fbpx

Ragusa: export in volata, ma servono professionalità. I dati di Confartigianato

Esportazioni in crescita del 25 per cento per i prodotti locali, grazie soprattutto alle performance del manifatturiero. Ma in un quadro positivo anche per il lavoro, una impresa su tre lamenta difficoltà nel trovare personale qualificato

Una crescita superiore al 25 per cento dell’export del made in Ragusa segna un dato positivo all’interno di una fotografia in bianco e nero della situazione economica della provincia siciliana. A fronte di una volata dei prodotti locali, il ragusano ha una grande difficoltà (34,7 per cento) nel reperimento delle figure professionali e una forte sofferenza per l’escalation dei costi delle materie prime. Lo studio economico del territorio. Questi i risultati del report 2021 realizzato dall’Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia, presentato oggi nel corso dell’assemblea dei soci nella quale sono state elette le cariche della dirigenza, mette in evidenza criticità e numeri importanti del territorio ragusano. Ecco il dettaglio.

Export in crescita del 25 per cento

Al I semestre 2021 l’export di prodotti manifatturieri made in Ragusa segna, rispetto a primo semestre 2019, un più 25,5 per cento, contrapponendosi alla dinamica regionale che vede invece un calo dello 0,3. Tale risultato, secondo Confartigianato, trova spiegazione nella crescita delle vendite dei principali manufatti realizzati sul territorio e richiesti all’estero – in cui si concentra la quasi totalità dell’export manifatturiero (85 per cento) – quali: Prodotti alimentari (più 52,2 per cento), Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (più 19,0 per cento), Prodotti chimici (più 31,4) e Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (più 25,9). La dinamica dell’export dei settori di MPI (49,7 per cento dell’export manifatturiero) registra al primo semestre 2021 un incremento, rispetto al I semestre 2019, del più 38,8 per cento sostenuto dalla buona performance del settore alimentare, l’unico tra i settori a maggior concentrazione di MPI, insieme al comparto del legno, che vede crescere la domanda estera rispetto al periodo pre Covid-19.

Difficoltà a reperire figure professionali

Confartigianato sottolinea inoltre come a ottobre 2021 la quota di imprese che riscontra difficoltà nel reperire le figure professionali di cui ha necessità per far fronte all’incremento di domanda si attesta al 34,7 per cento, valore superiore di 15 punti a quello registrato ad ottobre 2019 (19,7 per cento). Tra le figure professionali più ricercate: Operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (230 entrate preventivate), Conduttori di mezzi di trasporto (200), Commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso (160), Operai specializzati e conduttori di impianti nell’industria alimentare (150), Operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (140), Cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici (110). Sul fronte lavoro più in generale si osserva comunque una dinamica positiva per le entrate previste in ingresso dalle imprese: nei tre mesi di fine anno (ottobre-dicembre 2021) rispetto allo stesso periodo del 2019 gli ingressi preventivati salgono del più 37,9 per cento. Nel dettaglio a livello settoriale oltre il 50 per cento delle entrate sono previste in ingresso dalle imprese dei settori del Commercio (25,2 per cento) e dei Manifatturiero esteso (20 per cento). 

Imprese: oltre 36 mila, di cui 6 mila artigiane

Sono 37.838 le imprese registrate al terzo trimestre 2021, di cui 16,4 per cento, pari a 6.196 unità, artigiane. Dall’analisi dei dati trimestrali di Movimprese, si osserva che in provincia di Ragusa le aperture di nuove imprese tra luglio-settembre 2021 hanno raggiunto le 332 unità, valore inferiore di 53 unità al dato del secondo trimestre 2019, quando le iscrizioni arrivarono a 385. Restano, invece, nettamente sotto la media degli ultimi anni le cancellazioni che, tra luglio e settembre, raggiungono le 170 unità, circa la metà in meno del valore registrato nel secondo trimestre 2019, probabilmente per effetto delle misure di sostegno messe in atto dal Governo. È pertanto ragionevole stimare l’esistenza di una “platea nascosta” di imprese che in circostanze diverse avrebbero già cessato l’attività (Movimprese, 2021). La medesima evidenza si rileva per l’artigianato dove le cessazioni (33) sono più contenute di quelle del III trimestre 2019 (72). Il numero delle start up nate negli ultimi 21 mesi di pandemia (marzo 2020-ottobre 2021) è di 2.933 e si concentra principalmente in questi tre settori: agricoltura, silvicoltura e pesca (557), commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli (301) e costruzioni (281).

