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Un “esercito della bellezza” per il riscatto della Sicilia

Accogliamo i turisti in città ricche di fascino e cultura, ma sommerse dai rifiuti e carenti di infrastrutture. Bisognerebbe combattere il degrado educando i bambini all'arte e alla cultura, sull'esempio di Antonio Presti

“Se s’insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione”, ha detto qualcuno. Quanto vale, e non solo da un punto di vista economico, l’industria legata all’arte e alla bellezza in Sicilia? Siamo reduci da un’estate in cui il turismo non solo è tornato, nell’isola, agli anni pre-Covid ma addirittura, secondo le statistiche su arrivi e presenze diffusi dal dipartimento Turismo della Regione, la Sicilia registra un andamento di crescente popolarità come destinazione di tendenza, anche fra i vip, e i numeri raggiunti quest’anno disegnano un picco importante e inedito. La combinazione tra mare e patrimonio storico-culturale è vincente e gli introiti del settore rappresentano più del 20 per cento dell’intera economia siciliana. Eppure, abbiamo accolto i turisti, arrivati ad ammirare, da ogni parte del mondo, le bellezze della nostra isola, in città, che, seppur sempre ricche di fascino e di cultura, si presentavano sommerse dai rifiuti e provate dalla carenza
endemica di servizi e infrastrutture. Terra spudorata, esagerata e senza mezze misure la Sicilia: ti sbatte in faccia il bianco e il nero, le bellezze mozzafiato dei paesaggi e dei monumenti insieme alle peggiori brutture ambientali.

L’arte può combattere il degrado sociale

Non mi occupo di economia, di Pil o di politica, sono un artista ma proprio per questo ritengo che l’Arte sia, in un essere umano, la massima espressione dell’elevazione dello spirito. L’arte evolve il pensiero, lo innalza, combatte il degrado sociale, l’abbrutimento delle coscienze. Il patrimonio artistico e culturale della Sicilia, oltre a dover essere pensato come un business ed essere offerto e fruito dal turista, dovrebbe, soprattutto, essere sentito come proprietà inviolabile dei siciliani. Riappropriarsi della bellezza è il più potente motore di cambiamento che noi siciliani abbiamo a disposizione. Riscoprire il “marchio” dell’anima, di cui parlava Bufalino, che chi è nato sull’isola inconsapevolmente possiede, dovrebbe essere, oggi più che mai, priorità assoluta per tutti. L’Etna, i templi di Agrigento, il teatro greco di Siracusa, Taormina appartengono prima di tutto a noi e rappresentano i nostri millenni di storia, il mix di Dna che i popoli passati da qui hanno lasciato. Rappresenta la nostra moneta sonante di scambio per dare vita non solo a una nuova economia ma soprattutto a una diversa prospettiva di futuro per i nostri figli.

Presti insegna la bellezza ai bambini delle periferie

Dovremmo insegnare ai bambini, nei loro primi anni di vita, oltreché a leggere, a scrivere e a far di conto, l’arte e la bellezza; dovrebbero studiare la musica, imparare le diverse tecniche di pittura e scultura, conoscere i grandi autori musicali dei secoli scorsi e i grandi artisti del passato. La bellezza, più di ogni altra cosa, è in grado di aprire gli occhi e rappresenta l’unica arma per salvare questa terra dalla devastazione urbanistica, ambientale e culturale che ha caratterizzato gli ultimi settant’anni. L’arte combatte il degrado sociale ed educa alla legalità. Lo sa bene Antonio Presti, imprenditore e mecenate siciliano che ha dedicato ad essa tutta la sua vita, tramite la Fondazione Fiumara d’Arte, di cui è presidente, l’hotel-museo “Atelier sul mare” a Tusa e l’attività che da più di venti anni porta avanti a Librino. Presti “insegna” la bellezza ai bambini e agli abitanti di quella periferia degradata di Catania, dove il senso di appartenenza alla comunità e le istituzioni latitano.

Il percorso artistico e spirituale che porta al Sublime

“La Porta della Bellezza”, un muro, un ponte, trasformato in opera d’arte collettiva, ancora in progress, realizzata da artisti e poeti e con la partecipazione di duemila bambini delle scuole di Librino, è la più grande opera in terracotta al mondo e accoglie chi entra a Catania dalla tangenziale. Le novemila formelle di cui è composta rappresentano il riscatto etico e sociale dell’intero quartiere, tant’è che in tutti questi anni non è mai stata deturpata o vandalizzata a testimonianza che la comunità di Librino la sente ‘sua’. “Creare bellezza è restituire anima ai cittadini”, afferma Presti, che ha proseguito la sua opera con ‘Il Cantico delle Creature di Librino’, un progetto artistico-fotografico in cui, decine di fotografi per mesi hanno fotografato i volti degli abitanti del quartiere, sviluppandoli in 700 grandi banner, posizionati sui tralicci dell’illuminazione pubblica del quartiere. I volti, che vanno dal neonato al vecchio, affiancati dalle parole dell’antica preghiera del Poverello di Assisi, simboleggiano, nella successione circolare dell’esistenza universale, il percorso fisico, artistico, spirituale con cui la gente si ricongiunge, per dirla con Presti, “con il suo Sublime, quell’attimo di Eternità dal quale non si torna indietro uguali a prima”. In Sicilia, armiamo l’esercito della bellezza e lasciamole vincere la battaglia!

Seba
Seba
Produttore, songwriter, ha esordito come cantautore a livello nazionale nel 2006 con Domenica d’estate, conquistando i primi posti delle classifiche di vendita ed airplay, in seguito si dedica alle produzioni per altri artisti, tra gli ultimi artisti di successo prodotti troviamo Mario Venuti, Mario Biondi,Violante Placido. È sempre attento alle nuove tendenze musicali e dedica spesso le sue produzioni in favore dei nuovi talenti.

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