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Lavoro, formazione e G20. Le “eredità” per la ripresa dell’ex ministra Catalfo

Nel Pnrr ci sono ancora le sue proposte per la formazione e il ricollocamento, "un problema per tutti, non solo di chi percepisce il Reddito di cittadinanza". Temi al centro del G20 del 22 e 23 giugno a Catania: "L'ho voluto io qui, ma non ci sarò"

Un percorso concluso a livello personale, ma che continua con l’eredità di atti e proposte. Definisce così Nunzia Catalfo, senatrice del Movimento Cinquestelle ed ex ministra del Lavoro fino a febbraio nel secondo governo Conte, lo stato attuale delle riforme all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). “Ci sono tre proposte tutte incentrate sull’investimento fondamentale in formazione: un piano di rafforzamento per il reskilling e l’upskilling con presa in carico dei lavoratori, il Gol (acronimo di Garanzia occupabilità lavoratori, ndr), e un Piano nazionale del rafforzamento delle competenze e apprendistato”, spiega Catalfo in diretta su FocuSicilia. Tutte proposte sulle quali il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrebbe garantire “tre miliardi di euro per le prime due proposte, e altri 600 milioni specifici per l’apprendistato”. L’assunto di fondo, nel periodo che la Banca d’Italia definisce il peggiore per l’economia dal dopoguerra a causa della pandemia da Covid, è che “si deve superare il blocco dei licenziamenti e ripartire”. E come affrontare al termine del provvedimento d’emergenza una potenziale massiccia perdita di occupazione? “Con la formazione continua, in modo da reinserire non solo chi percepisce il Reddito di cittadinanza, ma anche i milioni di lavoratori che percepiscono le indennità di disoccupazione Naspi e Discoll”.

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G20: “L’ho organizzato ma non ci sarò”

Temi di estrema urgenza e complessità, che Catalfo nel pieno della pandemia ha inserito nell’agenda di un incontro del G20 “da me fortemente voluto a Catania”. Il 22 e 23 giugno i ministri del Lavoro e dell’Istruzione dei venti Paesi costituenti l’organizzazione internazionale si vedranno nel capoluogo etneo, città dell’ex ministra, per fare un punto sulla ripresa. L’evento, al quale Catalfo “con dispiacere, che non nascondo” non parteciperà, potrà comunque essere “una vetrina per Catania e la Sicilia”. Le potenzialità, come noto, del resto non mancano al territorio, che si presenta anche come fonte di attrazione per “l’innovazione, campo sul quale ci sono realtà locali che stanno già facendo molto bene come FreeMind Foundry ad Acireale“. Un’altra realtà innovativa, Isola, verrà inaugurata nel centralissimo palazzo Biscari di Catania proprio per ospitare dei side-events alla riunione dei ministri del G20.

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Il reddito di cittadinanza “va solo implementato”

Ma l’urgenza, denunciata più volte dalle associazioni datoriali, è trovare personale stagionale per una realtà concreta e importantissima per la Sicilia: il turismo. Catalfo respinge le accuse su una responsabilità del reddito di cittadinanza nella penuria di personale stagionale. Anzi, rilancia: “Il Reddito non va sostituito o riformato, ma solo implementato con quanto già previsto per legge”. Una implementazione che va, ancora una volta, a incidere sulla formazione. E sul rafforzamento dei centri per l’impiego, andando oltre l’esperienza dei Navigator “dipendenti di Anpal”, con personale specifico da impiegare in pianta stabile, che prenderanno in carico “i lavoratori e le famiglie”, innanzitutto per l’orientamento. “In Sicilia soltanto dovranno arrivare circa mille e 200 nuove assunzioni a tempo indeterminato nei Centri per l’impiego, importantissimo per farli funzionare. La formazione e il reinserimento al lavoro è un problema per tutti, non solo di chi percepisce il Reddito di cittadinanza”. Catalfo specifica che si tratta di personale ad hoc, che le risorse sono già “inserite in legge finanziaria, per la Sicilia sono circa 200 milioni di euro”, e che si aspetta solo “che le Regioni facciano i bandi”.

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Obiettivo futuro: il salario minimo

A mancare, però, sono altre riforme. “Si deve agire meglio sulla sicurezza sul lavoro, visto il numero drammatico di morti, e su una riforma degli ammortizzatori sociali”. Riforma che è risultata necessaria dopo l’esperienza dell’emergenza pandemica. “Abbiamo dovuto usare degli strumenti come la cassa integrazione, e modificarne altri per consentire l’accesso a tutti, anche ad autonomi e a microaziende con un solo dipendente”. Una riforma che dovrebbe fare esperienza delle procedure farraginose e dei problemi informatici alle varie piattaforme di Inps e degli altri soggetti coinvolti nell’erogazione dei bonus. Aspetti sui quali Catalfo si dice fiduciosa per una finalizzazione durante la legislatura in corso, che vede anche con il governo Draghi “la conferma degli sgravi al 30 per cento per il costo del lavoro al Sud e investimenti necessari per far ripartire l’economia”. Resta un solo punto in sospeso, il reddito minimo. “Dobbiamo superare l’esistenza di 800 contratti collettivi, moltissimi dei quali pirata, senza una vera rappresentanza sindacale. Alcuni di questi nel settore dell’assistenza sociale pongono il minimo a un lordo di 4,6 euro. Ovvero sotto la soglia di povertà”. E l’obiettivo e l’impegno politico dell’ex ministra ha anche una cifra: “Raggiungere la soglia dei nove euro l’ora”.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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