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Università, il 60% degli stranieri sceglie Messina. Indietro Catania e Palermo

L'ateneo messinese, secondo una ricerca realizzata da Talent Venture, è il più avanzato in Sicilia sul fronte dell'internazionalizzazione. Un risultato ottenuto potenziando il personale e investendo sulla promozione all'estero, spiega il prorettore Antonino Germanà

C’è una siciliana sul podio delle università italiane più attrattive per gli stranieri. È quanto stabilisce uno studio pubblicato dalla società di consulenza Talents Venture, secondo il quale gli studenti internazionali iscritti all’Ateneo di Messina sono cresciuti di quasi il sei per cento dal 2016 al 2021. Inoltre, secondo i dati dell’Ustat, l’Ufficio statistica del ministero dell’Università, su 572 immatricolati stranieri nelle Università siciliane nel 2020, 344, oltre il 60 per cento, ha scelto l’ateneo messinese. Conti alla mano, quasi due studenti su tre. Un risultato impensabile fino a pochi anni fa, dice a FocuSicilia il professor Antonino Germanà, prorettore dell’Università di Messina con delega all’internazionalizzazione. “Fino al 2013 la nostra università era parecchio indietro su questo fronte”. Per il professore questi dati sono frutto “di un lavoro certosino portato avanti negli ultimi anni”, che ha visto l’ateneo messinese “protagonista delle fiere universitarie più importanti a livello internazionale”.

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I numeri degli altri Atenei siciliani

Secondo la classifica Talent Ventures, a fare meglio di Messina sono soltanto l’Università Milano San Raffale, dove la crescita degli studenti stranieri dal 2016 al 2021 supera il sette per cento, e l’Università di Cassino, con il 13,5 per cento. “Le immatricolazioni complessive di questi atenei, però, crescono molto meno rispetto a Messina, quindi il dato degli studenti stranieri si gonfia” precisa Germanà. La società ha analizzato anche i dati delle immatricolazioni del 2020. Anche in questo caso, l’università di Messina è l’unica “siciliana” a entrare in classifica, con il sette per cento di immatricolazioni dall’estero, 344 su 4.869. In proporzione, più della Cattolica di Milano. Catania ha registrato 120 stranieri su 7.319 immatricolazioni complessive, meno del due per cento. Dati ancora più bassi a Palermo, dove le matricole straniere sono state 108 su un totale di 8.517, poco più dell’un per cento.

I 20 atenei italiani con una maggiore crescita di studenti internazionali negli ultimi cinque anni. Rielaborazione Talents Venture su dati Portale dei dati dell’Istruzione Superiore – MIUR.

Rompere il “duopolio”

I dati di Messina, spiega Germanà, non sono piovuti dal cielo. Per far conoscere un’università all’estero, spiega il prorettore, “non basta stare seduti in ufficio e mandare qualche mail”. Viceversa, occorrono risorse e dinamismo. “Il nostro ufficio internazionalizzazione è stato potenziato notevolmente, passando da quattro a circa 20 unità di personale”, dice il prorettore. Poi è iniziata la promozione vera e propria. “Abbiamo girato il mondo parecchie volte, sfruttando gli eventi internazionali per presentare e rendere attrattivo il nostro Ateneo”. E rompere una sorta di “duopolio” che si era sviluppato nel corso degli anni. “Quando uno studente straniero voleva studiare nel Sud Italia, di norma sceglieva Napoli o Palermo. In misura minore Catania”. Ecco perché Messina ha dovuto lavorare sodo, “recuperando le posizioni perse e conquistando la vetta della classifica”, rivendica il docente. Oggi l’ateneo è frequentato da studenti da tutto il mondo. Non si tratta solo di europei, precisa Germanà. “Registriamo una presenza crescente di indiani, iraniani, pakistani”.

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Boom di iscritti (Covid permettendo)

Bisogna andare al terzultimo posto della classifica dei primi venti atenei italiani per presenza di studenti internazionali per trovare l’Università di Catania, dove le matricole internazionali negli ultimi cinque anni sono aumentate dello 0,8 per cento. L’Università di Palermo, invece, non si piazza tra le prime venti in Italia. Tornando a Messina, i primi dati per l’anno accademico 2021/2022 confermano il trend degli ultimi anni. Le preiscrizioni giunte all’ateneo da studenti stranieri sono state circa 16 mila, “un record assoluto per la Sicilia”. Per sapere quanti saranno gli studenti effettivi, però, bisogna ancora aspettare. “Purtroppo la pandemia continua a bloccare molte ambasciate, che non concedono i visti, senza i quali è impossibile perfezionare le iscrizioni”, spiega Germanà. Proprio il fatto che tante adesioni siano arrivate in un periodo delicato come quello della pandemia, però, “dimostra il buon lavoro portato avanti dal nostro Ateneo sul piano internazionale”.

I 20 atenei italiani con una maggiore presenza di studenti internazionali nell’a.a. 2020/21. Rielaborazione Talents Venture su dati Portale dei dati dell’Istruzione Superiore – MIUR.

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Un ambiente internazionale

Certo, la promozione non è tutto. L’ateneo di Messina, spiega Germanà, cerca di venire incontro il più possibile agli studenti stranieri, “dal rimborso degli affitti in base all’Isee alle borse di studio, fino alla no tax area entro i 24 mila euro di reddito, che vale sia per gli studenti italiani che per gli stranieri”. L’università, inoltre, si è sforzata di creare un ambiente internazionale, sul modello Erasmus, per mettere a proprio agio gli studenti esteri. Già da tempo, per esempio, tutti i bandi d’Ateneo vengono pubblicati in doppia lingua, per dare uguale possibilità d’accesso. Ci sono anche altri progetti, come il nuovo infopoint in corso di realizzazione presso l’ex Biblioteca della Regione di via dei Verdi, donata dalla Regione all’Ateneo messinese. Presso questo ufficio, lo studente straniero potrà avere ogni genere di informazioni sulla città, dallo studio all’alloggio, dal cibo ai trasporti.

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Opportunità per il territorio

L’internazionalizzazione, aggiunge ancora Germanà, non è soltanto una grande opportunità per l’ateneo ma anche una risorsa per il territorio. Le città universitarie registrano un impatto positivo sullo sviluppo locale, ricorda il docente, “dagli alloggi alle attività commerciali, dalla ristorazione al turismo”. La presenza di studenti stranieri, in questo senso, “costituisce un importante moltiplicatore economico per il territorio”. Per questo sorprende che a livello nazionale manchi una vera e propria strategia sull’internazionalizzazione. “Esistono diversi progetti, piani triennali e quant’altro, ma in realtà ogni ateneo segue una sua strategia”, conclude il prorettore. “Noi abbiamo deciso di investire molto, con uno sforzo che sta portando buoni frutti”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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