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Siracusa, danni ai limoneti: “Soffriamo anche aumento dei costi e incuria”

Le recenti alluvioni nella Sicilia orientale hanno danneggiato pesantemente anche le coltivazione del limone Igp e degli ortaggi, ma i produttori lamentano anche la scarsa manutenzione del territorio e l'aumento dei costi di produzione

Ci sono i danni provocati da maltempo, vento, alluvioni, grandine. Ci sono danni provocati da incuria e scarsa attenzione alla manutenzione del territorio e alla prevenzione. Lo spiega Sergio Mazzara di Campisi Italia, una grande azienda che produce limoni Igp a Siracusa. I numeri di Campisi Italia, limonicoltori da quattro generazioni, sono importanti: circa 700 ettari di coltivazioni gestiti, una produzione di 18 mila tonnellate l’anno di limoni Igp in regime di agricoltura biologica certificata, un impianto fotovoltaico di 250 Kw di potenza che permette di evitare l’immissione in atmosfera di 148 tonnellate di anidride carbonica all’anno.

Il torrente invaso dai rifiuti

Chi fa l’agricoltore, in generale, “non può lamentarsi del maltempo, anche se davvero i fenomeni estremi diventano sempre più intensi e frequenti. Ai tempi di mio nonno magari un fenomeno estremo si verificava in media ogni cinque anni. Adesso siamo passati a una cadenza quasi annuale”, dice Mazzara. “Nel 2018 abbiamo subito una tempesta di vento durata tre giorni con raffiche fino a 130 km/h con danni enormi per la proliferazione del mal secco, quest’anno in un giorno sono caduti 280 millimetri di pioggia, praticamente la metà della media annuale”. Ma per Mazzara i problemi sono anche altri e forse sono anche più rilevanti. “C’è l’incuria del territorio innanzitutto. La pulizia dei torrenti che non viene eseguita puntualmente malgrado le continue segnalazioni. A volte le pubbliche amministrazioni sono molto carenti”. Il produttore fa un esempio: “A fianco dell’azienda scorre il torrente Mortellaro, che purtroppo viene utilizzato da cittadini incivili come se fosse una discarica. Ogni giorno c’è qualcuno che viene a liberarsi illegalmente di rifiuti di ogni genere. Di tanto in tanto viene ripulito, ma il giorno successivo alla pulizia è di nuovo pieno di rifiuti. Non si capisce perché non vengano installate delle telecamere di sorveglianza”.

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Costi alti per imballaggi inutili

Naturalmente l’abbandono di rifiuti nei letti di corsi d’acqua, oltre a essere uno scempio ambientale, è anche una delle cause che provocano inondazioni. Ostruire un torrente significa infatti costringere l’acqua a dilagare nel territorio circostante. “Ma alla fine sappiamo che con il maltempo dobbiamo per forza averci a che fare. Il problema più grave che dobbiamo affrontare adesso è da un lato il calo dei prezzi di vendita dei limoni alla Grande distribuzione organizzata (Gdo), e dall’altro un fortissimo aumento delle materie prime”. I produttori si sentono insomma tra l’incudine e il martello: “Tutto ciò che serve a produrre e confezionare il frutto ha subito aumenti fortissimi, vicini al 20 per cento. Certo non possiamo incidere sul mercato mondiale della plastica, ma mi chiedo a cosa serva usare gli imballaggi. Sono un costo importante e non servono a niente”, oltre a rappresentare un indubbio problema ambientale. Nei supermercati i limoni certamente “si potrebbero vendere sfusi”.

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Anno pessimo per i limoni Igp

La fase difficile vissuta dal limone di Siracusa Igp è confermata anche da Alessandra Campisi, produttrice e presidente del Consorzio di tutela dell’agrume. Una realtà consolidata e di grandi numeri: 1.450 ettari coltivati, 163 associati e una produzione che rappresenta quasi un terzo della produzione nazionale di limoni. “I danni provocati dal maltempo di fine ottobre sono in fase di definizione – dice Campisi – certamente sono rilevanti, anche se variano da zona a zona e anche in base al tipo di coltivazione”. A soffrire di più sono stati “gli agrumeti giovani, a volte spazzati via dall’acqua o certi campi in cui gli alberi sono stati spezzati dalla furia del vento”. Un pericolo incombente è il cosiddetto mal secco, una malattia delle piante di limone provocata da un fungo che si diffonde proprio in periodi umidi e piovosi e attacca l’albero penetrando nelle ferite. Una malattia con cui si convive da anni, ma che può portare alla morte della pianta. Inoltre potrebbero verificarsi casi di marciume radicale o di marciume dei frutti. Il 2021 è stato un anno pessimo per la produzione di limoni: “Le condizioni meteo, il gran caldo e poi vento e tantissima pioggia hanno abbassato la qualità, e i prezzi di vendita sono molto bassi”, conclude Campisi.

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Tutto il territorio danneggiato

Sebastiano Enzo Aglieco è direttore provinciale di Siracusa della Confederazione italiana agricoltori (Cia), e non ha dubbi: “Stiamo lavorando per la stima dei danni, migliaia di ettari sono stati colpiti da inondazioni o eccesso di pioggia e da forte vento. Oltre agli agrumeti, hanno subito molti danni i campi di ortaggi come finocchi e insalata, letteralmente distrutti. Sicuramente tutto il territorio di Siracusa sarà dichiarato zona danneggiata”.

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Turi Caggegi
Turi Caggegi
Giornalista professionista dal 1985, pioniere del web, ha lavorato per grandi testate nazionali, radio, Tv, web, tra cui la Repubblica e Panorama. Nel 1996 ha realizzato da Catania il primo Tg online in Italia (Telecolor). È stato manager in importanti società editoriali e internet in Italia e all’estero. Nel 2013 ha realizzato la prima App sull’Etna per celebrarne l’ingresso nel patrimonio Unesco. Speaker all’Internet Festival di Pisa dal 2015 al 2018, collabora con ViniMilo, Le Guide di Repubblica e FocuSicilia. Etnalover a tempo pieno.

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