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Visite mediche, in Sicilia liste d’attesa infinite: 6 mesi per una ecografia al seno

Tempi d'attesa di centinaia di giorni per una visita medica che dal privato ottieni quasi subito, ma a pagamento. Per recuperare si incentivano economicamente i medici ma sono pochi e spesso fanno fatica a coprire i reparti

Quasi 180 giorni, 6 mesi, per un’ecografia alla mammella al ‘Cannizzaro’ di Catania o 361, praticamente un anno, per una visita senologica. Più di otto mesi per una spirometria a Messina, 195 giorni per una risonanza magnetica all’encefalo al ‘Garibaldi’ di Catania. Ancora: 110 giorni per una visita nefrologica al ‘Cervello’ di Palermo o quasi quattro mesi per un elettrocardiogramma al ‘Civico’. Sono alcuni esempi dei tempi di attesa in alcune strutture ospedaliere siciliane rilevati tra il 2020 e il 2022 che chiunque può leggere sui siti istituzionali delle aziende o sul Portale della trasparenza dei servizi per la salute. Se da una parte il Covid ha spinto molti pazienti a rinunciare alle cure e ha assottigliato le liste d’attesa soprattutto per le prestazioni erogate dalle Asp, come sottolinea il Rapporto Aiop 2022 (Associazione italiana ospedalità privata), dopo la pandemia le richieste rinviate si sono sovrapposte alle nuove e oggi bisogna aspettare tempi inaccettabili prima di potersi sottoporre a una visita medica o a un esame clinico. Un problema tutt’altro che nuovo, tanto da spingere il ministero a erogare fondi specifici e la Regione Siciliana ad assegnare ad Asp e aziende ospedaliere, ad aprile dello scorso anno, risorse per oltre 28 milioni di euro destinate espressamente ad abbattere le liste d’attesa recuperando i ritardi di ricoveri, prestazioni ambulatoriali e screening nelle strutture pubbliche e private.

(Fonte: D.A. 334/2022 – Rimodulazione del Piano operativo per il recupero delle Liste di attesa della Regione Siciliana)
(Fonte: D.A. 334/2022 – Rimodulazione del Piano operativo per il recupero delle Liste di attesa della Regione Siciliana)
(Fonte: D.A. 334/2022 – Rimodulazione del Piano operativo per il recupero delle Liste di attesa della Regione Siciliana)

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Prestazioni aggiuntive e incentivi per i medici

“C’è un arretrato che deriva dal Covid – spiega Giuseppe Bonsignore, segretario regionale del Cimo, il sindacato dei medici – perché in due anni molta gente ha rinunciato a curarsi per paura di recarsi in ospedale e molti pazienti oncologici hanno saltato le visite di controllo, le Tac, le risonanze magnetiche. Gli ospedali hanno contratto la propria offerta perché molta attività ambulatoriale durante il Covid è stata ridotta o sospesa”. Al Policlinico ‘Giaccone’ di Palermo c’è un piano operativo aziendale per il recupero delle liste d’attesa – circa 29 mila prestazioni da smaltire – deliberato dal commissario Salvatore Iacolino. I tempi d’attesa previsti mediamente “sono di oltre 250 giorni per alcune visite specialistiche, di oltre 200 giorni per alcune prestazioni dell’area della diagnostica strumentale e di oltre 150 giorni per alcune prestazioni dell’area della diagnostica per immagini”, come dichiara la stessa azienda. Per rimediare, vengono estesi i turni di servizio e si incentiva il personale che lavora di più. “All’ospedale ‘Villa Sofia-Cervello’ di Palermo è da almeno un anno che facciamo le prestazioni aggiuntive ambulatoriali – spiega Bonsignore – con rientri remunerati. Vista però la carenza di risorse umane nei reparti, molte aziende non sono in condizione neanche di adoperare i fondi aggiuntivi, perché mancano proprio i medici“.

(Fonte: elaborazione FocuSicilia su dati Aziende sanitarie e ospedaliere)

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Il vero obiettivo dev’essere fare nuove assunzioni

“Ogni medico – prosegue il segretario Cimo – riesce a fare tre, al massimo quattro rientri al mese. Non ci sono tutti quei giorni liberi a disposizione. Fare le prestazioni aggiuntive significa lavorare mattina e pomeriggio, o mattina e notte, o rinunciare al giorno di riposo. È un po’ pesante, il vero obiettivo dev’essere fare nuove assunzioni, noi non ce la facciamo più materialmente”. Le attese più lunghe riguardano la diagnostica per immagini, le Tac: sono esami molto richiesti e non solo per le patologie oncologiche. In un turno di sei ore, possiamo farne dieci o undici: sono esami lunghi e complessi, il tempo di esecuzione va dai 20 ai 40 minuti”. Ci sono poi le visite specialistiche, “attività ambulatoriali che – secondo Bonsignore – dovrebbero essere svolte maggiormente dal territorio, cioè dalle Asp. Ma non avviene, anche le Asp hanno le loro criticità”. Una prestazione aggiuntiva può essere pagata, per esempio, 100 euro, ma questo “non risolve nulla, perché manca il 50 per cento del personale necessario, medici e infermieri – ribadisce Bonsignore – e non è solo un problema di risorse economiche. Spesso c’è lentezza burocratica nei concorsi e nelle procedure di stabilizzazione e in certe discipline non si presenta nessuno, come per il Pronto soccorso”. Di fronte a questo scenario, molti pazienti decidono di rivolgersi alle strutture private, dove i tempi di attesa possono essere più brevi. Tra l’altro, pure l’ospedalità privata riceve fondi per erogare prestazioni aggiuntive.

Tempi di attesa per prestazioni sanitarie in Sicilia (Fonte: ministero della Salute – Direzione generale della programmazione sanitaria)
Tempi di attesa per prestazioni sanitarie in Sicilia (Fonte: ministero della Salute – Direzione generale della programmazione sanitaria)

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I piani per ridurre le richieste

Oggi la Regione chiede e paga prestazioni aggiuntive proprio per ridurre anche le liste di attesa dei privati. In precedenza però aveva ridotto di 32 milioni di euro l’anno il budget destinato ad ambulatori specialistici e laboratori d’analisi privati. Con minori rimborsi, le strutture riescono a erogare prestazioni in convenzione solo fino al 20 del mese. Dopo, i pazienti vengono invitati ad aspettare, a pagare o a rivolgersi a una struttura pubblica. Così si torna ai lunghi tempi d’attesa. Sui quali comunque Asp e aziende ospedaliere si stanno organizzando come possono, in base ai fondi assegnati e definendo i propri Piani di intervento. Al Policlinico “G. Martino” di Messina, sono stati portati avanti “provvedimenti per abbattere le liste d’attesa, in particolare per incrementare l’offerta sul fronte della diagnostica per le prestazioni Tc e le prestazioni di medicina nucleare Pet/Ct e scintigrafia cardiaca. Inoltre è stato previsto lo svolgimento di prestazioni aggiuntive anestesiologiche per ridurre le liste di attesa chirurgica nelle diverse discipline”, fanno sapere dall’azienda, mentre all’ospedale ‘Cannizzaro’ di Catania è in corso un programma di abbattimento di liste d’attesa, in particolare per il trattamento di patologie oncologiche. Al Policlinico di Palermo, il commissario Iacolino sostiene “di poter garantire l’abbattimento del 90 per cento delle richieste, a prescindere dalla priorità di accesso, entro fine luglio 2023”. I pazienti ci sperano.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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