (più 42,6 per cento). Dati che secondo Infocamere testimoniano “la forte attrattiva dei servizi legati all’economia digitale per le imprese del Sud, complessivamente aumentate del 50 per cento nel periodo”.

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Il dettaglio delle Regioni

In termini assoluti, la Sicilia è all’ottavo posto con 8.949 imprese digitali, poco più del sei per cento del totale nazionale. La classifica è guidata dalla Lombardia, con 30.856 imprese, seguita da Lazio (18.556), Campania (14.671) e Veneto (11.338). All’altro capo della classifica, la regione più sguarnita di aziende innovative è la Valle d’Aosta, con sole 209 imprese, superata di poco da Molise (504), Basilicata (1.029) e Umbria (2.016). Va da sé che il numero delle imprese è legato anche alla dimensione delle singole regioni. Nel complesso, alla fine dello scorso anno il Paese contava 146.583 imprese digitali, contro le 104.508 del 2012. Una crescita del 37 per cento, contro il 13,5 per cento dell’intero comparto servizi, che secondo Infocamere è dovuta proprio “alla forte spinta delle regioni meridionali”. In generale, si legge nel rapporto, “cresce il numero delle imprese che si avviano alla trasformazione digitale e, con loro, cresce anche l’offerta dei servizi indispensabili a intraprendere questo percorso”. Da qui l’incremento diffuso delle aziende digitali.

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Le imprese in crescita e in calo

Lo studio fornisce il dettaglio della crescita dei singoli comparti all’interno della macro-area delle imprese digitali. In termini assoluti, a crescere maggiormente negli ultimi dieci anni “sono state soprattutto le imprese operanti nei servizi per l’e-commerce, quasi triplicate rispetto al 2012 (da 10.383 a 37.008 unità)”. Il secondo incremento più consistente è quello delle aziende specializzate nella produzione di software, “le più numerose in assoluto, giunte a toccare quota 55.178 a settembre 2022 rispetto alle 43.996 di inizio decennio (più 25,4 per cento nel periodo)”. Migliorano anche le imprese del comparto dell’elaborazione dati, sebbene “con un passo meno sostenuto delle altre”. La crescita è stata del nove per cento, e “ha portato questo segmento da poco più di 41.985 a 45.774 unità”. In un quadro di generale crescita del settore digitale, ci sono anche segmenti che arretrano notevolmente. Secondo Infocamere si tratta delle imprese che operano nella fornitura di servizi internet, “diminuite del 21,3 per cento nel periodo considerato”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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