Credito e garanzia pubblica

Oggi i bassi tassi di interesse e garanzie pubbliche sostengono la crescita del credito alle imprese anche se in rallentamento. I prestiti alle imprese in provincia di Ragusa mostrano ancora una dinamica positiva (più 0,7 per cento) meno intensa di quella regionale che segna un più 3,5 per cento. A giugno 2021 i prestiti alle piccole imprese registrano un decremento del 3,5 per cento, mentre per le imprese più strutturate si rileva ancora un risultato positivo del più 2,9 per cento. A livello settoriale si registra un incremento dell’ammontare dei finanziamenti concessi alle imprese Manifatturiere (più 3,9 per cento) e delle Costruzioni (più 2,7 per cento) e al contrario una contrazione dello 0,5 per cento per le imprese dei Servizi.

Prezzi delle materie prime in crescita

L’Italia è particolarmente esposta all’aumento dei prezzi delle materie prime, essendo la seconda economia dell’UE per produzione manifatturiera, con un’alta dipendenza dall’estero di commodities. Inoltre, ai segnali di prezzo si associano quelli di una rarefazione delle materie prime. Il caro-commodities odierno ha effetti sul bilancio 2021 delle MPI. Si stima che in provincia di Ragusa oltre 4 mila micro e piccole imprese della manifattura e delle costruzioni, che danno lavoro a 12 mila addetti, siano interessate da uno shock sui maggiori costi delle materie prime che su base annua vale 123 milioni di euro. Rispetto all’escalation dei prezzi energetici premono anche quelli del gas. Prosegue difatti la fase rialzista sui mercati del gas naturale che ha portato le quotazioni ai massimi storici, su livelli cinque volte più alti rispetto allo scorso anno. Il peso sul fatturato del costo di acquisto del gas è più elevato per i settori della metallurgia, del vetro ceramica e prodotti per l’edilizia, della carta e della chimica, nel cui perimetro operano sul territorio 198 imprese, di cui il 98,5 per cento di micro piccole dimensioni, in cui sono occupati 1.155 addetti (81 per cento in MPI).

Azioni contro l’impatto ambientale

Secondo le rilevazioni di Confartigianato il 70,3 per cento le imprese del territorio che svolgono una o più azioni finalizzate a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività, valore superiore a quello medio regionale del 69,4 per cento. Il settore per cui si rileva una più alta quota di imprese pro green è quello del Manifatturiero (80 per cento). Si osserva inoltre una correlazione inversa tra la dimensione d’impresa e queste competenze: a imprese più piccole corrispondono quote più elevate di unità produttive che ricercano profili dotati di competenze legate alla sostenibilità ambientale (50,9 per cento): valore sopra di ben 16,4 punti rispetto alla quota corrispondente alle imprese più strutturate con oltre 50 dipendenti (34,5 per cento). L’analisi dei dati di lungo periodo dà invece evidenza di come nel tempo l’interesse delle MPI verso queste competenze è cresciuta salendo di 10,2 punti rispetto a tre anni fa (2017).

Aumenta l’importanza del digitale

La crescente necessità di fare ricorso a strumenti tecnologici per competere nel mercato plasmato dalla pandemia fa salire di 6,5 punti, dal pre al post pandemia, la quota di MPI che hanno realizzato o prevedono di realizzare investimenti su uno o più strumenti digitali e/o modelli di organizzazione e/o sviluppo di business: tale quota è passata dal 59 per cento del periodo 2015-2019 al 65,5 del 2020. Sale in particolar modo la quota di MPI che ritiene rilevanti e ha realizzato, o realizzerà, investimenti in IoT (Internet delle cose), tecnologie di comunicazione machine-to-machine (più 16,6 punti) e Robotica avanzata (stampa 3D, robot collaborativi interconnessi e programmabili) (più 14,4 punti).In generale si osserva una propensione maggiore delle MPI ad investire in tecnologie infrastrutturali – sicurezza informatica, internet ad alta velocità, cloud, mobile e strumenti software – e uno slancio minore verso investimenti maggiormente specializzati.

- Pubblicità -
Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

DELLO STESSO AUTORE

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

18,249FansMi piace
313FollowerSegui
262FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli