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Emergenza incendi e cenere vulcanica, la Sicilia chiede aiuto a Roma

Vertice a Catania con il presidente della Regione e i sindaci dell'area etnea. Dalla Protezione civile nazionale promessi 5 milioni per i Comuni colpiti. La prossima settimana riunione in Sicilia dell'Unità di crisi nazionale. Si chiede la dichiarazione dello Stato di calamità

Emergenza continua per la cenere vulcanica nei paesi alle pendici dell’Etna e emergenza incendi in tutta la Sicilia, dove i roghi, quasi sempre dolosi, stanno devastando grandi aree con la complicità delle alte temperature. Le comunità colpite dagli effetti delle continue eruzioni del vulcano, accompagnate da ricaduta di cenere e lapilli che stanno causando gravi disagi e notevoli danni alle coltivazioni e ai privati sono esauste, e spesso i sindaci sono stremati ma impotenti di fronte a sofferenze che richiedono grandi impegni finanziari per essere alleviate.

Oltre 40 parossismi in cinque mesi

Da metà febbraio a oggi l’Etna ha prodotto oltre 40 eruzioni parossistiche con fontane di lava e immense nubi di cenere e lapilli. Il materiale vulcanico poi, trasportato dal vento, ricade sui fianchi e spesso colpisce le zone del versante est e sud. La cenere vulcanica crea grandi problemi alla circolazione stradale e potenzialmente, in caso di inalazione, anche alla salute dei cittadini. Copre inoltre le coltivazioni, ma anche balconi, terrazze e tetti delle abitazioni private. Oltre al fastidio c’è il danno economico. Il materiale vulcanico va infatti rimosso da tetti e grondaie perché alle prime piogge potrebbe impedire il deflusso dell’acqua e causare danni gravi alle case. Un lavoro riservato a ditte specializzate, costoso e mai risolutivo, visto che il vulcano non sembra dare segnali di stanchezza. Lo stesso problema si verifica in strade e piazze, ripulite il più possibile e magari ricoperte di cenere dopo qualche ora.

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I sindaci in trincea senza risorse

“Il problema è gravissimo, siamo esasperati e non possiamo fare tutto da soli”, dice Alfio Cosentino, sindaco di Milo, uno dei centri maggiormente colpiti dalla continua ricaduta di materiale vulcanico. “Non ci sono risorse della Città metropolitana, non ci sono risorse della Protezione civile, non ci sono risorse della Regione e i Comuni hanno ormai speso tutto quanto avevano a disposizione – continua Cosentino – eppure come sindaci siamo costretti a intervenire perché abbiamo la responsabilità della protezione civile e della salute dei cittadini. Ma come possiamo impegnare risorse che non abbiamo? Come possiamo intervenire senza copertura finanziaria? Credo sia necessario l’intervento del governo, magari con la dichiarazione dello stato di calamità”.

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Vertice a Catania

Proprio questa grave situazione di disagio che da mesi stanno vivendo i centri etnei è stata al centro del vertice convocato dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci al PalaRegione di Catania, con il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Daniela Baglieri, e il coordinamento dei presidenti di Consiglio comunale dell’area metropolitana di Catania. Presenti all’incontro, oltre al sindaco della Città metropolitana di Catania, Salvo Pogliese, anche i primi cittadini dell’area pedemontana etnea.

Norme per accelerare interventi

“La prossima settimana l’Unità di crisi nazionale di Protezione civile si riunirà in Sicilia, su mia richiesta, per fare il punto sulla situazione dei danni causati dalla cenere vulcanica, fenomeno che pare purtroppo non essere destinato ad esaurirsi nello spazio di pochi giorni e che crea una condizione di disagio indescrivibile per gli abitanti dei centri maggiormente colpiti. Noi – ha dichiarato il presidente Musumeci – abbiamo la necessità di garantire la rimozione della cenere vulcanica nel più breve tempo possibile e di intervenire anche sui privati. E quando dico noi, intendo lo Stato. Ecco perché a Roma chiederemo una norma che consenta di finanziare l’attività di intervento a sostegno degli enti locali, dei privati e delle imprese. La stessa cosa chiederemo al Parlamento regionale”.

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Un milione di euro subito

Da Roma è arrivato l’impegno della Protezione civile a erogare 5 milioni di euro per far fronte alle richieste dei sindaci. Il primo milione, ha aggiunto Musumeci, “lo abbiamo già accreditato come Regione. Pensiamo di individuare, a breve, altre risorse per creare un fondo con contratto aperto in modo che i Comuni possano accedervi direttamente ed accelerare così le procedure. Siamo tutti mobilitati per ridurre al minimo gli effetti devastanti di questa situazione”.

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Mobilitazione contro gli incendi

Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema del contrasto agli incendi che già questa mattina era stato al centro del vertice, in videoconferenza, con l’Unità di crisi nazionale. Proprio durante il vertice si è discusso della possibilità di richiedere ulteriori unità dell’Esercito in Sicilia, questione che sarà sottoposta, per competenza, al ministero della Difesa. “Molti focolai sono di origine dolosa, altri sono causati dalla distrazione e dalla irresponsabile condotta dei proprietari dei fondi non coltivati o abbandonati – ha continuato Musumeci – La campagna antincendio in Sicilia è partita e stiamo usando ogni mezzo a disposizione. Abbiamo utilizzato tre canadair dello Stato e tutti e otto gli elicotteri della Regione, abbiamo mobilitato a terra tutti gli uomini della Forestale e dell’antincendio”.

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“Carcere a vita per i piromani”

Anche questo tema la prossima settimana sarà discusso con l’Unità di crisi nazionale. “I piromani sono in piena attività e contro questi delinquenti – conclude Musumeci – ci vorrebbe il carcere a vita, perché il danno che fa un piromane al patrimonio botanico, boschivo, alla flora, alla macchia mediterranea è enorme. In un attimo si distrugge ciò che la natura ha creato in 40-50 anni”.

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Turi Caggegi
Turi Caggegi
Giornalista professionista dal 1985, pioniere del web, ha lavorato per grandi testate nazionali, radio, Tv, web, tra cui la Repubblica e Panorama. Nel 1996 ha realizzato da Catania il primo Tg online in Italia (Telecolor). È stato manager in importanti società editoriali e internet in Italia e all’estero. Nel 2013 ha realizzato la prima App sull’Etna per celebrarne l’ingresso nel patrimonio Unesco. Speaker all’Internet Festival di Pisa dal 2015 al 2018, collabora con ViniMilo, Le Guide di Repubblica e FocuSicilia. Etnalover a tempo pieno.

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