Fortè: Cgil e Filcams sollecitano per una eventuale cessione
Tempi duri per i lavoratori siciliani delle aziende della grande distribuzione in amministrazione straordinaria. Alla Meridi, che gestisce una sessantina di supermercati a marchio Fortè in tutta la regione, da gennaio ad oggi la forza lavoro si è pressoché dimezzata, da 500 a 280 addetti. Le retribuzioni non arrivano, ferme a l 35 per cento di giugno, “e nulla si muove, benché i punti vendita siano tuttora aperti”. Ad accendere i riflettori su una situazione “che riguarda anche i lavoratori di altri gruppi in amministrazione controllata”, sono la Cgil e la Filcams siciliane. Scrivono in una nota Francesco Lucchesi, segretario Cgil Sicilia e Giovanni Amato, della Filcams, come sia evidente “che le procedure fallimentari e di eventuali cessioni vanno accelerate, per non creare ulteriore disagio sociale in un momento già critico per la nostra regione”. I due esponenti sindacali ricordano di casi di concordati preventivi protrattisi anche per due anni, “lasciando nell’incertezza centinaia di dipendenti”. Nel caso di Meridi, Cgil e Filcams riferiscono che ci sarebbero state già manifestazioni di interesse da parte di possibili acquirenti, per la cessione e il prosieguo delle attività. “In caso di cessione entra in ballo il Mise – sottolineano Lucchesi e Amato- a cui chiediamo la stessa solerzia che sollecitiamo per le procedure dell’amministrazione controllata”.