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Artigiani etnei, si riparte dalla scienza: “Intelligenza artificiale per la sicurezza”

Cna Catania ha sottoscritto un protocollo con Unict per migliorare le aziende attraverso la tecnologia. Intervista alla presidente Floriana Franceschini sulla ripartenza post-Covid

Analizzare i dati delle imprese artigiane per renderle più efficienti e sicure, sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Può essere riassunto così il protocollo d’intesa firmato da Cna Catania, associazione datoriale degli artigiani, e dall’Università di Catania. A spiegarlo, in diretta su FocuSicilia, è la presidente dell’associazione datoriale Floriana Franceschini. “La nostra facoltà di Informatica è l’unica in Europa a partecipare al progetto sperimentale Epic-Kitchens sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per aumentare la sicurezza in azienda”. Un tema quanto mai attuale, visto che i dati Inail parlano di oltre 5.600 denunce di incidenti sul lavoro in Sicilia nei primi tre mesi dell’anno, in crescita rispetto al 2020. Non solo nelle grandi industrie.

Telecamere sul lavoro

Concretamente, il progetto prevede l’uso di telecamere ad ampio spettro che possano avvisare i lavoratori su eventuali situazioni di pericolo. “Noi titolari di piccole e medie imprese siamo molto attenti alla sicurezza”, sottolinea la presidente di Cna Catania. La tecnologia offre nuove opportunità, su cui gli artigiani etnei hanno deciso da tempo di investire, anche attraverso la creazione di un “digital hub”. “I nostri associati doneranno i propri dati alla scienza, per elaborare modelli che consentano di avere aziende più sicure”. Per Franceschini su questa strada “si può e si deve fare molto”, perché il futuro delle piccole e medie imprese “è basato sull’utilizzo delle tecnologie, per migliorare sempre più il tessuto produttivo”.

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Crisi su crisi

Il territorio etneo, ricorda Franceschini, ha una particolare vocazione all’artigianato. Un tessuto produttivo seriamente danneggiato dalla pandemia, che si è inserita in un periodo già complicato per le imprese. “Già prima del 2020 si registrava un calo della produzione, nel settore artigianale e in quello manifatturiero”. La situazione non era certo brillante, “ma la pandemia ha acuito le nostre difficoltà”. Il problema centrale per le Pmi, sottolinea la numero uno di Cna Catania, “è quello del rapporto con il territorio, con l’ambiente economico nel quale esercitano la loro attività”. Da questo punto di vista, i fattori più pericolosi sono stati “la mancanza di semplificazione, e il problema storico dell’accesso al credito”.

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Il problema del credito

La presidente della Cna ricorda la situazione particolare della Crias, la Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane. Nelle more della fusione voluta dal governo regionale con l’Ircac, l’Istituto regionale per il credito alla cooperazione, l’ente è stato di fatto bloccato. E tale è rimasto anche durante la pandemia, “rendendo la situazione delle nostre imprese davvero difficile”. Per gli artigiani, però, ci sono anche belle notizie. “Per quanto riguarda la cassa integrazione, attraverso l’ente bilaterale Ebas, sono stati assegnati alla Sicilia ben dieci milioni”. Uno stanziamento che Franceschini definisce “davvero importante” e che ha consentito “di dare risposte alle Pmi e ai lavoratori”.

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Ristori tra luci e ombre

A proposito di risposte, quelle del governo nazionale sono state altalenanti. In un primo momento, ricorda la presidente, i ristori venivano assegnati sulla base dei codici Ateco, alle sole attività chiuse. Un metodo contestato da Cna nazionale, “visto che i settori fermi, a partire da ristorazione e turismo, avevano un impatto enorme su molte attività dell’indotto formalmente aperte”. Con gli ultimi provvedimenti questo approccio è stato superato. Il decreto “Imprese, lavoro, professioni” aumenta la platea dei beneficiari dei sostegni, introduce il criterio dell’utile per il calcolo dei ristori e proroga le cartelle esattoriali. Restano delle perplessità sulle procedure per ottenere i sostegni, “così complesse da comportare un’aggravio di costi”.

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Semplificazione imprescindibile

Altro tema nato ben prima della pandemia è quello della semplificazione. “Per la Cna è una specie di mantra, che portiamo a tutti i tavoli regionali e nazionali”. Le imprese artigiane, ricorda Franceschini, sono spesso ditte individuali nelle quali una sola persona deve occuparsi di tutto. “Rendere la vita più facile digitalizzando le pratiche sarebbe cosa buona e giusta”. L’ultimo decreto approvato dal Governo Draghi è un passo avanti, “ma ancora non ne abbiamo ancora visto la realizzazione”. A complicare le cose c’è anche l’autonomia siciliana. “Le leggi nazionali devono essere recepite dalla Regione, che notoriamente non semplifica la vita ai suoi cittadini”. Ecco perché, in attesa di fatti più concreti, il giudizio è sospeso.

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I dubbi sul Piano di ripresa

Come quello sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, che destina 82 miliardi di euro al Mezzogiorno, con tutti i dubbi del caso sulla capacità di spesa degli Enti locali. “Il Pnrr è un piano imponente, anche per quanto riguarda il fondo complementare da oltre 30 miliardi”, dice Franceschini. Oltre quattro miliardi e mezzo di questo fondo, ricorda, sono destinati all’ecobonus e al sismabonus. “Una scelta molto importante, soprattutto per le Pmi del settore edile che in Sicilia sono oltre 20 mila”. Il Superbonus potrebbe innescare “un circolo virtuoso per tutto l’ecosistema economico, per l’Italia in generale ma in particolare per il Meridione”. Ecco perché Cna ha dedicato alla misura “un portale online ad hoc, destinato a cittadini e piccole e medie imprese”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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