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Pnrr, le idee di Cgil Catania: “Rilanciare medicina territoriale e ospedali chiusi”

L'incontro è stato organizzato dalla Camera del lavoro etnea con rappresentanti sindacali e istituzionali. Tante le proposte messe sul tavolo dal segretario generale Carmelo De Caudo, "a partire dal comparto della sanità, la cui importanza abbiamo visto con la pandemia"

Vigilare sulla spesa dei fondi del Pnrr, facendo in modo che i 186 milioni di euro destinati a Catania possano diventare “un motore di sviluppo per il territorio”. Carmelo De Caudo, segretario generale della Cgil di Catania, ha aperto così la sua relazione nel corso dell’incontro dedicato al Piano nazionale di ripresa e resilienza, alla presenza di rappresentanti sindacali e istituzionali. Almeno il 40 per cento delle risorse del Recovery Plan dovranno essere investite nel Sud Italia, ha ricordato De Caudo. Denari che sono “complementari” a quelli della programmazione europea 2021/2027, che per la Sicilia prevede quasi sei miliardi di euro. La liquidità per accompagnare la ripresa, insomma, non manca. E la Camera del lavoro catanese ha molte proposte da fare, ha assicurato il segretario, “a partire dal comparto della sanità, la cui importanza abbiamo visto nel corso della pandemia”.

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Servizi per i fragili

Una delle proposte riguarda la riqualificazione delle strutture sanitarie dismesse, a partire dal vecchio Ospedale Vittorio Emanuele e dal Santo Bambino. “Questi edifici potrebbero diventare punti di primo accesso per le persone fragili, senza costringerle a passare dai pronto soccorso”. Per quanto riguarda l’ospedale Santa Marta, recentemente abbattuto, per De Caudio “si tratta di uno spazio finalmente restituito alla città” su cui la Cgil aveva avanzato “la proposta di realizzare un campus universitario”. Singole proposte a parte, la questione sanitaria rimane centrale. Per questo ogni euro disponibile del Pnrr va utilizzato “per ripristinare i servizi che sono mancati in questi anni ai più fragili, a partire dagli anziani, dai malati, dai bambini”. Da questo punto di vista, ha sottolineato il segretario di Cgil Catania, “la medicina del territorio è ancora una vana speranza, mentre i Pta [Presidi Territoriali di Assistenza, ndr] non esistono ancora”.

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La road-map della Regione

Parole pronunciate alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. Il quale ha ricordato la road-map della Regione per l’utilizzo dei fondi nel settore sanitario. “Da qui alla fine di giugno sottoscriveremo gli accordi di programma con il Ministero della Salute sul Pnrr”, ha anticipato Razza. Per l’assessore “la Sicilia sta mantenendo la tabella di marcia”, grazie anche al confronto “con il Parlamento e con la Commissione Salute, che ha consentito di migliorare la bozza originaria dei piani”. Una grande occasione, insomma, da sfruttare senza commettere errori. “La Sicilia, nel passato, ha perso le opportunità che derivavano dagli investimenti europei”, ricorda l’assessore. Oltre a non perdere i fondi, aggiunge, “bisogna fare in modo che essi non siano soltanto spesa, ma che restituiscano al territorio ciò che ha perso” negli anni difficili della pandemia.

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La centralità dei Comuni

Tornando al capoluogo etneo, un ulteriore rischio viene dalla difficile fase amministrativa. A rappresentare la Giunta comunale Roberto Bonaccorsi, sindaco facente funzioni del Comune di Catania in luogo di Salvo Pogliese, sospeso da fine gennaio. “I problemi politici non possono farci perdere questa opportunità. Serve una classe dirigente che abbia un sussulto d’orgoglio per affrontare i problemi”, dice Alfio Mannino, segretario generale di Gil Sicilia. L’attuale scenario, osserva il segretario, “dà ai comuni una certa centralità, per offrire un’idea di città che colga la vocazione del territorio”. Un discorso che vale per Catania “ma per tutta la Sicilia Orientale, che deve puntare su un’industria innovativa, a partire dalla farmaceutica e dall’hi-tech, ma anche sul sistema agroalimentare e ambientale, per il quale sono stanziate risorse cospicue”. Anche da questo punto di vista, ammonisce Mannino, “l’occasione non può essere sprecata”.

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Strategie per lo sviluppo

A concludere i lavori Gianna Fracassi, vice segretaria generale della Cgil nazionale. “Dobbiamo focalizzarci sugli investimenti in arrivo, in tutto il Mezzogiorno e in particolare nel territorio di Catania”. Il Pnrr ha una “straordinaria valenza”, dice la segretaria, che deve essere sfruttata “nei territori nei quali c’è più bisogno di investimenti per le filiere produttive e i sistemi di inclusione”. Come nel Mezzogiorno, dove è necessario “tenere alta l’attenzione sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, rimettendo in campo un’idea strategica di sviluppo”. Altro passo importante, aggiunge Fracassi, la definizione del Protocollo sulle relazioni industriali, “previsto dal decreto Governance del Pnrr”. Un documento che deve diventare “uno strumento di partecipazione per tutti i territori, a livello regionale, di città metropolitane e anche per il Comune di Catania”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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