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Catania-Augusta: porti promettenti e lavori da 400 milioni di euro

Un potenziale di crescita che è tra i più importanti d'Italia, un ruolo molto interessante se si guarda al contesto nord-africano e i progetti di sviluppo delle strutture portuali della Sicilia orientale, gestiti da un'Authority unica presieduta da Francesco Di Sarcina. L'intervista

Interventi per quasi 400 milioni di euro, un potenziale di crescita che “è tra i più importanti d’Italia”, un ruolo molto interessante se si guarda al contesto nord-africano, 6.500 metri di banchine, 626 mila metri quadri di piazzali, 33 milioni di tonnellate di merci e oltre 58 mila container movimentati in un anno: sono alcune caratteristiche dei porti di Catania e Augusta, gestiti dall’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mare di Sicilia orientale, presieduta da Francesco Di Sarcina. Due strutture per un sistema unico, cui si è aggiunta da pochissimo una terza struttura, il porto di Pozzallo, la cui competenza è passata, con legge dello Stato, dalla Regione Siciliana all’Adsp. Di Sarcina è al vertice da marzo e ha sempre operato in ambiente portuale: alla guida dell’Adsp Mar ligure orientale (porti di La Spezia e Marina di Carrara), e in precedenza segretario generale dell’Autorità portuale di Messina e al Genio Civile Opere marittime di Palermo. “Lo scopo delle nuove Autorità di sistema – spiega – è promuovere e dare impulso ai traffici marittimi e regolare le modalità di accesso al porto da parte degli operatori. Ci sono 15 autorità in Italia, gestiscono all’unisono più porti, sotto una regia unica che permette di dare un indirizzo maggiormente omogeneo, rispetto all’eccesso di frammentazione e concorrenza”.

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Catania e Augusta: le peculiarità dei due porti

Diverse le caratteristiche dei due porti, a cominciare dai numeri: oltre otto milioni di tonnellate di merci nel 2021 nella struttura etnea, oltre 25 milioni ad Augusta, caratterizzata dal petrolchimico. “Catania è un porto che ha una forte relazione con la città – spiega Sarcina – deve svolgere un ruolo duplice, come rete modale di trasporto marittimo importante soprattutto per i traghetti e come ‘sfogo’ a mare di una città che ne richiede e ne evoca questo tipo di funzione: crociere, pescherecci, barche e una parte importante commerciale”. Non ha però possibilità di espansione perché, spiega il presidente, “è schiacciato da un lato da ferrovia e diga foranea e dall’altro dalla spiaggia della Playa”. Diverso il discorso di Augusta, che non ha una relazione marcata con la città e “sia la parte commerciale pura che la petrolchimica risiedono su un fronte distinto e diverso dalla città, così Augusta si può permettere di fare più il porto commerciale, ma ci sono meno attitudini verso crocieristica e diportistica”, ricorda Di Sarcina, per il quale l’obiettivo è “trovare un giusto componimento, entrambi sono porti commerciali ma va rispettato per esempio il ruolo urbano del porto di Catania”. Qui, tra l’altro, ci sono “forti interessi armatoriali per linee che esistono di ro-ro merci, che collocano Catania in una posizione di grande rilievo nel panorama del Sud Italia”.

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Grandi potenzialità di crescita in Italia

“Sono caustico e sincero – ammette Di Sarcina – avendo avuto la possibilità di vedere una serie di sistemi portuali in Italia e non solo, il nostro deve fare dei recuperi di posizione. C’è un ritardo ed è marcato, in modo particolare sui volumi di traffico dei prodotti secchi e dei contenitori, non sui traghetti. Il nostro appartiene alla seconda fascia dei sistemi nazionali e credo sia uno dei sistemi con maggiore potenzialità di crescita in Italia”. Il presidente valuta che l’espansione di altre strutture in Italia è sempre più difficile perché c’è un limite fisico nella produzione e nel consumo delle merci e la competizione del sistema Catania-Augusta non deve soffermarsi al confronto troppo azzardato per esempio con Genova, ma “si deve guardare all’Africa – dice – verso cui siamo decisamente in una posizione di vantaggio, anche per via della nuova interfaccia di Pozzallo”. Però perché si realizzino ambiziosi obiettivi servono le infrastrutture. E da questo punto di vista sono numerosi gli interventi già messi in campo e quelli progettati dall’Autorità di sistema.

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Gli interventi in cantiere e in progetto

“A Catania dobbiamo innanzitutto riparare la darsena traghetti e lo stiamo facendo, così sistemiamo lì i traghetti”, dice Sarcina, per liberare spazi per crociere e per la città. “Contemporaneamente dobbiamo consolidare infrastrutture portuali abbastanza vecchie e in parte degradate: la diga foranea e il molo di levante, dove è in corso un appalto da 75 milioni di euro con fondi Pnrr che contiamo di aggiudicare entro la fine dell’anno”. In campo c’è anche il consolidamento di banchine ormai datate. “Complessivamente abbiamo interventi da 200 milioni di euro con tempi di completamento che vanno tra la fine dell’anno prossimo e il 2028”, precisa il presidente. Lavori anche ad Augusta, con 25 milioni di euro di manutenzioni (in appalto), la sistemazione della diga foranea di sette chilometri, con un secondo lotto in corso e un ultimo da realizzare con 40 milioni di euro. “Un altro intervento molto importante – prosegue Di Sarcina – è la realizzazione del secondo lotto del terminal contenitori: 120 mila metri quadri di piazzale con banchina, per 120 milioni di euro, da ultimare entro il 2026”. Anche Pozzallo avrà i suoi lavori: la Regione Siciliana ha confermato i 4,5 milioni di euro stanziati per le manutenzioni e trasferiti all’Adsp, “dimostrando grande finezza interistituzionale”, commenta il presidente.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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