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Maltempo, Sifus: mobilitare i forestali per mettere in sicurezza il territorio

Il sindacato attribuisce al cambiamento climatico l'emergenza in corso nelle ultime ore in Sicilia orientale, e invita le istituzioni ad agire evitando "inutili lacrime di coccodrillo"

“Le alluvioni, in Sicilia e nel resto d’Italia, non sono un ‘fatto emergenziale’ ma ‘ordinario’ dovuto al cambiamento climatico. Lacrime di coccodrillo e interventi tampone sono inutili. Servono invece misure strutturali capaci di mettere in sicurezza il territorio. E utilizzare anche per questo scopo i forestali ‘a tempo indeterminato’ può essere una soluzione utile e immediata per contribuire in tutto il territorio nazionale a ridurre il rischio dei danni provocati da ogni tipo di evento calamitoso, dovuto a eventi atmosferici avversi e catastrofici”. A sostenerlo, il giorno dopo la conta dei danni causati dall’inondazione che ha colpito domenica la Sicilia orientale come due anni fa, è il Segretario Generale del sindacato nazionale Sifus Confali, Maurizio Grosso, il quale ci informa che “lo scorso sette ottobre avevamo inviato l’ennesima missiva ai Presidenti di tutte le Regioni d’Italia e al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, con la quale rappresentavano in maniera analitica come dal Piemonte alla Liguria, dal Veneto alla Campania, dalla Basilicata alla Sicilia, il territorio italiano si è praticamente ‘tropicizzato’ alternando periodi più o meno lunghi di siccità a violente precipitazioni meteorologiche che distruggono, senza alcuno sconto, sia il contesto agricolo che quello cittadino”.

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Il peso del cambiamento climatico

“Esondazioni, inondazioni, sradicamento di alberi, frane, smottamenti, allagamenti, rotture di condutture a tanto altro ancora”, prosegue il segretario generale, “stanno chiaramente caratterizzando tale fenomeno che possiamo certamente imputare a un chiaro e ormai acclarato ‘cambiamento climatico’ E devo dire che in queste circostanze si è fortunati quando non ci scappa il morto, fermo restando che purtroppo… di vittime… come si sono registrate sciaguratamente domenica a Scordia, in provincia di Catania, se ne registrano fin troppe. Ecco che i Governi delle varie regioni, da sud a nord, e il Governo Draghi non possono più continuare ad attendere e subire in silenzio i disastri causati da questi fenomeni naturali, poiché non si tratta più di fatti emergenziali, ma di fatti ordinari. È necessario dunque che il Governo Draghi e i Governi Regionali rinuncino alle lacrime di coccodrillo davanti le devastazioni di città e campagne, decidendo senza se e senza ma di intervenire immediatamente per mettere subito in sicurezza il territorio nazionale, utilizzando peraltro sia le risorse nazionali ed extraregionali, a partire da quelle che arriveranno attraverso i ‘recovery’ dall’Europa, e sia tutti gli operai idraulico forestali a tempo indeterminato”.

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Solidarietà alle vittime catanesi

“Chi meglio di loro”, sostiene Maurizio Grosso, “può occuparsi della pulizia dei letti dei fiumi, dei torrenti e dei laghi? Chi meglio di loro può occuparsi dell’assestamento e del consolidamento idrogeologico del nostro territorio nazionale? Chi meglio di loro può eseguire lavori che frenano gli smottamenti e le frane anche attraverso una significativa ripiantumazione degli alberi? Certo, non potranno occuparsi dell’abbattimento della cementificazione selvaggia che rappresenta una delle maggiori cause dei danni, ma su tanti aspetti la loro professionalità e la loro lunga e maturata esperienza può consentire un contributo non indifferente e immediato alla riduzione dei danni”. Sia Maurizio Grosso che Ernesto Abate esprimono “piena solidarietà e vicinanza al sindaco del Comune di Scordia, Franco Barchitta e all’intera comunità scordiense per la tragedia che ha colpito i coniugi Gambera, investiti e trascinati dalla violenza dell’acqua”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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