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Etna, per chi rispetta l’ambiente arriva il marchio promosso dal Parco

In fase di definizione il simbolo collettivo destinato a prodotti e servizi che rispetteranno l'ecosistema e i valori del Parco dell'Etna. Il presidente Carlo Caputo: "Pronto entro il 2022"

Dopo un’attesa durata parecchi anni, si avvicina il giorno del battesimo del nuovo marchio collettivo di qualità ambientale del Parco dell’Etna. Un valore aggiunto, secondo il presidente del Parco Carlo Caputo, che sarà disponibile per chi aderirà al disciplinare e si impegnerà a rispettare una serie di criteri di sostenibilità e qualità. Il marchio potrà essere richiesto da soggetti che operano all’interno dei limiti del Parco e anche, in certi casi, nel territorio dei venti comuni che sono parte dei 59 mila ettari di superfice protetta. Il simbolo, realizzato con la collaborazione dell’Accademia di belle arti di Catania, potrà essere esibito per valorizzare prodotti e servizi e probabilmente anche per scuole che si distinguono nell’opera di salvaguardia dell’ambiente e del territorio.

“Pronti entro il 2022”

“Il marchio arriverà al massimo entro il prossimo anno” assicura il presidente Caputo a Focusicilia. Guarda il video con l’intervista a Carlo Caputo

Confronto nella sede del Parco

Un ulteriore passo verso la definizione del disciplinare e degli aspetti ancora da mettere a punto lungo il percorso è stato compiuto martedì scorso con il forum organizzato nella sede del Parco, a Nicolosi. Un incontro dedicato al confronto con i “portatori di interessi”, cioè enti locali e altri soggetti potenzialmente coinvolti nell’operazione. Molti tra i presenti hanno partecipato con domande, idee e proposte. Tanti spunti che hanno consentito al presidente del parco Caputo, al direttore Giuseppe Di Paola, alla dirigente Rosa Spampinato, all’avvocato Letizia Pafumi e alla professoressa Marisa Meli del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania che ha collaborato con il Parco per la istituzione del marchio collettivo di chiarire e focalizzare gli obiettivi dell’iniziativa.

Regole e controlli

Il marchio collettivo, è stato spiegato, sarà operativo quando sarà redatto il disciplinare con le regole da seguire e anche nominato l’organismo che dovrà verificare il rispetto del regolamento da parte dei soggetti aderenti. In una prima fase, inoltre, si può ipotizzare di assegnare il simbolo a prodotti agricoli, alla filiera dell’agroalimentare (compresa la trasformazione della produzione), ai servizi delle guide turistiche, dell’animazione territoriale, delle scuole e anche ai servizi di accoglienza e ristorazione. Naturalmente questi ultimi sono servizi che non rientrano nei limiti amministrativi dell’area protetta, se non in minima parte. Ecco dunque l’ipotesi di concedere il marchio anche al di fuori del Parco inteso in senso stretto e allargare il perimetro ai comuni che ne fanno parte.

Leggi anche – Marchio Etna, convenzione tra il Parco e l’Università di Catania

L’ambiente come valore aggiunto

“Il marchio – ha voluto precisare il presidente Caputo – non riguarda la qualità di un prodotto o servizio in quanto tale, riguarda il rispetto e la promozione dei valori del Parco”. Ad esempio, ha chiarito, “se una azienda vinicola fa un ottimo vino ma impianta vigneti spianando i terrazzamenti in pietra lavica, che per noi sono un patrimonio paesaggistico da tutelare, non avrà il simbolo”. Per Caputo insomma il primo obiettivo è la tutela dell’Etna e di quello che rappresenta”: “L’Etna è un nome importante nel mondo, un nome che evoca valori naturali e di rispetto per l’ambiente. Se viene a mancare il rispetto del territorio anche il nome verrà depotenziato e il suo valore aggiunto azzerato”.

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Turi Caggegi
Turi Caggegi
Giornalista professionista dal 1985, pioniere del web, ha lavorato per grandi testate nazionali, radio, Tv, web, tra cui la Repubblica e Panorama. Nel 1996 ha realizzato da Catania il primo Tg online in Italia (Telecolor). È stato manager in importanti società editoriali e internet in Italia e all’estero. Nel 2013 ha realizzato la prima App sull’Etna per celebrarne l’ingresso nel patrimonio Unesco. Speaker all’Internet Festival di Pisa dal 2015 al 2018, collabora con ViniMilo, Le Guide di Repubblica e FocuSicilia. Etnalover a tempo pieno.

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