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Sicilia, l’export rifiorisce: +56 per cento. In testa petrolio e chimica

Coke e prodotti petroliferi raffinati costituiscono il 66,5 per cento del totale e la provincia con la quota maggiore è Siracusa. I dati dell’Osservatorio di Unioncamere Sicilia sull’andamento del commercio estero. Le prime regioni d'Italia sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto

Il petrolio e la chimica trainano decisamente le esportazioni della Sicilia: balzano dai 10,6 miliardi di euro del 2021 ai 16,6 del 2022 – la crescita è del 56 per cento – e costituiscono oltre il 66,5 per cento del mercato. Quasi 11 miliardi provengono da Siracusa e dal suo petrolchimico (erano 6,3 nel 2021), mentre gli altri settori che sono cresciuti maggiormente sono il carbone (2.300 per cento in più), i servizi di informazione e comunicazione (+400 per cento) e il trattamento dei rifiuti (+120 per cento). Sono i dati sono elaborati dall’Osservatorio di Unioncamere Sicilia sull’andamento del commercio estero durante l’anno precedente. L’export nazionale si attesta a 624,7 miliardi di euro, le regioni che hanno spinto di più l’economia italiana nel 2022 sono state, in ordine di fatturato, la Lombardia (con 162 miliardi, dieci volte la Sicilia), l’Emilia Romagna (84 miliardi di euro) e il Veneto con 82 miliardi di euro.

(Fonte: Osservatorio di Unioncamere Sicilia)
(Fonte: Osservatorio di Unioncamere Sicilia)

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Pace: “Priorità competere sui mercati internazionali”

Analizzando i dati, l’unica provincia in calo è Palermo, mentre il balzo in avanti è confermato in misura diversa in tutto il territorio regionale e per il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace, “conforta registrare che la voglia di competere sui mercati internazionali è diventata una priorità per le imprese dell’isola”. Dopo Siracusa, seguono Catania (1,2 miliardi di euro), Messina (1,5 miliardi di euro), Ragusa (626 miliardi di euro) e Trapani (361 milioni di euro). I settori che hanno spinto principalmente l’export della Sicilia nell’anno 2022, attestato il primato di coke e prodotti petroliferi raffinati, che rappresentano la fetta più grossa, ci sono i prodotti chimici con 1,1 miliardi di euro, l’agroalimentare e bevande con un miliardo di eruo, computer e apparecchi elettronici con 950 milioni di euro e i prodotti agricoli con 600 milioni di euro circa di fatturato.

(Fonte: Osservatorio di Unioncamere Sicilia)

Leggi anche – Export siciliano, 12 miliardi in nove mesi: due terzi sono prodotti petrolchimici

Vaccaro: “Eccellenze apprezzate in tutto il mondo”

“A fare la parte del leone fra i sotto-settori – aggiunge il segretario generale di Unioncamere Sicilia, Santa Vaccaro – sono come si evince coke e prodotti petroliferi raffinati che rappresentano oltre il 66 per cento del totale delle esportazioni Made in Sicily. Apprezzati all’estero, oltre ai prodotti chimici, computer e apparecchi elettronici, i prodotti agroalimentari e le bevande che certificano come le eccellenze dell’isola siano sempre apprezzate in tutto il mondo. Conclude Vaccaro – e proprio per questo motivo le attività business to business, fra gli operatori esteri e le imprese della Sicilia continueranno ad essere una priorità per Unioncamere Sicilia”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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