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Sicilia, manca l’industria. Tra le grandi imprese petrolchimico e Gdo

Estrazione di petrolio, supermercati, movimentazione navale. La (s)Fortune 500 dell'isola, elaborata dall'economista Marco Romano, cambia poco rispetto al 2020. "Dobbiamo attrarre investimenti", spiega

Petrolchimico, trasporti navali, grande distribuzione. L’anno della pandemia da Covid-19 non cambia il quadro delle società di capitali nell’isola: l’economia siciliana è carente di grandi interpreti nel settore industriale. E l’analisi dei dati delle prime 500 società di capitali con sede legale in Sicilia, estratti dal professore Marco Romano, ordinario di Economia Aziendale dell’Università degli studi di Catania, ripropone con evidenza quella che sembra essere la spiegazione più evidente del problema. “Risulta veramente triste una ridotta presenza per non dire assenza di aziende manufatturiere, che dovrebbero occuparsi del tessuto primario di un ambito economico: in Sicilia manca l’industria”, spiega il docente, intervistato oggi in diretta da FocuSicilia.

Prima Isab, poi le società Grimaldi

Rispetto all’analoga analisi effettuata dal nostro giornale nel 2020, ma con valori riferiti ai bilanci 2018, il quadro delle prime dieci posizioni nella classifica evidenzia ben poche variazioni. In testa, anche valutando i bilanci del 2019, l’Isab srl di Priolo che, da sola, ha ricavi per oltre 5 miliardi (5 miliardi e 200 milioni lo scorso anno). A seguire la Grimaldi Euromed spa con sede a Palermo, a quota 1 miliardo e 300 milioni. Il podio è completato da Fratelli Arena Srl, con sede ad Enna, che supera i 720 milioni di ricavi. La società, “una delle poche appartenenti a una grande famiglia di imprenditori siciliana”, sottolinea Romano, era al sesto posto della classifica lo scorso anno, a quota 508 milioni di euro. Un avanzamento che può essere spiegato anche grazie all’espansione sul territorio, dovuta all’acquisizione dei punti vendita del gruppo Abate. Al quarto posto Eurospin Sicilia spa, con sede a Catania e a quota 716 milioni. La società per azioni, espressione siciliana del grande gruppo veneto, era terza lo scorso anno a quota 649 milioni.

“Manca la capacità di attrarre investimenti”

Ma al di là “dei nomi specifici”, sottolinea Romano, la nuova classifica “rappresenta un tema che si ripropone, il quadro si mantiene rispetto all’anno precedente”. La Sicilia è carente di grandi imprese manufatturiere, “imprese che contribuiscono a sostenere lo sviluppo di un territorio”. Nella (s)Fortune 500 in chiave siciliana la top ten vede all’ottavo posto la sola Sielte di Catania che fabbrica apparecchi per le telecomunicazioni, con ricavi per 412 milioni, esattamente come nel 2018. Il problema è quindi di sistema, di una Regione che non è “capace di attrarre investimenti, e nella quale le imprese stanno vivendo, al di là delle problematiche lecade al Covid, anche un difficile passaggio generazionale”, spiega Romano. Il quadro delineato mostra “la mancanza di una attività di attrazione di nuovi investimenti sul territorio. E se questa attività c’è stata, e a me non risulta, non è stata fatta in maniera significativa”. Con un ruolo, evidentemente non incisivo, della Politica.

Leggi anche – Chi dà lavoro in Sicilia? Ai primi posti le partecipate pubbliche

Dipendenti, vince la pubblica amministrazione

L’altra faccia della questione è però quella legata al numero di dipendenti. Se da un lato il territorio non riesce ad attrarre investimenti per via di una mancanza “di programmazione, anche nella spesa dei fondi europei che vengono stanziati e spesso rimodulati”, sottolinea Romano, dall’altro la Pubblica amministrazione ha un ruolo prepondendarante nell’economia siciliana. Una affermazione che risulta evidente andando a vedere i dati delle prime società siciliane per numero di dipendenti. Al primo posto, con 3150 dipendenti risulta come lo scorso anno Seus (acronimo di Sicilia emergenze urgenza sanitaria), società della Regione siciliana che dà lavoro a 3 mila e 155 persone, ma con ricavi pari a 111 milioni che la pongono al trentunesimo posto secondo questo parametro. Seguono Grimaldi Euromed (2.221 dipendenti), e Sielte, a quota (1.927). Segue al quarto posto un’altra società regionale, Servizi Ausiliari Sicilia, che conta 1854 dipendenti, al quinto Risorse ambiente Palermo (Rap), di proprietà del comune, che ne conta 1.793, mentre Amat, la società dei trasporti del comune di Palermo è ottava con 1.436. In classifica, al sesto e settimo posto rispettivamente, anche Eurospin Sicilia (1.650 dipendenti) e Fratelli Arena (1.491), mentre chiudono la top ten Grandi Navi Veloci spa, società del gruppo Grimaldi, con 1.435, e Dusty srl. La società, privata, occupa 1.421 dipendenti, “ma i servizi che offronto di raccolta rifiuti sono su appalti pubblici”, conclude Romano.

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Leandro Perrotta
Trentasei anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Da quindici scrivo della cronaca di Catania, e da due anni sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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1 commento

  1. Non viene menzionata l’ENI, Versalis, Sonatrach, presenti con immensi insediamenti.
    Anche se la sede legale é altrove, sono parte rilevante dell’industria in Sicilia
    Esistono realtà importanti nel priolese, nel gelese etc..

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