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Turismo, Laneri: “Verso la ripresa in estate. Recupero pieno solo nel 2024”

Il comparto siciliano, nel 2020, ha perso oltre il 60 per cento del fatturato. "Bisogna accompagnare, ascoltare, anticipare le imprese"

“Mick Jagger è in Sicilia da novembre, non vuole più andare via. Vorrà dire qualcosa?”. Ornella Laneri, albergatrice, presidente del settore Turismo, cultura ed eventi di Confindustria Catania, parte da un fatto di attualità per raccontare il suo settore. Il comparto turistico siciliano, nel 2020, ha perso oltre il 60 per cento del fatturato. In numeri reali, oltre due miliardi e mezzo euro. Per tornare ai livelli pre-crisi servirà molto tempo. “Probabilmente qualche anno. Le condizioni per rialzarsi, però, ci sono”. Per rilanciare il turismo in una terra che fa innamorare tutti. Persino le rock star. “Ogni mese Sir Mick dice che vuole andare via, poi rimane. Se lui sceglie noi, forse anche noi dobbiamo sceglierci”.

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Sud poco rappresentato

La strada da fare è lunga. E per gli industriali catanesi passa anzitutto dal confronto con le istituzioni, a livello regionale e nazionale. “Abbiamo avuto diversi incontri con l’assessore al Turismo Manlio Messina”, spiega Laneri. Da parte della Regione “c’è stata disponibilità al confronto”, e sono state varate diverse misure “nate dalla condivisione con le associazioni”. Per quanto riguarda il Governo centrale, “confidiamo molto nel presidente Draghi”. Laneri osserva che il Sud al Governo è poco rappresentato, “ma confidiamo nella ministra Carfagna che speriamo di incontrare quanto prima”. Dal Mezzogiorno, infatti, “può venire una prospettiva di rinascita”. Soprattutto per il turismo, un settore che con il suo indotto “muove circa il 18 e il 20 per cento del Pil siciliano”.

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La regola delle “tre A”

Per restare in piedi sono necessarie quelle che l’imprenditrice definisce le “tre A”. “È necessario accompagnare, ascoltare, anticipare le imprese”. La pandemia, spiega Laneri, è arrivata proprio nel momento in cui si superava “la crisi dei sub-prime del 2008”. L’anno scorso sarebbe stato il primo in utile dopo oltre dieci anni. Il Covid-19 ha troncato le speranze di ripresa. Per Laneri, l’uscita dal tunnel “avverrà soltanto intorno al 2024”. La crisi economica generata dalla pandemia sta danneggiando “soprattutto le imprese familiari”. Non soltanto quelle più piccole. “Anche le medio-grandi sono devastate da questa situazione”. Coloro che hanno un’azienda “non chiedono fondo perduto”, ma finanziamenti che permettano “di respirare e ricominciare a progettare”.

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Il tarlo della burocrazia

A proposito di credito, malgrado molte misure messe in campo, la burocrazia continua a farla da padrone. A proposito di fondo perduto, Laneri racconta un caso personale. Il suo albergo, il Four Points by Sheraton sul lungomare tra Catania e Aci Castello, ha chiesto di accedere a un contributo per l’acquisto di prodotti siciliani. “Si tratta di un contributo da 10 mila euro. Per ottenerlo è necessaria una quantità di carte inverosimile”. La pratica, prosegue l’imprenditrice, è stata presentata lo scorso novembre “Ancora non abbiamo ottenuto il finanziamento”. Naturalmente un’azienda come la sua “ha uno staff che può seguire questo iter”. Una piccola media impresa familiare “non può mettersi a seguire pratiche assolutamente complesse”. Quanto alle banche, “continuano a dare i soldi soltanto a chi li ha”. Malgrado il sistema di garanzie messo in campo dal governo nazionale.

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Proteggere le imprese

Senza gli strumenti per camminare con le proprie gambe, le aziende rischiano di finire nelle mani sbagliate. Magari quelle della mafia. “Questo problema non riguarda soltanto il Sud, ma anche il Centro-Nord”, ricorda Laneri. “Ormai la criminalità organizzata agisce ovunque, senza confini territoriali”. L’unica risposta possibile è prevenire la situazione di bisogno in cui possono venire a trovarsi le aziende. Un altro tema è quello dell’acquisto di imprese italiane da parte delle multinazionali. Secondo l’imprenditrice “non bisogna respingerle a prescindere”, ma bisogna trovare “delle giuste vie di mezzo”. In ogni caso la territorialità “deve essere salvaguardata”, compito che può essere svolto “soltanto dallo Stato”.

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Implementare il digitale

Le prospettive per il futuro, malgrado tutto, non sono negative. Secondo le stime del centro studi Srm, si stima un recupero delle presenze turistiche tra i sette e gli 11 milioni di persone. A fronte di ciò, Confindustria Catania ha sottolineato che occorre “prepararsi per offrire alla clientela una ospitalità e dei servizi ancor più qualificati”. “Il digitale è imprescindibile, come ho avuto modo di dire al sindaco Pogliese”, dice Laneri. Una necessità che riguarda tanto il settore privato quanto quello pubblico. A parte alcune iniziative come “See sicily”, voluta dall’assessore regionale al Turismo Manlio Messina, la cui efficacia va valutata sul lungo periodo, manca ancora un sistema di semplificazione d’accesso per le prenotazioni online.

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Dalla Ferragni a Mick Jagger

Per quanto riguarda il settore eventi, Laneri ricorda come anche questo settore sia fermo da mesi. “La nostra sala congressi l’abbiamo messa a disposizione per le vaccinazioni”. La cultura, invece, si è spostata nelle strade. Per Laneri alcune chiusure, “come quelle di musei, teatri, ma anche ristoranti”, rappresentano “un clamoroso errore strategico”. La cultura sta reagendo attraverso tante piattaforme, anche online. “La Gioconda scaricata su internet non sarà la stessa cosa che vista al Louvre. In questo momento, però, ben venga tutto ciò che può servire a favorire la fruizione dell’arte. Anche la Ferragni agli Uffizi”. O, per i più fortunati, Mick Jagger alla Cappella Palatina.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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