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Turismo in Sicilia, trend positivi: il 2023 sarà l’anno del riscatto

Nelle strutture ricettive, nel 2022, 14 milioni 700 mila presenze di cui circa 6,4 milioni straniere. Nel 2019 il picco di oltre 15,1 milioni. Pappalardo (Enit): "Grandissima ripresa". Pedini Amati (San Marino): "Raccontare i propri luoghi in tutto il mondo"

Il 2023 potrebbe essere l’anno del riscatto per il turismo in Sicilia. Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia nazionale del turismo (Enit), nelle strutture ricettive siciliane, a fine 2022, si sono contati oltre 4 milioni 858 mila arrivi (+56 per cento rispetto al 2021) e 14 milioni 700 mila presenze complessive di cui circa 6,4 milioni straniere (pari al 43,5 per cento del totale). Una crescita del 51,7 per cento, rispetto a quello dello stesso periodo del 2021. Nel 2019, anno che precede la pandemia, le presenze complessive di italiani e stranieri negli alberghi e altre attività ricettive – dati appena pubblicati dall’Istat – avevano raggiunto il picco di oltre 15,1 milioni, valori precipitati poi a 6,6 nel 2020 e 9,6 nel 2021. Stando ai numeri, il recupero è avvenuto quasi del tutto e c’è ottimismo nelle previsioni, proprio perché, come sottolineano da Enit, “in continuità con il 2021, si registrano nuovamente variazioni positive nelle principali variabili relative alla movimentazione dei turisti sia italiani che stranieri”.

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Pappalardo (Enit): “Grandissima ripresa, c’è il rilancio”

Che la linea del grafico stia salendo è confermato anche dai numeri dei due principali aeroporti dell’isola. Palermo ha chiuso il 2022 con 7,1 milioni di passeggeri (+55 per cento sul 2021) e oltre 52 mila movimenti (+1,9 per cento sul 2021). La media dei passeggeri per volo è stata di 136, raggiungendo quella del 2019 e il traffico internazionale ha costituito il 27 per cento del totale passeggeri (quasi 2 milioni). Il 2019 si era chiuso con il 26 per cento. A Catania, l’aeroporto Fontanarossa con i suoi 10,1 milioni di passeggeri (+64,9 per cento sul 2021) e 72 mila e 500 movimenti (+43,8 per cento sul 2021) “si piazza al primo posto per passeggeri nazionali superando Palermo e alcuni dei principali aeroporti italiani” secondo quanto riferisce Enit. “I dati ci raccontano una grandissima ripresa – commenta Sandro Pappalardo, consigliere Enit, già assessore regionale del Turismo tra il 2017 e il 2019 – ben sappiamo che il 2019 è stato per tutta l’Italia e anche per la Sicilia un anno molto importante, perché si raggiunsero dei risultati che mai si erano raggiunti. Nel 2020 e nel 2021 sappiamo tutti cosa è successo. La grande ripresa la dovremmo vedere nel 2023. Le prenotazioni ci sono, anzi noi crediamo che se i dati si mantengono così, questo potrebbe essere addirittura l’anno del rilancio, che supererà gli straordinari risultati del 2019”.

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Superare le debolezze, aumentare il turismo in entrata

“Ci sono delle debolezze – riconosce Pappalardo – un po’ come in tutta Italia, però bisogna dare un’iniezione di fiducia e la Sicilia è fortemente impegnata nella promozione del turismo. L’Isola può offrire un turismo a 360 gradi, abbiamo tutto, dobbiamo solo ed esclusivamente saperlo vendere, per aumentare l’incoming verso la nostra splendida regione”. Per operare nell’incoming, il turismo in entrata, bisogna innanzitutto migliorare l’offerta e per fare questo Pappalardo ricorda che “il pubblico non può lavorare da solo, il privato non può lavorare da solo, lo Stato non può lavorare senza l’ausilio delle Regioni. Bisogna fare squadra e lo stiamo facendo: periodicamente ci sono dei tavoli molto importanti, che vedono coinvolti il governo nazionale e la Regione, ma anche tavoli molto importanti tra istituzioni, regioni e imprese. Tutti uniti credo che possiamo raggiungere dei risultati straordinari, proprio perché viviamo in un posto straordinario. Anche per questo l’incoming nel 2023 sicuramente raggiungerà dei risultati molto positivi”.

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SeeSicily ha fatto aumentare i pernottamenti

L’Enit ha riconosciuto la validità dell’iniziativa SeeSicily, con la quale la Regione, grazie a uno stanziamento di 75 milioni di euro, ha acquistato presso gli operatori della filiera aderenti, una serie di servizi turistici (pernottamenti, ingressi nei luoghi della cultura, escursioni, visite guidate, sconti sulle tratte aeree), di cui i turisti hanno potuto fruire gratuitamente, tramite voucher, trascorrendo almeno tre notti nella destinazione Sicilia. L’acquisto di tre notti dava diritto a una notte in omaggio, fino a un massimo di due pernottamenti. Questo ha confermato “l’aumento della permanenza nella Regione, con una media che si attesta oltre i tre giorni, questo anche grazie al successo di SeeSicily, avviata nel 2021, che ha accolto un notevole consenso tra gli operatori del comparto turistico locale e un elevato tasso di adesione”, osserva l’agenzia del turismo.

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“Quello che ha la Sicilia, forse nel mondo non c’è”

“Io in Sicilia vengo da 30 anni. L’oro della Sicilia è quello che già avete: basta aprire una finestra di un albergo e guardarsi intorno. Quello che ha la Sicilia, forse nel mondo non c’è”: questo l’entusiastico commento di Federico Pedini Amati, segretario di Stato per il Turismo della Repubblica di San Marino, a Catania per promuovere il tuo territorio e suggerire una ricetta d’impresa per il turismo: “Consiglierei a un imprenditore semplicemente di parlarne, parlarne, parlarne. Non significa spendere soldi in giro per il mondo, tanto per spenderli. Significa andare a raccontare i propri luoghi, però in tutto il mondo. Anche tramite le fiere, gli expo, ma più in generale con il cuore. Ci vuole il cuore quando si parla del proprio Paese, questo è importante” e va fatto “nei contesti giusti”, rivolgendosi “al mondo degli albergatori, delle Camere di commercio. Ci si sposta per parlare di un tema vero con chi può avere un interesse reale. Questo ha un senso. Noi come Stato giriamo tutto il mondo”. Per Pedini Amati si tratta di uno scambio, perché “in qualche modo voglio promuovere un incoming verso la Sicilia da parte di un territorio che è quello del Centro Italia, dall’altro ricerco un visitatore che possa venire a visitare il nostro bellissimo Paese che è la Repubblica di San Marino”. Con cui la Sicilia e Catania in particolare condividono, tra l’altro, la stessa patrona: Sant’Agata.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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