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Rifiuti, caos Rap a Palermo. E a Catania niente raccolta ingombranti

Stato di agitazione per i lavoratori della società comunale di raccolta del capoluogo. A rischio gli stipendi. Sotto l’Etna niente ingombranti a tempo indefinito: discariche piene

Niente raccolta rifiuti nelle due più grandi città siciliane. I lavoratori della Rap, Risorse Ambiente Palermo, la spa comunale che si occupa della raccolta dei rifiuti nel capoluogo, di proprietà del Comune, sono in agitazione. I sindacati Fp Cgil Fit Cisl Uil trasporti Fiadel e Filas denunciano “il più totale disinteresse da parte del Comune di Palermo verso i temi legati al mantenimento di un equilibrio economico finanziario strutturale”. I lavoratori lamentano l’incertezza nell’erogazione degli stipendi, e lo sciopero proseguirà fino all’ottenimento di una convocazione da parte dell’amministrazione guidata dal Leoluca Orlando. Nel corso del 2020 la società ha dovuto affrontare costi extra per 21 milioni di euro per il trasporto e conferimento dei rifiuti palermitani presso discariche private site fuori città. La situazione di incertezza riguarda però anche Catania, dove Dusty, l’azienda che gestisce in appalto la raccolta nel capoluogo etneo, comunica di non poter più procedere, a tempo indeterminato, alla raccolta di ingombranti e materassi.

Dusty non raccoglie a tempo indefinito

La motivazione di Dusty è nella “saturazione dell’impianto di smaltimento e selezione dei rifiuti ingombranti e dei materassi”. L’azienda non comunica date entro le quali sarà ripreso il servizio di ritiro, che varrà a tempo indefinito “fino a nuova comunicazione”. L’azienda sta provvedendo a contattare gli utenti che avevano prenotato il ritiro, per annullare tutte le prenotazioni rinviandole a una nuova data che sarà concordata. Di conseguenza è stato sospeso temporaneamente anche il servizio di prenotazione tramite numero verde e attraverso il portale Dusty. E la limitazione vale anche per i centri comunali di raccolta e nei9 nuovi Eco punti mobili. L’azienda, invitando i cittadini a “non abbandonare i rifiuti in strada per mantenere il decoro”, sottolinea come “nulla potrà essere imputato a Dusty in termini di responsabilità per la mancata raccolta dei rifiuti ingombranti e dei materassi”.

I 94 ex Reset a rischio. In attesa di fondi

Nel frattempo a Palermo la vicenda Rap tiene banco in Consiglio comunale. Da Palazzo delle Aquile. “Supportiamo tutti la Rap per ottenere i tempi rapidi i 7,5 milioni dalla Regione, la ricapitalizzazione della società e una migliore ottimizzazione dei costi con investimenti mirati all’ampliamento della impiantistica pubblica per riciclare e recuperare rifiuti”, sottolinea Antonino Randazzo, capogruppo Movimento 5 Stelle a Palazzo delle Aquile, per il quale oltre alla “messa in sicurezza dei lavoratori”, è necessario arrivare all’obiettivo di “non gravare sui cittadini aumentando la Tari”. Per Massimo Giaconia del gruppo Avanti Insieme a rischio vi è anche “il tanto agognato passaggio alla Rap dei 94 dipendenti Reset, che sarebbe dovuto avvenire diversi mesi fa  attraverso  la mobilità interaziendale ma  ancora ferma al palo, nonostante siano stati consumati tutti i passaggi amministrativi supportati dai vari pareri favorevoli,  nonché tutte le rassicurazioni del Sindaco, dell’Amministrazione Comunale e degli stessi vertici della Rap”. Negli scorsi mesi la società ha dovuto far fronte

La nota di Rap sugli ex Reset

“La procedura di mobilità interaziendale Reset/Rap continua ad andare avanti ed è fortemente attenzionata dalla Rap, che intende ottemperare alla direttiva emanata dal Sindaco di Palermo. Tuttavia occorre contestualmente salvaguardare la continuità aziendale, tutelando i conti e l’equilibrio di bilancio”. A dichiararlo il presidente della Rap Giuseppe Norata che risponde e chiarisce la posizione dell’azienda in merito al previsto passaggio dei 94 operai di Reset in Rap. Ad oggi non è stato ancora definito il percorso di approvazione del Pef Tari 2020, sul quale pesa una valutazione critica da parte del Comune di Palermo, che intenderebbe tagliare fondi vitali per la vita della Società. Il Presidente evidenzia che il Comune di Palermo ha, inoltre, chiesto alla Rap di verificare la necessità di tagliare servizi attualmente affidati alla nostra Azienda, circostanza, questa, che impone una valutazione complessiva, anche in termini di riorganizzazione dei servizi e, quindi, una rivisitazione del Piano dei fabbisogni del personale. “É chiaro – continua Norata – che le istanze politiche di qualche Consigliere Comunale, di questi ultimi giorni, mal si conciliano con le esigenze di salvaguardia aziendale e di tenuta dei conti, infatti, abbiamo innanzitutto la necessità di tutelare il lavoro dei dipendenti Rap. L’Azienda, oggi, ha problemi di liquidità che si accompagnano ad una situazione di difficoltà del Comune di Palermo a rispettare gli impegni presi circa la liquidazione, almeno, di una parte dei 50 milioni di Euro dovuti, che consentirebbe di anticipare gli ulteriori 20 milioni di Euro di extra-costi già sostenuti. É necessario – conclude il Presidente Norata – che si possa concordare, con l’Amministrazione Comunale, una strategia comune per salvaguardare i conti di RAP, presupposto irrinunciabile per poter procedere, in tranquillità, alla definizione della mobilità Reset/Rap che nessuno ha bloccato”.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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