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Il punto sulle ferrovie in Sicilia. I piani per le città metropolitane

Tredici miliardi di euro per le opere ferroviarie in Sicilia. La maggior parte serviranno a collegare più velocemente Palermo, Catania e Messina. Ma anche per le linee metropolitane

Un totale da tredici miliardi di euro. Sono quelli che Rete ferroviaria italiana (Rfi) ha in programma per le opere siciliane. Interventi concentrati soprattutto sull’itinerario che collega Messina, Catania e Palermo. Servirà per innalzare la velocità fino a 250 chilometri orari, con la conseguente riduzione dei tempi di percorrenza. A lavori ultimati, il viaggio tra Messina e Catania sarà coperto in 45 minuti, contro i 70 di oggi, e quello fra Catania e Palermo in un’ora e 50 minuti, con un risparmio di circa un’ora rispetto alla percorrenza attuale.

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Le tre città metropolitane

L’investimento sulla tratta che collegherà le tre grandi città dell’Isola è da 9 miliardi di euro. Il primo obiettivo sarà quello di garantite i collegamenti con gli aeroporti Falcone e Borsellino a Palermo e Vincenzo Bellini a Catania, ma anche quelli marittimi nello Stretto. Lo scorso settembre, il Commissario di governo per la realizzazione dell’asse ferroviario tra le principali città dell’isola, nonché amministratore delegato e direttore RFI Maurizio Gentile, ha firmato l’ordinanza di approvazione del progetto definitivo del “Raddoppio della tratta Giampilieri – Fiumefreddo”. E c’è già una scadenza, il 12 gennaio 2021, per i bandi di gara nei due lotti fra le città di Fiumefreddo, Taormina e Letojanni e tra Taormina e Giampilieri. Lotti del valore, rispettivamente, di circa 672 milioni di euro, e 1 miliardo e 103 milioni di euro. Il risultato sarà il raddoppio della linea ferroviaria fra Messina e Catania, con 42 km di nuovo doppio binario, in variante rispetto all’attuale linea, di cui circa 37 km in sotterraneo. Secondo Fs questo consentirà di avviare un servizio metropolitano tra il capoluogo e Taormina. Saranno realizzate le fermate di Itala-Scaletta, Nizza-Alì, Sant’Alessio-Santa Teresa, Taormina, Alcantara-Giardini, Fiumefreddo-Calatabiano ed è previsto il collegamento dell’attuale stazione di Letojanni alla nuova linea.

Catania sud, e il nodo Fontanarossa

Altri 415 milioni, lungo la linea Catania-Palermo, saranno impiegati nel raddoppio della tratta Bicocca, nel sud di Catania, e Catenanuova in provincia di Enna, con la conclusione dei lavori prevista nel 2022 e inaugurazione nel 2023. Per gli altri cinque lotti della Palermo – Catania è già stato avviato l’iter presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, al fine di avviare le Conferenze di Servizi per l’approvazione dei progetti definitivi, per un costo complessivo di 5 miliardi e 600 milioni di euro. Per quanto riguarda Catania, è in corso la progettazione definitiva per la nuova linea sotterranea dalla stazione Centrale ad Acquicella, per un costo complessivo di 626 milioni di euro. La tratta successiva, da Acquicella a Bicocca, avrà un costo complessivo di 250 milioni di euro. Questo intervento è necessario per consentire il prolungamento della pista dell’aeroporto di Catania. Lo scorso 13 dicembre è stata infine completata la stazione adiacente l’aeroporto Fontanarossa. Per l’utilizzo da parte dei passeggeri bisognerà attendere il prossimo febbraio, ovvero i tempi di completamento dati da Sac per l’ultimazione della bretella stradale di collegamento.

Lo stato delle opere a Palermo

Il passante ferroviario di Palermo, un investimento da 1 miliardo e 100 milioni, è oggi concluso al 96 per cento. I lavori per il ripristino del collegamento con l’aeroporto sono stati ultimati a luglio 2018, mentre a ottobre dello stesso anno è stato riattivato il collegamento tra la stazione di Palermo Centrale. A dicembre è stato attivato il raddoppio della linea fra le stazioni di Palermo Centrale e Palazzo d’Orleans. Mancano quindi i lavori di rifinitura finale, un investimento residuo da 20 milioni di euro. La chiusura dell’anello ferroviario di Palermo, a singolo binario, ha l’obiettivo di estendere l’attuale servizio metropolitano fra Palermo Notarbartolo e Giachery. L’investimento economico complessivo delle due tratte è di circa 250 milioni di euro, con la realizzazione delle nuove fermate di Libertà, Porto, Politeama e Malaspina. Dopo la cessione del ramo d’azienda da Tecnis a D’Agostino sono ripartiti i lavori, che libereranno definitivamente la città dai cantieri in superficie entro febbraio 2021. Servirà, poi, un anno di lavori in sotterranea, che si concluderanno con la realizzazione della stazione Politeama. La seconda fase dei lavori, con progetto presentato ad ottobre, prevede un investimento di circa 100 milioni di euro, con la realizzazione della nuova fermata Turrisi Colonna in corrispondenza dell’ex scalo Lolli (attuale cantiere del passante ferroviario) e il collegamento sotterraneo delle fermate Politeama e Notarbartolo. I lavori sono previsti in quattro anni, e prevede anche l’esame dei percorsi pedonali di tutta l’area centrale della città e del porto, collegati con le diverse fermate.

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Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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