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Caro energia, governo stanzia 6 miliardi. Draghi: aumentare la produzione di gas

I nuovi interventi dell'esecutivo per contrastare i rincari dell'energia. Misure ad hoc per il mercato dell'auto. Il premier: sulla ripresa economica pesa anche la situazione geopolitica

“Mettiamo in campo quasi otto miliardi di euro di cui sei per provvedimenti sull’energia”. Lo ha detto il premier Mario Draghi parlando ai giornalisti, al termine del Consiglio dei Ministri che ha varato nuove misure per contrastare il “caro bollette”. Le risorse, ha precisato Draghi, sono stanziate “senza ricorrere a nuovi scostamenti di Bilancio”, bensì utilizzando “i margini che derivano dagli ottimi risultati sul fronte della crescita della finanza pubblica conseguiti lo scorso anno”, messi nero su bianco dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Nel dettaglio, l’intervento del Governo “estende al secondo trimestre le misure messe in campo per il primo”, ampliando “le riduzioni delle bollette a favore di imprese e famiglie”. Una misura chiesta a gran voce dalle categorie produttive, alle prese con i rincari dell’energia ma anche delle materie prime.

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Interventi su energia e auto

Il decreto punta anche a migliorare l’indipendenza energetica dell’Italia. “Interveniamo in maniera strutturale per aumentare la produzione di gas italiano che può essere venduto a prezzi più bassi e per semplificare e velocizzare l’installazione di impianti di energia rinnovabile”, ha detto infatti il presidente del Consiglio. Un intervento ad hoc riguarda il mercato dell’auto, legato agli obiettivi del “green deal” perseguito dall’Italia. “Creiamo un fondo da un miliardo l’anno a sostegno dell’industria dell’automobile e della sua filiera, che sono al centro della transizione energetica in corso”, ha detto Draghi. Misure che puntano ad “aiutare i cittadini in questo momento di difficoltà”, per evitare che il caro bollette si traduca “in un minor potere d’acquisto per quanto riguarda le famiglie e in una minore competitività per quel che riguarda le imprese”.

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I numeri della pandemia

Nel corso della conferenza stampa il premier ha toccato anche altri temi, a partire dalla situazione sanitaria che “continua a migliorare”. Draghi ha snocciolato gli ultimi dati. “Questa settimana ci sono stati in media 54 mila nuovi casi al giorno di Covid-19, a fronte dei 67 mila di una settimana fa. Anche il numero delle persone positive in terapia intensiva è diminuito, ora sono sotto mille, in calo del 20 per cento rispetto a una settimana fa. Lo stesso per il numero dei ricoveri ordinari, in forte calo a 13.900 rispetto ai 16.800 di una settimana fa”. La campagna di vaccinazione, ha aggiunto il premier, procede bene. “Quasi l’89 per cento dei cittadini con più di 12 anni ha ricevuto due dosi e 36,6 milioni di italiani hanno ricevuto anche la terza dose”. Nel Consiglio dei ministri odierno, ha sottolineato il presidente, è stato approvato “un fondo di 15 milioni per sanitari morti per Covid-19”.

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Il mercato del lavoro

Draghi ha ricordato poi che la crescita europea vive “una fase di rallentamento” che però dovrebbe essere superata “a partire dal secondo trimestre di quest’anno”. Le previsioni devono però tenere in conto “i rischi geopolitici che non potranno non influenzare la crescita in Europa e in Italia”. Sul fronte interno “il numero di occupati è cresciuto tra gennaio e dicembre di oltre 650 mila unità e il tasso di occupazione è aumentato di 2,2 punti percentuali”. Numeri che portano il mercato del lavoro italiano vicino “al livello di prima della pandemia”, per quanto la maggior parte dei nuovi dipendenti “ha firmato un contratto a tempo determinato e solo un quarto ha firmato un contratto permanente”. Da qui l’impegno del governo per rilanciare “una crescita sostenuta, equa e sostenibile”, con particolare attenzione “ai giovani e alla precarietà”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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