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Agrumi di Sicilia, quantità e qualità. Argentati: “Comunicare l’eccellenza”

Tante le eccellenze regionali: arance, limoni e mandarini Dop e Igp. Molto rilevante anche la produzione biologica certificata. Intervista alla presidente del Distretto agrumi Federica Argentati

“La Sicilia rappresenta il 60 per cento della produzione degli agrumi italiani, e su 14 Dop e Igp cinque sono in Sicilia. Noi abbiamo una filiera bella complessa ma anche molto ricca, con prodotti di eccellenza e di grande importanza”. Federica Argentati da dieci anni è presidente del Distretto agrumi di Sicilia, aggregazione di 53 imprese e consorzi di tutela del comparto agrumicolo e da 32 enti.

I numeri della produzione

Nella nostra isola la superficie agrumetata totale è pari a 88 mila ettari, di cui 58 mila sono coltivati ad arance, 21 mila a limoni e 5 mila a mandarini. Le aziende agrumicole sono circa 42 mila, e gli addetti, tra produzione e commercializzazione, ammontano a circa 31 mila, per un fatturato totale superiore ai 530 milioni di euro. Nel campo dei prodotti certificati, il prodotto più rilevante è l’arancia rossa di Sicilia Igp con oltre 17 mila tonnellate. Segue l’arancia di Ribera Dop con oltre 7 mila tonnellate, il limone di Siracusa Igp con oltre 6 mila tonnellate e il limone Interdonato di Messina Igp con numeri più piccoli, poco più di duecento tonnellate. Da pochi mesi è nata l’Igp del limone dell’Etna, e si attendono i dati di produzione.

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Bravi a produrre, meno a vendere

In Sicilia, dice Argentati, “siamo molto bravi a produrre, meno a venderci bene. E scontiamo anche la scarsa attenzione delle istituzioni e della politica. Gli agrumi siciliani sono certamente un’eccellenza, e il valore dei marchi Dop e Igp, per le garanzie che danno, è molto rilevante”. Spesso però vediamo che negli scaffali dei supermercati ci sono prodotti esteri di dubbia qualità.

Vigilare sulle importazioni

Conferma la presidente del Distretto: “Le istituzioni devono vigilare su ciò che si importa. A volte ci sono agrumi che hanno subito trattamenti con prodotti potenzialmente nocivi per esempio. Dall’altro lato, noi dobbiamo avere la capacità di comunicare bene ai consumatori la differenza tra i nostri prodotti e quelli importati, magari da Paesi extraeuropei. Se riusciamo a comunicare efficacemente la qualità dei nostri agrumi sono certa che il consumatore sarà disponibile anche a spendere qualcosa in più. Oltretutto parlare di qualità significa parlare di territorio e della sua valorizzazione anche in ambito turistico”.

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Non solo arance per la salute

Focusicilia ha dedicato alcuni articoli al mancato accordo tra il Consorzio di tutela dell’arancia rossa di Sicilia Igp con l’Airc per la tradizionale campagna sulle cosiddette “arance della salute”. Uno spreco, probabilmente, almeno dal punto di vista della promozione del prodotto tipico. “Mi rammarico anch’io per l’interruzione del rapporto con l’Airc – dice Federica Argentati – e spero che al più presto venga ripristinato. Magari si potrebbero utilizzare anche le altre nostre Dop e Igp. Inoltre, sottolineo che in Sicilia abbiamo una vastissima superficie, 24 mila ettari, dedicata alla coltivazione biologica di agrumi. Un’altra nostra grande eccellenza”.

Piccolo è bello

E per finire, la presidente del Distretto agrumi lancia un appello ai consumatori in favore delle arance siciliane, che per motivi climatici quest’anno sono spesso di piccole dimensioni: “Le arance di piccolo calibro sono buone come quelle grandi, sono fatte dallo stesso albero e sono coltivate allo stesso modo. Compratele, potreste anche risparmiare perché di solito costano meno”.

Turi Caggegi
Turi Caggegi
Giornalista professionista dal 1985, pioniere del web, ha lavorato per grandi testate nazionali, radio, Tv, web, tra cui la Repubblica e Panorama. Nel 1996 ha realizzato da Catania il primo Tg online in Italia (Telecolor). È stato manager in importanti società editoriali e internet in Italia e all’estero. Nel 2013 ha realizzato la prima App sull’Etna per celebrarne l’ingresso nel patrimonio Unesco. Speaker all’Internet Festival di Pisa dal 2015 al 2018, collabora con ViniMilo, Le Guide di Repubblica e FocuSicilia. Etnalover a tempo pieno.

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