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Trubia, il business dei matrimoni dai miti antichi alla Belle époque e i presidi Slow food.

Una serie di aziende e locali, un unico obiettivo: un nuovo concept dei ricevimenti e degli eventi. Un lavoro in famiglia che punta tutto su innovazione e digitale

Sessantanni il papà, 25 e 23 anni i figli, Aurelio, Francesca e Stefano Trubia, studi in Giurisprudenza completati per il padre e da finire per i ragazzi, sono due generazioni di imprenditori di famiglia nel settore degli eventi.

Da Milano, dove si era spostato per gli studi, Aurelio Trubia rientra in Sicilia ventanni dopo. Con quale obiettivo?
“Dopo aver lavorato nel settore immobiliare e finanziario, decisi di misurarmi imprenditorialmente con un nuovo progetto cucito addosso sulle caratteristiche peculiari della amata isola. In particolare, lidea nacque dal convincimento che la Sicilia fosse il contesto perfetto per il settore degli eventi. Bellezza, etica e soddisfazione del cliente, combinate a precisi obiettivi economici, completarono la mia visione. La Casa del Grecale ad Acireale è stata una vera rivoluzione, un nuovo modo di concepire l’evento, in particolare quello nuziale”.

In che modo dottore Trubia lei ha inaugurato un nuovo concept nel settore dei ricevimenti e degli eventi?
“Ho dato importanza a concetti dimenticati e sottovalutati per il pubblico che si affacciava al nuovo millennio. Forte della mia formazione personale, iniziai a divulgare il valore dei miti antichi, della Magna Grecia, ma anche della Belle époque e ancora dei presidi Slow Food”.

Stefano e Francesca, sentivate dentro che quello creato da vostro padre sarebbe stato un giorno anche il mondo della vostra professione?
“Non è sempre stato facile, inutile negarlo. L’impresa si scontra con la famiglia e le caratteristiche personali di ognuno di noi”, dichiara Francesca che ora si occupa di marketing e comunicazione per le aziende di famiglia. Che aggiunge: “Il mio obiettivo adesso è quello di portare avanti tutte le conoscenze che continuo ad acquisire, per trasformarlo in senso internazionale.” Le fa eco Stefano, che si occupa di customer care: “La percezione di quello che si ha pian piano che si cresce si scontra con proprie esigenze personali, sempre stati due grandi fattori che dovevano emergere. Una cosa che sicuramente è riuscita a farle conciliare è stato intervenire nella realtà aziendale improntando il proprio stile dedicandosi in settori che più si conciliano con la mia personalità. La vendita è stato il mio amore”.

Ad un certo punto a La Casa del Grecale si affianca Villa Verdiana. Quale il “concept” di questa nuova avventura?
Risponde il dottore Trubia: “Con Verdiana ho avuto la possibilità di sperimentare un altro modo di intendere i trattenimenti nuziali. Sognavo grandi spazi, una natura generosa che lasciasse senza parole, per soddisfare le esigenze di un mercato propenso ad alcuni elementi funzionali ed estetici ritenuti fondamentali nell’ambito di un ricevimento nuziale. Grandi estensioni di prato verdissimo, palmizi, piscina, cascata, light design”.

Arriviamo ad Opificium, uno spazio più innovativo. Con quale idea?
“Opificium è il frutto della mia visionarietà”, è ancora Aurelio a parlare. “Ferro, legno e verticalità sono i segni distintivi della nuova creatura. È stata una bella sfida e, anche questa volta, ho voluto provocare il mercato portandolo in una dimensione nuova, dalla veste internazionale, con un concept industrial chic di grande effetto evocativo. I miei figli hanno partecipato alle decisioni stilistiche e strutturali del nuovo locale, infatti ogni ricevimento viene eseguito con tanto entusiasmo. Opificium è una nostra estensione”.

L’avvio di questa nuova attività imprenditoriale ha operato un maggiore allineamento professionale tra Aurelio, Stefano e Francesca?
“Con l’introduzione della formula Hedonè, il nostro nuovo laboratorio di food design di qualità superiore che si occupa esclusivamente dei buffet. Con questa ventata di novità ci divertiamo e la fatica quasi non si sente”, dichiara soddisfatta Francesca. E Stefano ammette: “Opificium è fuori dai canoni non solo dal punto di vista stilistico, ma anche per l’esecuzione in sé. Quando l’evento diventa un momento di comunicazione per le famiglie che ci scelgono ti rendi conto che hai introdotto non solo una novità, ma è lo stesso evento che ha cambiato pelle”.

