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Export, l’Italia fa più 30 per cento su base annua a maggio 2022. I dati Istat

Su base annua, le esportazioni segnano una netta accelerazione (più 29,5 per cento, da più 15,1 per cento di aprile), con incrementi diffusi a tutti i settori e a tutti i principali paesi partner, a esclusione di Russia e Cina

“A maggio si rafforza la crescita congiunturale dell’export – ininterrotta da inizio anno – sostenuta dal commercio con i paesi sia Ue sia extra Ue e trainata soprattutto dalle vendite di beni strumentali e beni intermedi. Nella media degli ultimi tre mesi la dinamica congiunturale è molto positiva. Su base annua, l’export segna una netta accelerazione (più 29,5 per cento, da più 15,1 per cento di aprile), con incrementi diffusi a tutti i settori e a tutti i principali paesi partner, a esclusione di Russia e Cina. Gli acquisti di gas naturale e di petrolio greggio contribuiscono per 13,9 punti percentuali al forte incremento tendenziale dell’import del nostro Paese”. Lo scrive Istat a commento del suo ultimo report sull’export italiano, aggiornato a maggio 2022. Per il quinto mese dell’anno si stima una crescita congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le esportazioni (più 4,8 per cento), lieve per le importazioni (più 0,3 per cento). L’aumento su base mensile dell’export è dovuto all’incremento delle vendite verso entrambe le aree, Ue (più 4,9 per cento) ed extra Ue (più 4,6 per cento).

Crescita del 7,9 per cento nel trimestre marzo-maggio

Nel trimestre marzo-maggio 2022, rispetto al precedente, l’export cresce del 7,9 per cento, l’import del 10,1 per cento. A maggio 2022, l’export aumenta su base annua del 29,5 per cento: la crescita è più sostenuta verso l’area Ue (più 32,6 per cento) rispetto ai mercati extra Ue (più 26,1 per cento). L’import registra un incremento tendenziale del 48,8 per cento, che coinvolge sia l’area Ue (più 36,6 per cento) sia, in misura molto più ampia, l’area extra Ue (più 65,5 per cento). Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (più 33,5 per cento), prodotti petroliferi raffinati (più 118,5 per cento), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (più 46,4 per cento) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (più 28,2 per cento). Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori all’incremento dell’export nazionale sono Stati Uniti (con un aumento del 42,0 per cento), Germania (più 27,1 per cento) e Francia (più 31,7 per cento). Le vendite verso Russia (-9,5 per cento) e Cina (-9,1 per cento) risultano ancora in calo.

Crescita tendenziale dovuta ai metalli

Nei primi cinque mesi del 2022, la crescita tendenziale delle esportazioni (più 22,6 per cento) è dovuta in particolare all’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (più 29,2 per cento), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (più 34,5 per cento), prodotti petroliferi raffinati (più 99,4 per cento), sostanze e prodotti chimici (più 28,5 per cento) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (più 20,8 per cento). A maggio 2022 il disavanzo commerciale è pari a 12 milioni di euro, a fronte di un avanzo di 5.633 milioni dello stesso mese del 2021. Il deficit energetico raggiunge gli 8.261 milioni (era 2.989 milioni un anno prima). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici si riduce in misura contenuta: da 8.622 milioni per maggio 2021 a 8.249 milioni per maggio 2022. Nel mese di maggio 2022 i prezzi all’importazione rimangono invariati rispetto ad aprile 2022 e crescono del 19,9 per cento su base annua (da più 21,4 per cento di aprile).

Il commento di Istat: deficit energetico in calo

Il deficit energetico “resta ampio ma si riduce rispetto ad aprile (meno 8.261 miliardi, era meno 9.111 miliardi), per effetto principalmente dei ribassi dei valori medi unitari all’import di gas, greggio ed energia elettrica, e l’elevato avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici porta a un saldo commerciale lievemente negativo, prossimo al pareggio.
A maggio i prezzi all’import interrompono la fase di crescita congiunturale in corso da 20 mesi e registrano, dopo oltre un anno di accelerazioni, un rallentamento su base tendenziale, cui contribuiscono principalmente le dinamiche dei prezzi dei prodotti energetici nell’area non euro”, commenta l’istituto di statistica.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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