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Agroalimentare, nasce la consulta dei Distretti del cibo: “Rinnovare comparto”

A firmare il protocollo i rappresentati di 18 soggetti di tutta Italia, tra cui il Distretto del Sud-Est Siciliano. Lettera aperta al ministro Patuanelli per chiedere attenzione sulle risorse

Sono diciotto i Distretti del Cibo che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la costituzione della prima Consulta dei Distretti del Cibo, uno strumento attraverso cui affrontare insieme la sfida del rinnovamento dell’intero comparto agroalimentare italiano. Una priorità resa ancora più urgente, e non più rinviabile, dall’ondata pandemica Covid 19 che ha travolto il già fragile sistema economico italiano e dai preoccupanti cambiamenti climatici che investono il pianeta. Nelle linee programmatiche del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, del resto, i contratti di distretto e di filiera sono stati riconosciuti strategici per lo sviluppo del settore.

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“Mettere in rete i territori”

Nel protocollo d’intesa siglato lo scorso 23 agosto, i rappresentanti sottolineano gli obiettivi che si propone la costituenda Consulta a cominciare dal programmare e pianificare sistemi di sviluppo territoriali e di coesione sociale, utili a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza; ma anche l’opportunità di assumere il ruolo di interlocutore con le Istituzioni e di portatore di interessi dei distretti con proposte ed azioni condivise. “Fare sistema, mettere in rete i territori, condividere informazioni, buone prassi e processi innovativi”, dichiara il portavoce Angelo Barone, “significa rafforzare le filiere produttive, promuovendo l’identità del nostro settore agroalimentare che rappresenta uno dei principali motori del Made in Italy”.

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Le risorse a disposizione nel Pnrr

Nella ripartizione del Fondo Complementare al Pnrr sono stati destinati al Ministero un miliardo e 203 milioni di euro finalizzati proprio ai Contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, pesca, floricoltura e vivaismo. E tuttavia ad oggi, dei 20 progetti già finanziati per il 50 per cento da privati, che sarebbero immediatamente cantierabili per una spesa ammessa di circa 315 milioni di euro, solo dieci hanno trovato finanziamento ma con percentuali di contributo molto ridotte rispetto a quelle indicate nei provvedimenti attuativi.

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Le richieste al ministero dell’Agricoltura

“È necessario concretizzare”, sottolinea Angelo Barone, “Abbiamo chiesto al Ministero di integrare l’attuale dotazione finanziaria con le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, in modo da finanziare tutti i progetti presentati, su cui la Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni ha già espresso parere positivo. E nelle more di un dovuto confronto, abbiamo chiesto anche di sospendere i termini di accettazione delle proposte di contratto invece finanziati, che scadono il prossimo 21 settembre”.

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Lettera aperta a Governo e Regioni

I rappresentanti dei Distretti del Cibo hanno compiuto dunque alcuni passi importanti, con l’invio di una lettera aperta al ministro Stefano Patuanelli, alla ministra Mara Carfagna, al sottosegretario Gian Marco Centinaio e alla Conferenza delle Regioni contenente la proposta di integrazione. Le Commissioni Politiche Agricole e Affari Europei ed Internazionali della Conferenza delle Regioni espresso parere positivo e il Presidente della Commissione Politiche Agricole ha inviato lo scorso 20 luglio una nota al Ministro Stefano Patuanelli per sollecitare l’attivazione del finanziamento.

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Dieci regioni coinvolte

“Ma ad oggi”, commenta Angelo Barone, “non abbiamo ricevuto risposte dal MIPAAF e ciò, dopo tre mesi di interlocuzioni e diverse interrogazioni parlamentari, ci risulta incomprensibile. Così come sarebbe inspiegabile rinunciare o ridurre i programmi di investimento per carenza di fondi”. “Migliaia di imprese hanno creduto nei Distretti del Cibo con la voglia di scommettere sul futuro ed avviare la transizione verso nuovi sistemi alimentari con modelli di sviluppo sostenibili e attivare i 20 programmi di sviluppo coerenti con il Green Deal Europeo e il Pnrr, finalizzati a contribuire a raggiungere alcuni obiettivi di Agenda 2030 dell’Onu che coinvolgono dieci Regioni e tutte le produzioni agricole del nostro Paese sarebbe un importante segnale di ripartenza immediata del settore agroalimentare”.

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I membri della Consulta

I sottoscrittori del protocollo di intesa, sono: Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in rete, Distretto Florovivaistico di Puglia, Sikania Distretto del Cibo Biomediterraneo, Distretto del Cibo dei Salumi Dop Piacentini, Distretto Rurale Colline e Montagne Materane, Distretto Agroalimentare di Qualità del Metapontino, Distretto del Cibo Bio Slow Pane e Olio, Distretto del Cibo del Sud Est Siciliano, Distretto Rurale Pollino Lagonegrese, Distretto Agricolo della Valle del Fiume Olona, Distretto Latte Lombardo, Distretto Agroalimentare di Qualità Puglia Federiciana, Distretto Rurale del Valdarno Superiore, Distretto Rurale Barbagia, Distretto Agroalimentare di Qualità dell’Ortofrutta Agro Pontino, Distretto del Cibo Medio Ionio Catanzarese e della Valle del Crocchio, Distretto Bio Slow della Puglia e Distretto Nebrodi Valdemone.

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L’elezione del coordinamento

È stato inoltre eletto un Coordinamento composto da Angelo Barone (Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in rete) i quale Portavoce della Consulta, Roberto Belli (Distretto del cibo dei Salumi Dop piacentini), Gian Paolo Bilato (Distretto del Latte Lombardo) Gianni Capalbi (Distretto Rurale delle Colline e Montagne Materane) Goffredo De Marchis (Distretto Agroalimentare di Qualità dell’Ortofrutta Agro Pontino), Luca Fabbri (Distretto Rurale del Valdarno Superiore) Ignazio Garau (Distretto Bio Slow delle Puglie) Oddo Giuseppe (Sikania Distretto del Cibo Biomediterraneo).

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Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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