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“La Pasqua in rosso costa 200 milioni”. L’allarme degli albergatori siciliani

Non c'è ancora la possibilità di viaggiare. "La seconda Pasqua che salta e l’intero mese di aprile praticamente chiuso spostano le nostre speranze esclusivamente ai due o tre mesi estivi"

Oltre duecento milioni di euro di fatturato persi. Sono questi, secondo le stime di Federalberghi Sicilia, i costi della Pasqua in zona rossa nell’Isola. Perdite che vanno a sommarsi a quelle dell’anno scorso. Nel 2020, su tutto il territorio nazionale, sono state stimate in circa 14 miliardi di euro. “La seconda Pasqua che salta e l’intero mese di aprile praticamente chiuso spostano le nostre speranze esclusivamente ai due o tre mesi estivi”, dice Nicola Farruggio, vicepresidente dell’associazione siciliana. Un danno enorme per le strutture dell’Isola e per tutto l’indotto che ruota intorno al turismo. Un asset fondamentale per l’economia isolana che pesa oltre i dieci punti percentuali.

Oltre il danno la beffa

Le strutture alberghiere siciliane, secondo gli ultimi dati Istat, sono circa 1.300 per quasi 124 mila posti letto. Anche quest’anno, a causa del perdurare della pandemia, resteranno vuote. Un problema non solo siciliano. Un danno aggravato dalle regole del Governo nazionale, che Federalberghi non esita a definire “una beffa”. “Gli hotel e tutto il sistema dell’ospitalità italiana sono fermi da mesi a causa del divieto di spostarsi da una regione all’altra”, ha detto nei giorni scorsi il presidente nazionale Bernabò Bocca. “Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia”. Pasqua, ricorda il presidente, rappresenta l’ultimo ponte primaverile. Poi bisognerà aspettare l’estate per tornare a parlare di turismo.

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Sbloccare la mobilità interna

Nelle scorse ore il Governo nazionale ha aggiustato il tiro, con un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che impone la quarantena di cinque giorni al rientro dai Paesi dell’Unione europea. Regola già prevista per tutti i Paesi extra-Ue. Un provvedimento ancora distante dalle richieste di Federalberghi, che ha proposto di sbloccare la mobilità interna “per le persone munite di certificazione attestante l’avvenuta vaccinazione”. Il blocco tra le regioni dovrebbe cadere anche per chi ha “il risultato negativo di un test molecolare o antigenico”, o in alternativa “un test sierologico che dimostri di essere guariti dalla malattia”. Per tutto ciò bisognerà ancora attendere. Anche se di tempo ce n’è poco, perché la situazione del comparto ricettivo alberghiero ed extra alberghiero “è drammaticamente pesante”, ricorda Farruggio.

Viaggiare con il tampone

“L’intenzione di Federalberghi non è fare la guerra agli italiani che vanno all’estero”, precisa il vicepresidente. Né tanto meno a tour operator e agenzie di viaggi, “dei quali abbiamo la massima considerazione”. L’associazione chiede però equità, soprattutto in un momento così delicato. “Se il tampone vale per andare all’estero deve valere anche in Italia”, dice Farruggio. L’associazione si è già organizzata per garantire ai propri clienti la massima sicurezza. “Siamo convenzionati con più di duemila centri diagnostici a livello nazionale per potere effettuare i tamponi in hotel”.

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Decreto Sostegni insufficiente

La percezione degli albergatori è che le indicazioni del Governo non tengano conto delle sofferenze della categoria. “Le costanti restrizioni sui viaggi pregiudicano inesorabilmente la capacità di resilienza del settore”, dice il numero due di Federalberghi Sicilia. Il comparto “è bloccato ormai da oltre un anno”, e malgrado l’avanzamento della campagna vaccinale – oltre 750 mila le dosi attualmente somministrate in Sicilia – non si vede la luce in fondo al tunnel. “La situazione prospettica resta assolutamente preoccupante”. Il decreto Sostegni varato dal Governo Draghi non basta a lenire le inquietudini della categoria. “Senza ristori il nostro comparto non potrà mai superare questo disastro”.

Stop interventi a pioggia

La situazione resta di emergenza, il settore alberghiero rischia di pagare più di altre categorie, come quello del turismo. A proposito di sostegni, spiega Farruggio, “il comparto è stato erroneamente equiparato agli altri”. Se è vero che la crisi innescata dalla pandemia ha colpito tutti, è anche vero che alcuni “sono riusciti a parare il colpo, malgrado le restrizioni”. Per questo Federalberghi chiede “interventi di sostegno esclusivi e specifici”. Soprattutto in quelle regioni, come la Sicilia, “nelle quali il turismo rappresenta la voce di Pil più importante”. Gli albergatori non chiedono “interventi a pioggia”, ma piuttosto misure selettive “basate sulla percentuale di perdita del fatturato”. Viceversa, si assisterà inevitabilmente “alla moria delle imprese del settore”.

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Le proposte per ripartire

Nei giorni scorsi l’associazione ha lanciato una petizione per chiedere al Governo di approvare una serie di proposte fiscali. Si va dal riconoscimento di ristori efficaci alla proroga delle rate dei mutui, dalla concessione di prestiti ventennali all’esonero per il 2021 dal pagamento delle imposte. E poi sostegni per il pagamento degli affitti, riduzione dell’Iva al cinque per cento, sgravi per le imprese che richiamano in servizio il personale. Misure necessarie per evitare che la debolezza del settore venga sfruttata da altri. Per Farruggio c’è il rischio “di interventi speculativi e di sciacallaggio”, che il Governo nazionale e quello regionale “non possono assolutamente permettere”.

Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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