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Transizione energetica, aziende etnee in prima linea. L’incontro di Ugl Chimici

Ai piedi dell'Etna operano diverse imprese all'avanguardia nel settore energetico, che potrebbero contribuire a rendere il Paese indipendente dall'estero. Per farlo, però, servono l'appoggio del Governo e regole più semplici. Le voci di imprenditori, associazioni e politici

Sulla transizione energetica le imprese catanesi stanno facendo grandi passi avanti, realizzando progetti innovativi e creando migliaia di posti di lavoro. E chiedono maggiore attenzione da parte della politica, per contrastare la crisi scatenata dalla guerra tra Russia e Ucraina e dal caro energia. È quanto emerso nel corso del convegno “La transizione energetica nel Mare nostrum”, organizzato ieri mattina alle Ciminiere di Catania dalla Ugl Chimici. A confrontarsi esponenti dell’impresa, del sindacato e della politica, tutti concordi nel denunciare gli effetti della crisi e la necessità di ripartire al più presto. “Dopo due anni di pandemia è arrivata la guerra, che ci coinvolge direttamente anche se per fortuna noi non abbiamo morti e feriti”, dice Luigi Ulgiati, presidente nazionale di Ugl Chimici. Famiglie e imprese pagano “costi insostenibili”, anche a causa di speculazioni “come quella della borsa del gas di Amsterdam o della Cina”. Da qui la necessità di sostenere le imprese che lavorano per l’indipendenza energetica “anche attraverso le rinnovabili, come avviene nell’Etna Valley”.

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Una svolta per il fotovoltaico

Uno dei progetti più attesi in tal senso è quello dell’azienda catenese 3Sun, che sta realizzando un impianto industriale per la produzione di pannelli fotovoltaici innovativi. “Saranno il 30 per cento più efficaci rispetto a quelli attualmente in uso, e produrranno fino a tre gigawatt di energia pulita”, spiega il Ceo dell’azienda, Eliano Russo. L’impianto avrà numeri notevoli. “Una volta in funzione, nel settembre 2023, sarà la fabbrica più grande d’Europa, con un investimento di 600 milioni di euro e mille posti di lavoro”. A citare il progetto, di recente, è stata anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Per essere energeticamente indipendente, l’Ue deve arrivare a produrre 30 giga di energia. “Facendo leva su tecnologia e innovazione possiamo diventare competitivi su un mercato globale comandato dai cinesi. Se riusciremo a replicare in larga scala il nostro modello, avremo fatto un grande passo avanti”, osserva Russo.

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Imprese energivore in difficoltà

A puntare sulla transizione energetica anche Plastica Alfa, che da alcuni anni ha avviato un progetto per il recupero e il riutilizzo dell’anidride carbonica attraverso le micro-alghe. “Un ettaro di questi organismi assorbe la stessa CO2 di 30 ettari di alberi”, spiega Miriam Pace, Ceo dell’azienda e rappresentante di Confindustria Catania. La transizione energetica, aggiunge, “non è più soltanto una scelta, ma una necessità”. Le imprese energivore infatti “perdono competitività sui mercati globali, perché l’Italia ha costi di produzione doppi rispetto alla Francia e un terzo più alti rispetto alla Germania”. In Sicilia si aggiunge il tema della logistica, che a sua volta fa crescere i consumi, creando un circolo vizioso. “Dipende molto dal tipo di imprese. Cemento, vetro e ceramica, per esempio, rilasciano parecchia anidride carbonica nell’atmosfera”, aggiunge Pace. Per cambiare “servono incentivi”, puntando su “elettrificazione, adeguamento delle strutture e decarbonizzazione”.

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La voce di Sidra e Asec Trade

Presenti all’incontro anche i dirigenti di alcune aziende partecipate dal Comune. Come la Sidra, che gestisce il servizio idrico nel capoluogo, e sconta forti perdite nelle condutture, che fanno di Catania una delle città con la maggiore dispersione idrica d’Italia. Qualcosa si sta muovendo, spiega il membro del Cda Giovanni Lanteri. “A dicembre partirà la prima manifestazione di interesse per chiudere le falle, arrivando a recuperare tutta la rete in tre anni”. A intervenire anche Giovanni La Magna, presidente di Asec Trade, partecipata che gestisce la fornitura del gas nel Comune etneo. “Gli aumenti sono una realtà con cui si confrontano tutti. Negli ultimi mesi, circa cento società del gas sono uscite dal mercato”, spiega La Magna. I piccoli operatori “non fanno extra-profitti, ma soffrono come i cittadini” motivo per cui la politica “deve aiutarci a produrre energia dalle realtà che finora sono state un costo. In Sicilia, per esempio, l’umido potrebbe diventare bioetano”.

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Il mea culpa della politica

A portare la voce della maggioranza di Governo Salvo Pogliese, senatore di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Catania. “Dobbiamo fare autocritica perché in passato sono stati detti troppi no, rendendo il Paese totalmente dipendente dall’estero. No alle trivellazioni per estrarre più gas, no al nucleare anche se la Francia lo aveva a 20 km dal confine”, osserva l’ex sindaco etneo, che ha rivendicato l’impegno della sua amministrazione per le aziende strategiche, “dalla 3Sun alla StMicroelectronics, che hanno portato sul nostro territorio miliardi di euro di investimenti e migliaia di posti di lavoro”. Critico invece il deputato del Partito democratico Anthony Barbagallo. “L’aumento dell’inflazione e dell’energia fa paura, ma le misure messe in campo sono inadeguate”. Alcuni Comuni dell’entroterra, aggiunge, “sono stati costretti a chiudere le scuole il sabato per risparmiare energia”. Barbagallo auspica “una reale semplificazione normativa”, ma anche “la messa a terra delle risorse del Pnrr, che è nato per diminuire le diseguaglianze ma se usato male rischia di acuirle”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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