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Pubbliservizi, in Prefettura l’idea di UilTrasporti: “Nasca l’azienda speciale”

Nella vertenza che coinvolge 333 lavoratori della partecipata è emersa da parte della Città Metropolitana l'ipotesi di esternalizzare i servizi tramite bandi pubblici, ma "con premialità" per chi riassumerà i lavoratori. Il sindacato preme invece per l'ente strumentale e il riassorbimento di tutti i dipendenti

Per i 333 dipendenti di Pubbliservizi spa, partecipata di proprietà della Città Metropolitana di Catania attualmente in amministrazione straordinaria, non c’è ancora certezza sul futuro. Questa mattina i lavoratori e i rappresentanti sindacali, in sit-in davanti al Palazzo del Governo etneo, sono stati ricevuti dal Prefetto Maria Carmela Librizzi, in presenza del Commissario Straordinario della Città Metropolitana Federico Portoghese, per stabilire ,lo stato della situazione, la cui ultima evoluzione è stata a fine 2022 una proroga dal 31 dicembre al 31 marzo 2023 dell’affidamento da parte della ex provincia dei servizi di manutenzione, pulizia, guardiania e le altre mansioni svolte in cosiddetto regime in house dalla Pubbliservizi verso l’ente. E le ipotesi sul tavolo a oggi restano principalmente due: “Quella già attivata dalla Città Metropolitana, ovvero dei bandi di esternalizzazione con premialità per l’assorbimento del personale, ma lascerebbe fuori molti lavoratori. E quella che potrebbe essere invece la soluzione, anche rapida, ovvero creare una azienda speciale”, spiega il segretario generale di UilTrasporti Catania Salvo Bonaventura.

Leggi anche – Pubbliservizi, Ugl chiede chiarimenti sul futuro dei 300 dipendenti

L’ex provincia ha pronti i bandi per esternalizzare

Al tavolo i rappresentanti dei lavoratori hanno quindi trovato solo parzialmente risposta alle urgenze, con il tema dell’attivazione delle clausule di salvaguardia, richiesto ufficialmente dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTrapsorti lo scorso 4 gennaio con una nota inviata al Commissario Portoghese oltre che alla Regione siciliana, solo sfiorato. Secondo Bonaventura infatti “l’ipotesi di attivare dei bandi per esternalizzare i servizi oggi svolti da Pubbliservizi permetterebbe ai lavoratori di essere reimpiegati solo in base alla risposta delle stesse aziende alle premialità previste. Non sappiamo se il personale richiesto sarà di 50, 60 o 100 unità. E quasi certamente ne resterebbero fuori i lavoratori con mansioni di coordinamento e le figure apicali”, spiega il sindacalista.

L’ipotesi dell’azienda speciale “in una settimana”

L’ipotesi dell’azienda speciale, ovvero un ente strumentale con propria personalità giuridica ma sempre di proprietà dell’ex provincia, è emersa per la prima volta oggi nel corso del colloquio con Prefetto e Commissario della Città Metropolitana. A differenza dei bandi “sempre a rischio di tempi lunghi per l’espletamento delle procedure e i vari eventuali ricorsi”, questa ipotesi è invece “rapida, perché l’azienda speciale potrebbe essere costituita in una settimana, e permetterebbe anche di avviare procedure di ‘scivolamento’ verso la pensione di alcuni lavoratori, procedura a oggi impossibile sotto l’amministrazione straordinaria”, afferma Bonaventura. A supporto dell’ipotesi c’è inoltre “una recente sentenza del Consiglio di Stato”.

L’esito dal tribunale potrebbe arrivare dopo la proroga

A monte delle soluzioni per il futuro dei lavoratori, tutte ancora da definire, resta però la vicenda giudiziaria. La decisione del tribunale sul fallimento della società, dichiarata insolvente già nel luglio del 2018, “è al momento oggetto di un ricorso, ma la decisione su questo, non essendo state stabilite le date di udienza, potrebbe arrivare anche fra sei, sette mesi”, spiega Bonaventura. Ovvero: i termini per la proroga dei servizi in house fissati al 31 marzo saranno quasi certamente molto antecedenti ai tempi della giustizia sul destino della Publiservizi spa, sulla quale pesa a oggi anche la posizione del Commissario Portoghese, che svolge lo stesso ruolo per il Comune di Catania e potrebbe decadere dall’incarico in assenza di titoli, visto il recente parere dell’Avvocatura regionale. “Non credo che il tribunale decida diversamente dal fallimento. Ma serve ora che si pianifichino delle soluzioni sia per i servizi per cui la Città metropolitana ha obbligo di prestare che per i lavoratori”, conclude Bonaventura.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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