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Cannabis libera: colpo alle casse della mafia. Porterebbe allo Stato 9 miliardi

Dalle minori spese in magistratura e nelle carceri, dall'ordine pubblico e sicurezza fino al gettito fiscale. Accanto un prodotto di qualità e lotta alla criminalità organizzata e alle dipendenze da droghe pesanti. I benefici della liberalizzazione della cannabis in un convegno con procuratori antimafia, docenti e associazioni

“La liberalizzazione delle droghe leggere, soprattutto della cannabis, non è un tema che tende semplicemente a soddisfare coloro che sono contro il proibizionismo, ma significa togliere alle mafie una fetta importante nel mercato illegale degli stupefacenti”. Secondo l’ex procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, intervenuto ieri all’incontro “Coltiviamo il pensiero della legalizzazione. Aspetti economici e giuridici: meglio parlarne” c’è bisogno di un cambio di passo nel contrasto alle mafie. I numeri parlano chiaro, dice l’ex magistrato: “la cannabis è lo stupefacente più sequestrato in Italia”. Nel 2021, in Sicilia, è stato registrato il 7,21 per cento delle operazioni antidroga svolte a livello nazionale. In particolare, sono state sequestrate 33.175 piante di cannabis, 2113,48 kg di marijuana e 26,44 kg di hashish. “Le organizzazioni criminali incamerano miliardi di euro dalle attività di spaccio – aggiunge De Raho – Introiti che vengono successivamente reinvestiti nel mercato legale. In momenti come quelli attuali, con il Piano nazionale di ripresa e resilienza e lo sviluppo di appalti è un’occasione importante per le mafie di infiltrarsi negli appalti pubblici”.

Mancati introiti dello Stato

“È noto che la gestione delle droghe leggere rappresenta un settore strastegico-economico per la criminalità organizzata”, ricorda Ferdinando Ofria, docente di politica economica all’università di Messina. Secondo uno studio svolto dal dipartimento di Economia dell’ateneo messinese, diversi sarebbero i benefici della legalizzazione della cannabis. Il primo riguarda le minori spese in magistratura e nelle carceri (540 milioni di euro), l’ordine pubblico e sicurezza (230 milioni di euro) e il gettito fiscale. Se la vendita del prodotto fosse gestita dallo Stato, applicando un’aliquota simile a quella per le sigarette, si potrebbe generare un gettito tra i 7 e i 9 miliardi di euro. In totale, i benefici diretti ammonterebbero a 9,8 miliardi di euro.

Qualità del prodotto e dipendenza da altre droghe

Il secondo riguarda la qualità del prodotto. Nel 2016, l’università di Berna ha analizzato 191 campioni di marijuana sequestrati sul territorio svizzero e ha scoperto che il 91% di questi risultava contaminato (ammoniaca, lacca, lana di vetro, piombo, alluminio, ferro, cromo, cobalto e altri metalli pesanti altamente nocivi). L’ultimo riguarda il passaggio dal consumo di droghe leggere a quello di droghe pesanti. Attualmente questo passaggio è incentivato dagli spacciatori che hanno interesse a convincere il consumatore di droghe leggere (incapaci di creare dipendenza) a provare eroina, cocaina e droghe sintetiche (che invece creano dipendenza). Con la legalizzazione della cannabis i contatti tra i due mercati sarebbero meno frequenti, e si limiterebbe il passaggio dal consumo di droghe leggere a quello di droghe pesanti.

La polizia entra a scuola

La legalizzazione della cannabis è spesso un tabù in Italia. Qualche spiraglio di discussione si è aperto da quando diversi Stati hanno deciso di legalizzarla. I numeri sono dalla loro parte e così anche in Italia si è iniziato a discutere di questa opzione. Rimane un discorso borderline, però, e così può succedere che degli agenti di polizia facciano irruzione all’istituto Majorana-Cascino di Piazza Armerina per identificare gli studenti che stavano partecipando a una assemblea regolarmente autorizzata in cui si parlava, appunto, di cannabis. “È stato un inaccettabile atto intimidatorio – dichiara Antonella Soldo, coordinatrice dell’associazione Meglio Legale – L’unico vero effetto di queste operazioni è la criminalizzazione di ragazze e ragazzi, spesso minorenni, umiliati di fronte a tutti ed etichettati sulle prime pagine dei giornali locali come “spacciatori”. Trovandosi, così, con la vita rovinata per sempre”.

Cannabis terapeutica in piccole quantità

In tema di legalizzazione della cannabis, tuttavia, l’Italia ha fatto qualche piccolo passo avanti. Da qualche anno ha deciso infatti di aprire alla cannabis terapeutica. Dovrebbe essere lo stesso sistema sanitario nazionale a fornirla ai pazienti, ma sono diversi i problemi a cui fare fronte, prima tra tutti la disponibilità dell’infiorescenza, mai sufficiente. “Oggi c’è molta difficoltà a reperire la cannabis terapeutica – sostiene Alessandro Raudino, vice presidente di Cannabis Cura Sicilia Social Club, affetto da sclerosi multipla da vent’anni, al quale la cannabis ha dato effetti benefici sulla patologia – Da qualche mese riesco ad averla gratis in farmacia ma con scarse quantità”.

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Mario Catalano
Mario Catalano
Giornalista freelance, sono nato a Termini Imerese. Ho conseguito un Executive master in "Scrivere e Fare Giornalismo Oggi: il Metodo Corriere - 6^ Edizione" alla Rcs Academy Business School. Nel 2018 ho vinto il Premio Cristiana Matano (sezione giornalista under 30) e sono stato finalista dell'ottava edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo. Mi occupo di economia, ambiente e sanità. Mi piace raccontare storie e andare oltre la realtà che ci circonda.

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