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L’energia è cara? I commercianti reagiscono: “La produrremo noi”

Patrizia Di Dio, presidente Confcommercio Palermo, parla di una "pandemia energetica" e riconosce: "Non c'eravamo preoccupati di controllare contratti e rinnovi delle forniture", adesso "dobbiamo costituire le comunità energetiche rinnovabili" tra imprese

“In attesa che il governo ci aiuti, bisogna agire a monte del problema. Anziché piangerci addosso, dobbiamo organizzarci, orientarci sui consumi energetici, sui costi, sui contratti”. Ne è convinta Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, associazione che rappresenta 15 mila imprese del capoluogo e della provincia. Un territorio che non si sottrae purtroppo a notizie che indicano la sofferenza delle attività commerciali: negli ultimi giorni, sotto la scure dei rincari, ha chiuso i battenti il bar Gran Cafè a Isola delle Femmine (bollette da 30 mila euro in due mesi), mentre ha anticipato la chiusura stagionale il maestro gelatiere Peppe Cuti, titolare dei locali “Al Gelatone” di Palermo. “Siamo dinnanzi a una nuova pandemia, quella energetica – dice Di Dio, imprenditrice nel mondo della moda – e anche stavolta ci siamo fatti trovare impreparati, come quando per il Covid non avevamo una sola mascherina prodotta in tutta Italia. Adesso scopriamo che nessuna azienda teneva sotto controllo i contratti e i rinnovi delle forniture energetiche. Essendo un bene primario quasi in regime di monopolio, nessuno ci faceva caso. Pagavamo, ma erano costi fuori controllo”.

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Cultura d’impresa: reagire e organizzarsi

“Ogni imprenditore deve invece tenere tutto sotto controllo – esorta la presidente – e adesso ci stiamo organizzando per capire quando paghiamo, quando scade il contratto, se siamo nel libero mercato, se possiamo negoziare le forniture. Stiamo facendo formazione sul campo e consulenze gratuite dedicate a tutto quello che abbiamo tralasciato e che non possiamo più permetterci di tralasciare, perché questi costi sono oggetto di una speculazione ingiustificabile”. Non c’è infatti azienda che possa sostenere costi fuori controllo, ovviamente finché il ragionamento rimane nel campo del mercato reale e legale. Così come non c’è dubbio che, se le aziende, già fragili, stavano risalendo la china dopo la pandemia sanitaria, i rincari energetici hanno dato un nuovo, duro colpo al mondo delle imprese. “Uno shock – aggiunge Di Dio, che è anche vice presidente nazionale di Confcommercio – che richiede un cambiamento di atteggiamento, per liberarsi da una morsa che è peggiore di quella di un usuraio. Avere cultura d’impresa vuol dire reagire e organizzarsi, con una prospettiva positiva”.

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Produzione autonoma d’energia

“Le soluzioni ci sono – suggerisce Di Dio – e possono provenire da ciascuno di noi. Oltre a rivedere e rinegoziare i nostri contratti di fornitura energetica, dobbiamo verificare se ci sono le condizioni per autoprodurre energia. Questo forse darà la vera spinta alla transizione ecologica, che verrà fuori da questo trauma. Io stessa sto verificando la possibilità di installare i pannelli fotovoltaici sul mio capannone. Me l’avevano proposto anni fa, ma non avevo ancora valutato l’ipotesi. Darò nel mio piccolo quella spinta verso l’energia pulita, produrrò per il mio fabbisogno e magari lo erogherò per altri. L’altro step è creare con altre aziende la comunità energetica”. Si tratta di realizzare insieme gli impianti per produrre energia sostenibile per poi condividerla tra più soggetti, costituendo una Cer (Comunità energetica rinnovabile). In questo versante i commercianti palermitani stanno valutando il percorso: “I più svegli e reattivi ci stiamo già organizzando”, anticipa la presidente.

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Turismo superiore a qualsiasi aspettativa

In mezzo a così tante nuvole, c’è però un raggio di sole: il turismo. “il rilancio nel settore turistico-alberghiero c’è stato – conferma la presidente Di Dio – e la prospettiva positiva è che i numeri nella nostra provincia sono addirittura superiori rispetto alle aspettative che avevamo. La gente, nonostante tutto, sta dimostrando una voglia di reazione inaspettata”. Tuttavia, anche qui ci sono alcune ombre che non permettono di chiudere la stagione con una soddisfazione piena, perché alcuni flussi importanti sono venuti meno. “Mancano interamente alcuni mercati – aggiunge Di Dio – ci stiamo basando su quello europeo e statunitense, ma manca tutto il flusso orientale. Nonostante ciò, anche solo guardando al mercato interno, stiamo avendo delle ottime performance, superiori a quello che potevamo immaginare”. Tuttavia, non bastano le fortune di questo comparto a trainare l’intera economia e queste stesse fortune potrebbero essere vanificate, come già emerso da vari rappresentanti delle categorie, dalla stangata energetica.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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