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Verso una qualità certificata per i piatti tipici messinesi

Alcuni prodotti di eccellenza della Città dello Stretto saranno certificati. L'annuncio sabato 17 dicembre, nella location del Museo regionale interdisciplinare di Messina, secondo la precisa volontà dell’amministrazione di Palazzo Zanca

È l’ora della svolta per la cucina messinese. Alcuni prodotti e piatti unici – sinonimo di cultura, eccellenza e tradizione negli annali delle ricette della Città dello Stretto – andranno incontro ad una loro accreditata certificazione che sarà annunciata il prossimo sabato 17 dicembre, nella location del Museo regionale interdisciplinare di Messina, con una precisa volontà dell’amministrazione di Palazzo Zanca. La conquista delle Deco, ovvero le Denominazioni comunali di origine, è l’obiettivo verso cui puntare perché si raffigura come un salto di qualità in termini di autorevolezza per la cultura gastronomica e la tradizione popolare. Dopo la presentazione delle linee guida di questa proposta amministrativa, il programma prevede una degustazione, una serie di laboratori in abbinamento ai vini Doc dei tre Consorzi di tutela presenti in provincia (Faro, Malvasia e Mamertino), e una visita guidata all’interno del MuMe, luogo intriso di opere per evidenziare l’unione tra le discipline culturali: l’arte del cibo e del vino e quella per esempio della pittura.

Garantire il prestigio di alcune icone culinarie

L’opzione delle Deco era già in programma prima della pandemia. Il Comune è l’ente promotore e vede al suo fianco anche Sicindustria delegazione di Messina, l’Università
degli Studi e la Camera di Commercio che, insieme, testimonieranno l’impegno e il legame
viscerale nei confronti del proprio “patrimonio del gusto” per attribuirgli un valore adeguato
con tutti i crismi. Il bisogno di garantire il prestigio identitario di alcune icone culinarie sarà esposto da tutti i vertici e gli attori delle istituzioni presenti: dal direttore del Museo Orazio Micali al primo cittadino Federico Basile e agli assessori alle Politiche sociali Alessandra Calafiore e alle Attività produttive Massimo Finocchiaro, dal presidente Sicindustria Messina – Pietro Franza – al rettore dell’Ateneo peloritano – Salvatore Cuzzocrea. E ancora: il presidente della Camera di Commercio di Messina, Ivo Blandina e il presidente del Circolo del Tennis e della Vela, Antonio Barbera.

Tre moduli formativi curati dall’Università

L’avvicinamento dell’Università a questo tipo di tematiche completa la sua ottica più
moderna parallelamente al progresso del ramo gastronomico e consente anche l’assegnazione di crediti formativi. Il primo dei tre moduli “Vino: tra scienza e cultura”, condotto dal docente Nicola Cicero, sarà coadiuvato da un produttore della Doc Faro e dai presidenti dei Consorzi delle altre due Doc peloritane, rispettivamente Antonino Bonfiglio (Faro), Mauro Pollastri (Malvasia delle Lipari) e Flora Mondello Gaglio (Mamertino). Il secondo modulo, “L’alimentazione tra lusso, crisi e tradizione” sarà curato dalla docente Elena Santagati, in materia dei prodotti territoriali, sotto l’aspetto storico. Il terzo modulo, “La sostenibilità dell’agroalimentare, strategie circolari di valorizzazione dei sottoprodotti” sarà attuato dalla docente Rossella Vadalà, in compagnia di due aziende virtuose su questo fronte, Damiano Think Organic e Simone Gatto.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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