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Sicilia, le piccole imprese assumono più delle grandi ma mancano le competenze

Secondo l'osservatorio regionale di Confartigianato, tra luglio e settembre 2021, la richiesta di personale per le mpi crescerà di oltre il 32 per cento. Grande attesa per i fondi del Pnrr

Le micro e piccole imprese siciliane offrono più opportunità lavorative delle medie e delle grandi imprese. Tra luglio e settembre 2021, la richiesta di personale per le mpi crescerà di oltre il 32 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre le realtà più importanti “mostrano trend di decrescita”. Sono i dati dell’osservatorio economico di Confartigianato Sicilia, presentati ieri alla presenza dei vertici dell’associazione e dell’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao. In generale, si legge nel report, dall’economia siciliana arrivano segnali positivi. Tanto più significativi all’indomani della crisi economica scatenata dalla pandemia, che ha colpito duramente soprattutto le piccole imprese. “Il sistema ha tenuto rispetto al dramma economico che abbiamo subito”, ha detto Armao nel corso dell’incontro. La priorità adesso è “spingerlo al massimo”, perché la ripresa economica arrivi “nel più breve tempo possibile”.

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Difficoltà a trovare personale

Se la richiesta di personale cresce, non sempre è facile trovare le professionalità ricercate. Secondo Confartigianato, la quota di personale “in entrata” difficile da reperire per le micro e piccole imprese siciliane nel 2020 sfiora il 25 per cento, oltre cinque punti sopra il 2019. La difficoltà non riguarda soltanto le professioni legate alla gestione dalla pandemia, “ma anche figure tecniche, specialistiche ed operai specializzati”. Nell’isola risulta difficile trovare persone dotate di competenze digitali di base, esperte di linguaggi o metodi matematici e informatici e con capacità di gestione e applicazione di tecnologie 4.0. “Il sistema della formazione in Sicilia è fallito”, ha detto durante la presentazione del report il vice presidente nazionale di Confartigianato, Filippo Ribisi. La richiesta dell’associazione è ripristinare la vecchia legge sull’apprendistato. “La Sicilia in passato aveva una delle leggi più d’avanguardia. Molte delle nostre imprese di oggi, sono frutto di quella legge”.

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L’importanza della transizione verde

Anche sul fronte delle competenze green c’è difficoltà a trovare personale. Una carenza tanto più grave poiché riguarda “profili fondamentali per affrontare il mercato odierno”. Il pensiero va alle risorse dedicate alla transizione ecologica nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Da questo punto di vista, le imprese siciliane mostrano di aver colto l’importanza della transizione “green”. Quasi il 70 per cento delle piccole realtà del territorio “ha svolto una o più azioni finalizzate a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Il valore, precisa l’associazione datoriale, “è superiore alla media nazionale del 66,3 per cento”. Uno sprint che rischia di essere vanificato dalla mancanza di competenze.

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Ripresa economica post-Covid

Tornando ai dati economici, nel 2020 l’imponibile Iva rilevato da fatturazione elettronica si è ridotto di quasi il cinque per cento. Un calo significativo, prosegue il report, ma inferiore rispetto alla media nazionale che ha superato l’11 per cento. Nel primo quadrimestre 2021 si osservano segnali di recupero, con l’imponibile Iva in crescita del 27 per cento rispetto allo stesso periodo 2020. Una crescita superiore di quasi il 18 per cento rispetto alla media nazionale, “con la variazione tendenziale più elevata tra le regioni italiane”. La ripresa sarà stimolata anche dal Pnrr, ma Confartigianato chiede attenzione alle piccole e medie imprese. “È necessario declinare le misure del Piano in bandi e progetti accessibili e su misura, appalti a chilometro zero e meccanismi di incentivazione, come il superbonus 110 per cento”, ha detto il segretario regionale dell’associazione, Giuseppe Pezzati.

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Segnali positivi dall’export (grazie al cibo)

Segnali positivi arrivano anche dall’export. Nel 2020 le esportazioni dei comparti manifatturieri a maggiore concentrazione di micro e piccola impresa – food, moda, legno e mobili, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria – sono calate di oltre l’11 per cento rispetto al 2019. Nel primo trimestre del 2021 Confartigianato registra una crescita superiore all’un per cento rispetto al 2019, spinta soprattutto dal comparto alimentare. I mercati esteri si confermano particolarmente affezionati al “made in Italy”, soprattutto per quanto riguarda il cibo, con una domanda estera in crescita di quasi il nove per cento che contribuisce a trainare tutto il settore.

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Prestiti alle aziende in crescita

Il report di Confartigianato affronta anche il tema del credito. In Sicilia i prestiti crescono sia per le piccole che per le medie e grandi aziende. Nel dettaglio, le mpi registrano una crescita dei prestiti ricevuti del 13 per cento. Il dato, annota il report, è superiore a quello del trimestre precedente (più 11 per cento) e migliore di quello rilevato a marzo 2020 (meno uno per cento). I numeri sono positivi anche per le medie e grandi imprese. I prestiti concessi salgono di oltre l’otto per cento, più del trimestre precedente (più sette per cento) e del 2020 (meno uno per cento). Lo studio dà conto anche delle misure contenute nei decreti “Cura Italia” e “Liquidità”, precisamente riguardo i finanziamenti con garanzia statale. Le richieste presentate a giugno 2021 sono state oltre 137 mila, e hanno portato all’erogazione complessiva di oltre sette miliardi e 400 milioni di euro.

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Più finanziamenti alle grandi imprese

La maggior parte, quasi sei miliardi, riguarda finanziamenti superiori a 30 mila euro. Per Confartigianato questa dinamica “sottende un sostegno alla finanza d’impresa, sostituendo finanziamenti ai normali flussi di cassa generati dai ricavi, aumenta gli oneri finanziari e riduce naturalmente la capacità delle imprese di generare valore aggiunto”. Malgrado i molti segnali positivi, la fotografia dell’economia siciliana scattata dal report “è in chiaro scuro”, e nonostante la ripresa “non mancano nubi all’orizzonte”. Il report cita come fattori di rischio “l’aumento del prezzo delle materie prime, la recrudescenza dei contagi e un’ampia quota di imprese in difficoltà nel cogliere trend di recupero”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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