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Sicilia, ripartono i treni storici. Turismo di nicchia non finanziato dalla Regione

Dei centomila passeggeri annui registrati dai convoglio storici in tutto lo Stivale, un decimo nel 2019 era nell'Isola. Le restrizioni date dalla pandemia hanno però interrotto questa piccola ma importante nicchia turistica, che riparte oggi con obiettivi di crescita, spiegano dalla Fondazione FS

Nel 2019, prima della pandemia, la Sicilia è stata tra le regioni italiane con il più elevato numero di treni storici e turistici in circolazione, ben 77 nell’arco dell’anno con oltre 10 mila passeggeri su 460 eventi-treno in Italia e 100 mila passeggeri. Specie nel periodo tra l’estate e l’autunno, si è sempre registrato il tutto esaurito a bordo dei convogli. I viaggiatori sono scesi nel 2020 a un migliaio a fronte di un ridotto numero di treni, appena dieci, e con solo il 50 per cento di posti a bordo disponibili per rispettare il distanziamento sociale. “Nel 2021 sono state effettuate quattro circolazioni in treno storico, tra l’altro tutte di iniziativa di Fondazione FS”, ci dicono dall’ente stesso, costituito da Ferrovie dello Stato proprio allo scopo di valorizzarne il patrimonio storico.

Turismo di nicchia

I treni storici sono una forma di turismo di nicchia che, anche se non spostano il Pil turistico dell’Isola hanno comunque portato all’economia dell’Isola qualcosa mezzo milione di euro nel 2019, considerando un prezzo medio del biglietto di 20 euro e immaginando una spesa di 30 euro per mangiare, comprare il prodotto artigianale locale e un souvenir. Un turismo di nicchia che serve comunque ad arricchire l’offerta turistica regionale e che può intercettare in Sicilia qualcuno dei 100 mila passeggeri che nel 2019 hanno viaggiato in Italia a bordo delle locomotive storiche. 

Il primo treno dopo due anni alla Valle dei Tempi

La crisi sanitaria nel marzo del 2020, ha interrotto tutte le iniziative programmate. “Nel settembre dello stesso anno siamo ripartiti, sempre in collaborazione con la Regione, – ci dice il direttore generale della Fondazione FS Luigi Cantamessa – ma il riaggravarsi della situazione ha comportato un nuovo stop alle attività. Negli anni 2021 e 2022, invece, nessun programma è stato commissionato dall’Assessorato al Turismo alla Fondazione FS”. Domenica sei novembre, dopo due anni di stop, è stato ripristinato il treno storico della Fondazione FS da Palermo centrale a Porto Empedocle con fermata alla Valle dei Templi. 

La legge per l’istituzione delle ferrovie turistiche

L’istituzione delle ferrovie turistiche è stata disciplinata con la Legge 9 agosto 2017, n. 128 “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”. In Sicilia sono state classificate come tratte ferroviarie ad uso turistico: l’Alcantara – Randazzo, la Castelvetrano – Porto Palo di Menfi, l’Agrigento Bassa – Porto Empedocle e la Noto – Pachino. Il progetto, sviluppato dall’Assessorato al turismo della Regione Siciliana, in collaborazione con Fondazione FS e Slow Food Sicilia, prevedeva 23 itinerari in convogli d’epoca per connettere i centri urbani più importanti – Catania, Palermo, Messina – con i borghi dell’Isola, come Modica, Bronte e Marsala, o i centri storici di Taormina, Siracusa, la Valle dei Templi di Agrigento e Ragusa Ibla.

Lo stop e la denuncia inascoltata

I treni storici, prima a causa della pandemia poi per mancanza di finanziamenti, hanno subito un improvviso stop in Sicilia che si è protratto all’estate 2022. E a nulla è servita la denuncia della scomparsa “grave e immotivata” di un’attrattiva turistica fondamentale per l’isola, arrivata dalle associazioni che gestiscono le tratte in una lettera aperta all’allora presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore regionale al turismo Manlio Messina. Riguardo all’interruzione del 2022, “Abbiamo avuto delle interlocuzioni con l’assessorato al Turismo ma non si è arrivati alla stipula di un contratto per cause non dipendenti dalla nostra volontà”, continua il direttore generale Cantamessa. La Fondazione FS “aveva tra l’altro proposto un ricco programma di circolazioni sulle linee ferroviarie più belle della Sicilia, puntando molto alla destagionalizzazione dei flussi e per consentire ai turisti di raggiungere in treno le località più gettonate”.

Il futuro dei treni storici in Sicilia

“In questo momento si stanno concentrando gli sforzi sul potenziamento dell’infrastruttura, ovvero nel ripristino per finalità turistiche delle linee Noto – Pachino e Alcantara – Randazzo”, dice il direttore generale della Fondazione FS. Al contempo sono stati avviati dei contatti con numerosi tour operatori privati per organizzare treni charter dedicati ai turisti stranieri. “Ovviamente qualora il nuovo Governo della Regione ritenesse opportuno un nostro coinvolgimento nell’organizzazione di un programma di treni storici restiamo a disposizione”, conclude Cantamessa. 

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