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Vulcano: ancora uscite di gas, chiusa una spiaggia. Annega il turismo

Troppi divieti per la fuoriuscita di gas dal vulcano, ma è solo l'ultimo dei problemi per l'isola delle Eolie. L'emergenza sarà a giorni sul tavolo del neo sindaco di Lipari, Riccardo Gullo. Federalberghi pronta a chiedere ristori per gli operatori colpiti

La spiaggia di levante interdetta sino al 15 giugno quando verrà effettuato un nuovo sopralluogo degli esperti per capire di più. Vulcano, teatro sino a pochi mesi fa di una emergenza vulcanica a causa dell’aumento dei gas dal sottosuolo, è ancora oggi al centro dell’attenzione perché, sempre a causa del gas, l’acqua della spiaggia di levante è diventata verde recentemente. Accanto ci sono le escursioni vietate sino alla sommità del cratere e la pozza di fango, conosciuta in tutto il mondo, sequestrata e chiusa da anni dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto per presunte anomalie ed irregolarità nella realizzazione di alcune opere murarie. A Vulcano sembra piovere sul bagnato e l’emergenza dell’isola sarà uno degli argomenti più immediati che il nuovo sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, si troverà sul tavolo di lavoro. Intanto la bella stagione è già arrivata e il blocco d tutte queste attività provoca di certo un bel danno economico.

Calo di presenza tra il 20 e il 30 per cento

Il calo di presenze registrato finora a Vulcano si aggirerebbe sul 20, 30 per cento, secondo le prime stime, che potrebbe aggravarsi se la spiaggia di levante dovesse rimanere chiusa dopo il fenomeno della colorazione verde dell’acqua a causa di nuove emissioni di gas in mare. Insomma una botta per il turismo che attendeva anche la tanto annunciata programmazione pubblicitaria della Regione, per promuovere l’isola, che ancora non è partita. La proposta sarebbe stata già inviata al Comune che a sua volta l’ha girata alla Regione, ma al dipartimento Turismo i tempi non sarebbero celeri come ci si attendeva. Il timore è che la tanto annunciata promozione potrebbe arrivare a fine estate. Oltre al danno la beffa.

La protesta di commercianti e albergatori

Pochi giorni fa gli albergatori e i commercianti dell’isola dell’arcipelago eoliano hanno protestato con le autorità per i troppi divieti imposti che secondo il loro punto di vista stanno facendo scappare i turisti. Un centinaio di operatori attraverso una lettera si sono rivolti anche alla Commissione Grandi rischi e alla Protezione civile lamentando di essere stati abbandonati. “Apprezziamo il fatto che le autorità si stiano preoccupando della nostra salute e sicurezza – scrivono – ma le politiche straordinarie adottate stanno causando ripercussioni che pregiudicano il benessere economico e sociale dell’isola. Aliscafi pieni di visitatori e turisti viaggiano da e per tutte le isole dell’arcipelago, ma pochissimi scendono a vulcano”.

Interventi annunciati e disattesi

Federalberghi Eolie, attraverso il suo presidente Christian Del Bono, ha tenuto già alcune riunioni per affrontare la situazione. “Gli operatori – spiega Del Bono – lamentano molte azioni non fatte dalle autorità che noi avevamo già evidenziato giorno uno giugno in un documento. In effetti molte degli interventi garantiti dalle autorità in difesa anche della stagione turistica non sono stati fatti. Noi avevamo evidenziato molti dei punti che proprio in queste ore saranno contenuti in una ulteriore nota che sarà inviata a tutti gli enti preposti partendo anche dalla mancata convocazione del comitato per la Salute pubblica che è saltata in attesa dell’incontro del Comitato Grand rischi”.

Danno di diversi milioni di euro

“Il calo di presenze è già appurato – continua il presidente di Federalberghi Eolie -. E per questo chiederemo ancora alle autorità dei ristori per chi, ovviamente, sta subendo danni a causa dell’emergenza vulcano che fa seguito a due anni di pandemia. Orientativamente i danni sarebbero ingenti, ma ancora non è possibile capire a che ammontare siamo arrivati e per questo Federalberghi chiederà al più presto agli operatori un prospetto con le percentuali di perdita rispetto al 2019, anno in cui non c’era ancora la pandemia. Lo stesso – ha concluso Del Bono – faremo con gli operatori delle altre isole per capire quali sono le percentuali di perdita rispetto al 2019 per poi confrontarle con i dati di Vulcano”.

Turismo a Vulcano, a rischio la stagione tra fumarole e prenotazioni in calo


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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista, per molti decenni al quotidiano "La Sicilia" di Catania, con la qualifica di cronista. In passato collaboratore di testate nazionali e corrispondente per anni dell'Agenzia di stampa nazionale "Quotidiani associati".

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