L’ecosistema Trubia non si ferma qui. Ci sono pure il progetto Madisì e l’ultima iniziativa di e-commerce.
“Madisì (MatrimoniodiSicilia.com) e il nascituro e-commerce hanno dato il via ad un nuovo percorso”, risponde il dottor Trubia. “Madisì è stato per lungo tempo sotto la direzione di Stefano, che ha condotto un team di professionisti, per creare una community tutta siciliana, in cui celebrare le eccellenze del comparto matrimonio. Francesca da fine 2020 sta lavorando al suo nuovo progetto con l’obiettivo di continuare a celebrare l’amore per i prodotti più genuini di Sicilia, rispettosi della filiera, in veste totalmente digitale. Sarà una guida alla scoperta di aziende già solide ed aziende che si affacciano al mondo della produzione alimentare”.

Il tempo di pandemia ha messo in ginocchio tutto il comparto degli eventi senza risparmiare nessuno. I Trubia come hanno reagito?
“Subito dopo un sano shock iniziale, abbiamo fatto di necessità virtù per sfruttare questo momento di “pausa” al meglio delle nostre capacità. Ci siamo concentrati a migliorare tutte le varie fasi dei ricevimenti, pensando addirittura di sovvertire ancora una volta le regole del ricevimento elaborando un nuovo impianto di evento, totalmente in show cooking. Al contempo abbiamo concepito altre strade nel settore food, coniugandole con i più recenti modelli di impresa digitale”.

Stefano e Francesca, la svolta social delle attività imprenditoriali della famiglia Trubia si deve alla vostra generazione?
“La gestione delle pagine social delle strutture è affidata a noi, l’abbiamo concepita in modo tale che possa ben conciliarsi con i gusti degli sposi. Ci affidiamo naturalmente agli hashtag, alle campagne sponsorizzate mirate ai nostri target, mantenendo però lo storytelling. Ci raccontiamo attraverso ogni post, facciamo presenti tutte le novità della stagione e quotidianamente dedichiamo immagini, video e storie per i nostri ospiti nelle strutture. Sarebbe inconcepibile fare il contrario. Per noi millennials, la condivisione è il nostro pane quotidiano”.

Siete un esempio di start up dentro un family business. E un modello valido anche per altre tipologie di imprese a conduzione familiare?
“Essere figli di un imprenditore del calibro di nostro padre è una cosa seria. Stefano ed io abbiamo un modello imprenditoriale particolarmente caparbio e vincente ed il fatto che sia anche nostro padre influenza senza dubbio e per fortuna la nostra formazione ed evoluzione futura. Ha sempre spinto affinchè noi rimanessimo autentici, dandoci la possibilità di capire quali fossero i nostri punti di forza per metterli a frutto dentro le aziende. Siamo fortunati, abbiamo un mentore che non ci ha mai fatto sconti, che è sempre stato onesto per farci capire dai nostri errori”.

La mamma per Stefano e Francesca, la moglie per Aurelio. Qual è il ruolo della signora Veronica in questa visione delle attività imprenditoriali dei Trubia?
“Veronica ha sempre avuto un ruolo di riguardo nella storia imprenditoriale della nostra famiglia. Elegante, innamorata della Sicilia pur non essendo siciliana, dalla grande capacità estetica. Pur risultando meno visibile, per la sua natura estremamente riservata, ricopre una funzione di fondamentale importanza, ad iniziare dalla direzione delle cucine e della brigata, degli acquisti delle materie prime per le quali nutre autentica venerazione. È sempre alla ricerca di novità, grazie alla sua passione per stoffe e tessuti, che vestono le tavole delle tre strutture. Come se non bastasse, ha il suo bel da fare ogni giorno nel ruolo di moglie e madre”.

Rosario Faraci
Rosario Faraci è Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Catania e tiene gli insegnamenti di Principi di Management, Marketing, Innovation and Business Models. È delegato del Rettore aIl’Incubatore di Ateneo, Start-up e Spin-off, presidente del comitato scientifico di Start Cup Catania e consigliere nazionale dell’associazione PNI Cube. E’ stato Visiting Professor di Strategic Management alla University of Florida. È giornalista pubblicista dal 1987.

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