fbpx

Impennata di vendite per biciclette e monopattini. Mancano le piste ciclabili

Il bonus mobilità, nel 2020, è costato oltre 200 milioni. Circa 600 mila le richieste accolte. Per rendere "verdi" le città, però, serve un passo avanti degli Enti locali

Oltre 600 mila richieste nel 2020. Un “turno supplementare”, chiuso lo scorso 15 febbraio, per cercare di recuperare gli esclusi. Sono i numeri del bonus “Mobilità”, introdotto lo scorso anno nel decreto “Rilancio”. Un contributo del 60 per cento – fino a un massimo di 500 euro – per l’acquisto di biciclette e monopattini, anche elettrici. Per conoscere i numeri finali – complice anche un riassetto delle competenze tra i ministeri, voluto dal governo Draghi – bisognerà aspettare qualche settimana. Quel che è certo è che la misura, costata l’anno scorso oltre 200 milioni di euro, è stata rifinanziata per ulteriori 100 milioni nel 2021. E gli effetti – ironie sui monopattini a parte – iniziano a farsi sentire.

L’impatto sui rivenditori

“L’anno scorso abbiamo avuto due picchi di vendite, a maggio e a novembre, legati proprio al bonus Mobilità”, dice Francesco Nicotra, titolare di “E-bike”, negozio specializzato in mobilità sostenibile a Catania. Quando l’attività ha aperto, nel 2012, l’idea di spostarsi senza auto “sembrava futuristica”. Negli ultimi anni il settore ha avuto un grande sviluppo, “e certamente l’iniziativa del Governo ha dato una grossa spinta”. Le vendite, spiega il titolare, “sono quasi raddoppiate”, e la richiesta è stata tale “da portarci a esaurire le scorte”. I mezzi più richiesti sono stati bici e monopattini elettrici “di fascia media, fino a 1.000 euro”. Grazie al bonus, infatti, “sono stati rimborsati della metà”.

Un cambio di paradigma

Per Nicotra la misura sta funzionando. Non solo perché ha permesso alla sua attività di superare la crisi economica innescata dalla pandemia da Covid-19. “È vero, noi abbiamo quattro dipendenti, e non abbiamo dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali”. Gli effetti, secondo l’imprenditore, “ci saranno soprattutto per le città”. Catania, per esempio, “ha uno storico problema di mobilità”. I cittadini stanno comprendendo “che è necessario un cambio di paradigma”, e che non serve “prendere una macchina a tutti i costi per spostarsi”. Per il momento, la maggior pare degli acquirenti preferiscono “le biciclette con pedalata assistita”. Crescono anche le richieste di monopattini elettrici, “anche i cosiddetti segway”, già molto usati all’estero.

Città a misura di bici

Perché la mobilità sostenibile entri pienamente nella mentalità dei cittadini, tuttavia, serve un passo ulteriore. “Le città devono diventare a misura di bici e monopattino”, dice Giuseppe Inturri, professore associato di trasporti all’Università di Catania. Per il docente, il provvedimento governativo “è molto interessante e forte”. Adesso è necessario “un passo avanti da parte degli Enti locali”. Gli utilizzatori di bici e monopattini “devono sapere che è garantita la loro sicurezza”, attraverso una rete ciclabile “ampia e ben organizzata”. Soltanto così l’utilizzo di questi mezzi potrà passare “dall’uso ricreativo, nel fine settimane e sotto le ferie, alla mobilità quotidiana”.

Il tema della sicurezza

Una prima soluzione per la sicurezza, la più comune, prevede “di separare i flussi veicolari da quelli ciclistici”. Lo scopo è evitare urti che sarebbero pagati “dal veicolo più vulnerabile, dunque dalla bici o dal monopattino”. Da qui l’idea di piste separate, delimitate da cordoli rialzati, per dividere la circolazione. L’altro approccio è quello di una “promiscuità del traffico automobilistico e ciclabile”. Questo consentirebbe ai ciclisti di muoversi liberamente, “senza essere limitati da itinerari protetti”. Ciò richiede “delle restrizioni alla velocità delle automobili, attraverso l’istituzione di ‘zone trenta’ dove non si possano superare i 30 chilometri orari”. I due approcci non sono alternativi, precisa il professore. “Anzi, sono complementari per una corretta pianificazione della mobilità ciclistica”.

Vantaggi per la collettività

Il pensiero va subito alle “Zone a traffico limitato”, istituite con più o meno successo in diverse città dell’isola. “Non si tratta soltanto di mettere un cartello”, precisa Inturri. La “zona trenta” richiede misure importanti di repressione, sorveglianza, urbanistica stradale. Con grandi vantaggi per la collettività, “a partire dalla riduzione dell’inquinamento”. E non solo. “Le grandi città destinano mediamente il 30/35 per cento degli spazi pubblici a parcheggio. Utilizzando bici e monopattini, anche questo parametro si abbatte”. Un’ultima opzione è quella di corsie condivise, sul modello di quelle lanciate a Catania qualche anno fa. “L’amministrazione di allora, guidata da Stancanelli, destinò all’uso ciclabile alcune corsie utilizzate dagli autobus”. Un esperimento che il professore definisce “innovativo e coraggioso”.

Non solo bonus

Importante, infine, la prevenzione dei furti. “Servono vere e proprie ciclostazioni, possibilmente collegate ad altre infrastrutture strategiche come treni e metropolitane, dove il proprietario possa lasciare il mezzo con la certezza di ritrovarlo”. Proprio per questo, a fianco ai bonus per favorire la mobilità sostenibile, il Governo ha erogato risorse per l’infrastrutturazione “verde” delle città. “Il Comune di Catania ha avuto in finanziamento 8/10 milioni di euro, e ha in programma di realizzare 40 chilometri di piste ciclabili”. Se questo progetto si realizzasse, conclude Inturri, “avremmo fatto un grande passo avanti in direzione della sostenibilità”.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

18,249FansMi piace
313FollowerSegui
311FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli