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Turismo, in Sicilia la crisi continua: nel 2021 meno 44 per cento sul 2019

I dati Istat sulle presenze negli esercizi ricettivi per i primi nove mesi dell'anno appena concluso certificano una netta ripresa sul disastroso 2020, con un più 27 per cento. Ma i livelli pre-crisi pandemica restano lontani

Segnali di ripresa, ma ancora non sufficienti: il Turismo in Italia nei primi nove mesi del 2021 è ancora lontano dai livelli pre-pandemici. Secondo le ultime rilevazioni Istat a livello nazionale le presenze dei clienti negli esercizi ricettivi sono state pari a in crescita rispetto al 2020, con un complessivo più 22,3 per cento, ma restano ben sotto i livelli del 2019, rispetto al quale si registra un meno 38,4 per cento. Un decremento che scende fino a quota 43,9 per cento per quanto riguarda la Sicilia, che guadagna comunque il 27,1 per cento sul 2020.

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La Sicilia perde 1 milioni di turisti italiani sul 2019

All’interno dei dati aggregati da gennaio a settembre si registrano però alcune variabili stagionali, legate soprattutto alle restrizioni Covid: il periodo estivo da luglio a settembre ha visto la stragrande maggioranza delle presenze, con 177 milioni su un totale annuo di 232 milioni, e un incremento rispetto al 2020 del 31 per cento, ovvero 42,4 milioni di presenze in più. Da sottolineare in questo quadro il calo delle presenze estere, arrivato al meno 30,5 per cento sul 2019. A reggere il comparto è quindi il turismo interno, che vale un totale di 148 milioni di presenze: in questo quadro la Sicilia fa addirittura meglio del 2019 in termini percentuali, ospitando il 3,7 per cento delle presenze nazionali, a fronte del 3,5 dei primi nove mesi del 2020 e dello stesso 2019. La perdita rispetto al periodo pre-pandemia è di oltre un milione di presenze in meno sul 2019 (6 milioni e 610 mila contro i 5 milioni e 505 mila del 2021), mentre il saldo è positivo per 900 mila unità sui primi nove mesi del 2020, fermo a quota 4 milioni e 608 mila presenze. A livello territoriale, la scelta dei turisti residenti in Italia si è orientata prevalentemente verso le località dell’Emilia-Romagna, (15,1 per cento delle presenze complessive contro 14,4 nel 2019), seguita da quelle del Veneto (12,8 per cento) e della Toscana (11,1 per cento).

Le regioni alpine perdono turisti anche sul 2020

Nel confronto sul 2020 è invece la Sardegna a segnare il maggior incremento, con un più 62,8 per cento di presenze. Male invece Lazio e Campania, con un calo rispettivamente del 74 per cento di oltre il 60 sul 2019. A riprova del peso delle restrizioni nel periodo invernale, la piccola Valle d'Aosta raggiunge un record negativo rispetto al 2020 del 31,2 per cento, fermando la conta dei turisti italiani a quota 1 milione e 169 mila. Negativi anche i dati sulle province autonome di Bolzano e Trento registrano una perdita di presenze anche rispetto al 2020, rispettivamente l'8,4 per cento e il 10,9 per cento. Da sottolineare che, nonostante il calo dei turisti, le due province presentano comunque una quota di turisti italiani ben superiore a quella della Sicilia: sono stati 7 milioni e 400 mila a Bolzano, e 6 milioni 880 mila a Trento.

L'Italia perde 145 milioni turisti. Ma è prima in Ue

Negativo, come sottolineato da Istat, è il confronto complessivo con i primi nove mesi del 2019, con presenze pari a 377 milioni, contro i 232 milioni del 2021. Un decremento pari al 38,4 ovvero 145 milioni di presenze. Dati che comunque pongono l'Italia in una situazione migliore del resto d'Europa: tra i Paesi che mostrano il maggiore decremento di presenze rispetto allo stesso periodo del 2019 risultano: Malta (meno 65,4 per cento), Lettonia (meno 58,7), Ungheria (meno 57,8) e Portogallo (meno 56,2). A seguire la Spagna che, con un calo del 54,6 per cento, perde la prima posizione nella graduatoria europea per numero di presenze e cede il passo proprio all’Italia.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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