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Super green pass, bar e ristoranti dicono sì. “Tutto pur di non richiudere”

Arriva la stretta del governo nazionale sulla certificazione sanitaria: dal sei dicembre al 15 gennaio non sarà valida per i non vaccinati. Le reazioni di Fipe e Confesercenti Sicilia

Dal prossimo sei dicembre e fino al 15 gennaio chi vorrà entrare in bar, ristoranti e discoteche – ma anche in teatri, cinema ed eventi sportivi – dovrà essere vaccinato o guarito, anche in zona bianca. Il tampone sarà valido soltanto per recarsi al lavoro, ma per militari, forze dell’ordine e personale scolastico dal 15 dicembre scatta l’obbligo vaccinale. Nel Consiglio dei Ministri di ieri, il governo ha varato il cosiddetto “green pass rafforzato”. “Dobbiamo conservare ciò che gli italiani hanno conquistato nel corso di quest’anno, evitando nuove chiusure”, ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio Mario Draghi. Una linea condivisa dal settore della ristorazione, dice a FocuSicilia Dario Pistorio, presidente regionale di Fipe Confcommefcio. “In questa situazione quella del super green pass è l’unica scelta possibile”. Dello stesso avviso gli esercenti e gli operatori del turismo. “È chiaro che le restrizioni per definizione non fanno mai piacere, ma non ci sono alternative”, conferma Vittorio Messina, presidente regionale di Confesercenti e Assoturismo.

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Stretta sui non vaccinati

Obiettivo della stretta sulla certificazione sanitaria, ha detto il premier, vivere un Natale quanto più normale possibile. “La gente deve andare in giro a divertirsi, acquistare, e in questo modo combattere la povertà”. Il green pass rafforzato – cioè disponibile soltanto per vaccinati e guariti, non più per i “tamponati” – varrà in zona bianca e gialla, ma anche in zona arancione pena ulteriori restrizioni. Con le nuove misure, ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza, “le attività potranno rimanere aperte anche in caso di aumento di contagio ed eventuale cambio di colore”. Il green pass “semplice” (rilasciato anche con il tampone), diventa obbligatorio sui treni regionali, sul trasporto pubblico locale, in alberghi e spogliatoi di centri sportivi. Il decreto contiene anche altre misure. Viene ridotta la durata della certificazione sanitaria, da dodici a nove mesi, mentre la terza dose del vaccino potrà essere effettuata cinque mesi dopo la seconda. Dal primo dicembre, inoltre, sarà disponibile anche per gli over 18. Non è arrivata invece nessuna stretta sull’obbligo vaccinale per gli under 12, che non saranno soggetti al green pass.

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Ristorazione, dicembre mese d’oro

Come detto le mosse del governo sono condivise da molti settori produttivi, a partire dalla ristorazione. A livello nazionale, fa sapere Fipe Confcommercio, il mese di dicembre vale circa 7,2 miliardi di Prodotto interno lordo, in calo rispetto ai nove miliardi dell’era pre-Covid. “In Sicilia parliamo di di circa 400 milioni di euro di Pil”, dice Pistorio. “Il comparto non ha ancora raggiunto i livelli pre-crisi”, precisa il presidente regionale di Fipe, quindi la priorità è “evitare nuove chiusure che frenerebbero irrimediabilmente la crescita”. Un rischio niente affatto lontano, “come dimostrano Germania e Austria, dove i contagi sono cresciuti al punto da imporre nuove chiusure”. In Sicilia la quarta ondata “non ha ancora causato una flessione delle presenze in bar e ristoranti”, mentre è probabile che con le nuove regole “un calo ci sarà, visto che degli irriducibili che non si vaccineranno ci saranno sempre”.

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Il tema dei controlli (anche) nei locali

Il presidente regionale di Fipe replica anche alle accuse arrivate nelle ultime settimane al settore della ristorazione, sulla carenza dei controlli. “Ho letto, ma posso dire che da parte nostra c’è stato il massimo impegno nell’effettuarli”. Con il decreto approvato ieri, in ogni caso, il governo ha disposto un rafforzamento dei controlli nei luoghi in cui è previsto il green pass. Come spiegato dal ministro Speranza, le verifiche saranno affidate ai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza, che realizzeranno dei piani di azione e offriranno una relazione settimanale al ministero dell’Interno. Nei giorni scorsi era stata Fipe Siracusa a denunciare il rischio che gli operatori rimangano schiacciati dalla concorrenza sleale, “da parte di tanti ristoratori che ammettono all’interno dei propri locali la clientela senza alcun controllo”. Per Pistorio si tratta di un malcostume da evitare a tutti i costi. “Bene dunque il green pass, e bene anche maggiori controlli purché si riesca a rimanere aperti”, conclude il presidente.

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Turismo, non basta la stagione estiva

Favorevole a un rafforzamento delle misure anche la Confesercenti regionale. Per il presidente Vittorio Messina, “se il super green pass è lo strumento per tenere aperte le attività, che ben venga”. Il settore “non potrebbe reggere a un altro stop”, soprattutto per quanto riguarda il turismo, “che non può sopravvivere con le cinque settimane estive e il ponte di Tutti i Santi”. Le misure adottate finora “hanno permesso di sfiorare i livelli pre-crisi”, ma la sfida vera è “mantenerli sul medio lungo periodo”. Ecco perché la quarta ondata rappresenta “un pericolo concreto”, spostando le aspettative sul pieno recupero “alla primavera del 2022”. I problemi non sono legati tanto alle disdette, quanto alle mancate prenotazioni. “Al momento abbiamo soprattutto un turismo di prossimità, che per definizione prenota all’ultimo momento”. Il rischio è che di fronte alla quarta ondata la clientela venga a mancare, “compromettendo un settore che vale a livello nazionale il 13 per cento del Pil”.

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La posizione della Regione siciliana

La decisone del governo è arrivata dopo giorni di confronto con gli esperti e gli enti locali. Tra i governatori che hanno spinto per misure più severe nei confronti dei cittadini non vaccinati c’è stato anche il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, che nei giorni scorsi aveva chiesto a Draghi di introdurre l’obbligo vaccinale generalizzato, oltre a varare egli stesso un’ordinanza più stringente. In Sicilia, ha ricordato ieri Musumeci in collegamento con La7, “ci sono 382 ricoverati per Covid, di cui l’80 per cento non ha fatto nemmeno una dose”. Quella del vaccino “è una battaglia di diritti e di doveri, lo Stato ha il dovere di tutelare la propria comunità”. Per il governatore servirebbe “un drastico, speciale e temporaneo provvedimento” per convincere “uno zoccolo duro di sette milioni di italiani che non hanno ancora voluto vaccinarsi”. Istanze che al momento sono state raccolte soltanto in parte dal governo di Roma.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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