Emergenza sangue: appello di Ordine medici Catania e Avis Sicilia

Emergenza sangue: appello di Ordine medici Catania e Avis Sicilia

Nel 2021 attraverso le donazioni sono state raccolte in Sicilia oltre 217 mila sacche di sangue, secondo i dati del Centro nazionale sangue Sistra. Ben 170 mila di queste, provengono dal grande lavoro di sensibilizzazione portato avanti dalle associazioni di volontariato, e la sola Avis ne ha prodotte 126 mila. Il dato è chiaro: il 78,4 per cento del plasma prelevato nell’Isola è frutto dell’impegno e del lavoro di chi, da anni, promuove la cultura della solidarietà. La raccolta però non basta a soddisfare la richiesta. In Sicilia c’è carenza di sangue: esiste un filo sottile che separa lo stato di difficoltà dall’emergenza. Per questo, l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Catania e Avis Sicilia hanno deciso di fare squadra per mandare un messaggio forte, prima di tutto alle Istituzioni e, a cascata, ai cittadini e potenziali nuovi donatori. “Essere parte di una comunità vuol dire preoccuparsi degli altri, come fossero membri della nostra stessa famiglia – ha dichiarato il presidente dell’OMCeO di Catania Igo La Mantia – l’attualità ci mette davanti a una situazione che potrebbe diventare insostenibile di qui a poco. Per contribuire a superare questa criticità, che sta mettendo seriamente a rischio il sistema sanitario locale e regionale, servono nuovi donatori. Il nostro appello arrivi ai cittadini, ma soprattutto a chi amministra le regioni, gli ospedali, le aziende sanitaria, le città, le scuole. Il nostro Ordine si è incaricato di sensibilizzare prima di tutto i Medici della provincia catanese e i nostri Consiglieri, ma vogliamo coinvolgere anche i giovani laureandi e gli specializzandi. Ci piacerebbe inoltre organizzare la ‘Giornata del medico donatore’. Tutti insieme possiamo farcela”. Le associazioni di raccolta sangue continuano la loro attività di volontariato, ma i numeri dei donatori sono in calo. Il trend è in diminuzione e non è solo colpa del Covid-19. “Credo nel volontariato come una delle più belle forme di democrazia partecipata, una grande scuola, perché in quelle società dove c’è impegno individuale dei cittadini nelle associazioni e nelle attività di volontariato, c’è più partecipazione politica – ha dichiarato Carlo Sciacchitano, vicepresidente di Avis Sicilia e già presidente di Avis Catania – Donare sangue costa zero, ma vale tanto per chi lo riceve. Possiamo salvare vite o migliorarne la qualità. In Sicilia non c’è la cultura del donare sangue (Ragusa fa eccezione), questa dovrebbe essere demandata alle Istituzioni quali promotrici e sostenitrici di una continua campagna di educazione civica e sociale. Bisognerebbe sensibilizzare i giovani sotto i 45 anni. Mi rivolgo ai dirigenti scolastici affinché coinvolgano i ragazzi, chiamo in causa anche le direzioni sanitarie degli Ospedali cui fanno riferimento i Centri trasfusionali della Provincia. Servirebbe unificare le diverse “procedure di qualità” ed introdurre un’anagrafica unica del donatore, per migliorare il servizio e agevolare i volontari che operano nelle diverse associazioni”. I primi a soffrire della mancanza di sangue sono i pazienti talassemici che in Sicilia sono circa 2.700 e che necessitano di 4,5 mila trasfusioni l’anno. Sono a rischio anche gli interventi chirurgici programmati. “La donazione di sangue in Sicilia è principalmente affidata alle associazioni di volontariato – ha concluso Carlo Sciacchitano – ma abbiamo carenza di infermieri e medici. Potremmo coinvolgere il personale medico in pensione o chiamare a raccolta i laureandi. Serve prima di tutto sedersi intorno a un tavolo e ascoltare le esigenze delle Associazioni, perché dietro questo sistema, ci sono uomini e donne che prestano il loro tempo gratuitamente al servizio della comunità”.