fbpx

Fare il bene della comunità e aumentare i profitti: ecco cos’è l’economia civile

Dalla fondazione Me.S.S.In.A. alla Management Technologies srl di Enna, fino al Consorzio Sol.Co. di Catania. Le imprese del territorio che hanno scelto il modello di economia sociale raccontano le proprie esperienze alla facoltà di Economia dell'Università etnea

Si può fare impresa senza perdere di vista la comunità e i suoi membri. E senza rinunciare al profitto, anzi incrementandolo, come dimostra l’esperienza di diverse realtà siciliane. È il senso del seminario sull’economia civile che si è svolto stamattina al palazzo delle Scienze di Catania, sede del Dipartimento di economia dell’Università etnea. A portare la propria esperienza, dopo i saluti del direttore Roberto Cellini, sono stati la Fondazione Me.S.S.In.A., l’azienda Management Technologies srl e il Consorzio Sol.Co. Ospite d’onore il professor Stefano Zamagni, docente di Economia politica all’Università di Bologna e cofondatore della Scuola di economia civile. “L’errore teorico di una certa economia è stato quello di confondere l’utilità con la felicità. È chiaro che se il mio reddito aumenta anche l’utilità cresce, ma l’essere umano non vive per questo”, ha spiegato il professore. La visione utilitaristica “poteva andare bene nel Settecento”, ma oggi va superata perché “l’utilità dev’essere in funzione della felicità”. Senza rinunciare al profitto, come ribadito dai docenti che hanno introdotto le tre imprese: Agata Matarazzo (Fondazione Me.S.S.In.A), Pierluigi Catalfo (Management Technologies srl) e Melita Nicotra (Consorzio Sol.Co).

Leggi anche – Il passaggio generazionale è un male per l’impresa? No, purché si pianifichi

La storia del birrificio Messina

Un esempio di economia civile sul territorio è rappresentato dal Birrificio Messina, che ha rilanciato la storica produzione della bevanda nella città dello Stretto grazie al supporto della fondazione Me.S.S.In.A., ente no profit che da statuto “persegue obiettivi di giustizia sociale e di sviluppo umano, economico e sociale sostenibile”. A raccontare questa realtà è uno degli fondatori, Gaetano Giunta. “Negli anni abbiamo contribuito a rifunzionalizzare 10 aree, finanziare oltre 200 start up social-green, supportare oltre 800 progetti, collaborando con istituti di tutto il mondo, dal Mit di Boston al Cnr”. Quanto al Birrificio Messina – che dopo complesse vicende aveva chiuso i battenti in città – la fondazione ha partecipato al rilancio da parte dei lavoratori. “Li abbiamo aiutati a organizzarsi in cooperativa, costruendo un piano industriale serio e credibile, e attraendo investimenti per oltre sei milioni di euro”, spiega Giunta. Il valore aggiunto, prosegue, è stato proprio il rapporto tra l’impresa e la comunità. “Abbiamo lanciato una campagna di comunicazione il cui head line era: ‘La città che amo sceglie la propria birra’. Il risultato è che il birrificio è in utile sin dal primo anno, mentre le vendite della Heineken sono crollate nella zona di Messina”.

Leggi anche – Startup e spinoff: i modelli di impresa spinti da architetti e ingegneri

Il caso di Management Technologies

Ad applicare l’economia civile sono anche imprese del settore digitale. Come la Management Technologies srl, azienda di Enna che progetta “soluzioni software capaci di supportare i clienti nei processi di organizzazione della propria impresa”. A parlare di questa esperienza, nel corso del seminario, è stato il responsabile tecnico Fabio Bruno. “Sin dalla costituzione il nostro atteggiamento è stato quello di essere donatori di risorse. Per questo, nel nostro statuto, abbiamo deciso di destinare un terzo dei fondi a progetti sociali”. L’economia civile, precisa Bruno, non è un’enunciazione di principio ma una precisa strategia, che ha aiutato anche ad avviare la Management Technologies. “Quando abbiamo iniziato ognuno ha messo a disposizione ciò che poteva. Qualcuno ha donato i locali, qualcun altro i computer, altri ancora la propria professionalità. All’inizio non sempre abbiamo preso lo stipendio, ma anche questa è stata una donazione”. Un investimento sul proprio lavoro che secondo Bruno, a distanza di diversi anni, è stato premiato. “Oggi abbiamo una società in utile costante, malgrado la situazione di crisi economica, e tutti i fondatori sono diventati soci”, conclude il responsabile tecnico dell’azienda.

Leggi anche – Agrisociale San Cono: immigrati da sfruttati a protagonisti d’impresa

L’esperienza del Consorzio Sol.Co.

Da non sottovalutare, infine, le implicazioni dell’economia civile per il terzo settore. A raccontare la propria esperienza in questo senso è una realtà catanese, il consorzio Sol.Co, che dal 1994 mette in rete “un sistema di imprese sociali che possa contribuire allo sviluppo dei territori e delle comunità”. A parlarne è il referente del consorzio Davide Capodici. “Il nostro è stato un esperimento innovativo, perché 28 anni fa, in una società completamente diversa, alcune cooperative hanno deciso di creare un modello unico, con uno statuto e un’esperienza comune”. Obiettivo dell’intesa “generare valore”, non solo in un’accezione economica. “Negli anni abbiamo avuto centinaia di cooperative, e abbiamo accompagnato altrettante imprese nello sviluppo dei loro progetti, in tutta la Sicilia. Oggi siamo una realtà stabile, che copre tutte le province e porta avanti tante iniziative sociali”. Tra le altre, Capodici fa l’esempio di una cooperativa nel territorio di Ragusa, “che per la seconda volta nella storia della Sicilia è riuscita a ottenere l’iscrizione come operatore di agricoltura sociale presso la Regione”. Per questi risultati, conclude il referente, “il Consorzio Sol.Co. ha rappresentato di fatto il primo distretto produttivo in Sicilia”.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli