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Catania, Bianco a giudizio per il buco di bilancio. “Sereno, decisioni per la città”

“Prendiamo atto, con il dovuto rispetto, della decisione del Giudice dell’udienza preliminare: avremo modo, speriamo presto, di dimostrare l’assoluta correttezza del comportamento mio e della Giunta davanti al Tribunale”. L’ex sindaco di Catania Enzo Bianco commenta così il rinvio a giudizio nel procedimento sul buco di bilancio dell’ente. La decisione è stata presa dal Gup Pietro Currò, che ha deciso il processo per l’ex primo cittadino, la sua Giunta e il collegio dei revisori di conti, in carica dal 2013 al 2018.

La difesa di Bianco

L’accusa formulata dalla Procura di Catania, riporta l’Ansa, è di aver “falsamente attestato la veridicità delle previsioni di entrata” anche se “consapevoli della loro sovrastima”, e per avere “dolosamente omesso l’iscrizione nell’atto contabile di somme sufficienti a finanziare gli ingenti debiti fuori bilancio”. A stretto giro è arrivata la nota dell’ex primo cittadino. “Abbiamo ereditato nel 2013 una città in ginocchio, assai diversa da quella lasciata nel 2000; già in predissesto dichiarato dalla Giunta Stancanelli; con molta polvere (debiti fuori bilancio) nascosta sotto il tappeto”.

“Decisioni per la città”

Bianco sottolinea di essersi adoperato “per evitare ai catanesi i danni del dissesto”. La stessa Corte dei Conti, prosegue, “ha riconosciuto che negli anni della mia ultima sindacatura sono stati ottenuti importanti risultati in termini di riduzione della spesa”. Per questo l’ex sindaco si dice sereno per essersi adoperato “nei limiti delle responsabilità che competono al livello politico-amministrativo, per il bene della città. E lo dimostreremo pienamente a settembre nel corso del dibattimento”.

Le indagini sul buco

Le indagini sono state condotte dal nucleo di Polizia economica finanziaria della guardia di finanza di Catania, e sono coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Agata Santonocito e dai sostituti Fabio Regolo e Fabio Saponara. Il procedimento riguarda complessivamente 29 persone, che il prossimo 16 settembre dovranno comparire davanti alla prima sezione del Tribunale monocratico per la prima udienza del processo. A essersi costituiti parti civili il Comune di Catania, la Cgil e l’Ugl.

L’indagine della Corte dei conti

Gli atti dell’inchiesta sono stati trasmessi anche alla Corte dei conti della Sicilia, che ha condannato Bianco a risarcire il Comune per 48 mila euro, e ha disposto l’interdittiva legale per dieci anni. Contro questa decisione è stato presentato ricorso. Con l’ex sindaco sono stati condannati la sua Giunta e l’allora collegio dei revisori di conti, “per avere contribuito al verificarsi del dissesto finanziario” dell’Ente. Gli assessori hanno avuto condanne da 51 mila fino a 14 mila euro. Per i revisori dei conti l’interdittiva stata disposta per cinque anni. È pendente il ricorso per tutte le posizioni.

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