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Rifiuti, l’emergenza è rimandata. Slitta l’avviso per i termovalorizzatori

I cumuli di spazzatura che hanno "abbellito" Catania e decine di altri Comuni della fascia orientale stanno gradualmente scomparendo. Un'ordinanza regionale li dirotta dalla discarica di Lentini su altri tre impianti. La soluzione, però, è tutt'altro che definitiva

I cumuli di spazzatura sono diminuiti, ma il capitolo rifiuti in Sicilia rimane osservato speciale. Con due spade di Damocle pronte a cadere. La prima, la scadenza di 60 giorni dell’ordinanza che permette di redistribuire i rifiuti dell’impianto di Lentini in quelli di Motta, Gela e Siculiana. La seconda, la fine delle stato di emergenza nazionale il 31 dicembre, che se non prorogato metterebbe fine ai poteri speciali della Regione sulla gestione degli impianti. Poteri che hanno permesso di trovare questa soluzione-ponte, dando al governo la possibilità di aumentare la capacità delle discariche entro certi limiti. Ieri il presidente della Regione Musumeci è tornato a promettere “la realizzazione di due termovalorizzatori”, che insieme alla raccolta differenziata “faranno sì che in qualche anno l’emergenza rifiuti sarà solo un ricordo”. Un ottimismo non scalfito dalla notizia che l’avviso per la realizzazione sia andato deserto, tanto da costringere l’assessorato all’energia a prorogarlo.

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I bandi per i termovalorizzatori

Nei piani del governo regionale, i termovalorizzatori dovrebbero essere due, con una capacità di trattamento di 350-450 mila tonnellate l’anno ciascuno. Uno sorgerebbe in Sicilia occidentale, e coprirebbe le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo, Trapani. L’altro verrebbe realizzato in Sicilia orientale, e gestirebbe i rifiuti di Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa. Come accennato, però, l’avviso pubblico firmato dal dirigente del Dipartimento all’acqua e ai rifiuti Calogero Foti lo scorso 17 giugno non ha portato risultati concreti. L’assessorato ha ascoltato “le numerose richieste pervenute da parte degli operatori economici” e prorogato i termini al prossimo due novembre. Sul punto, ieri, è intervenuto anche l’assessore al ramo Daniela Baglieri. “Il futuro passa da una gestione sostenibile della mobilità e dei rifiuti, perché anche quest’ultimi possono essere fonte di energia, grazie ai termovalorizzatori”, ha detto la responsabile regionale dei Servizi.

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Puntare sulla differenziata

Al momento, tuttavia, gli impianti sono soltanto teorici. A ribadire la loro urgenza, parlando con FocuSicilia, è il sindaco di Catania Salvo Pogliese. Il capoluogo etneo è stato tra i più colpiti dalla chiusura della discarica della Sicula Trasporti. “Quello che è accaduto a Catania è accaduto in altri 147 Comuni della Sicilia orientale”, precisa il primo cittadino. La discarica di Lentini “è ormai semi satura” e la sua chiusura ha determinato “un’emergenza anche dal punto di vista sanitario”. Grazie all’ordinanza dell’assessore all’Energia, che ha redistribuito i rifiuti destinati a Lentini nelle altre tre discariche, l’emergenza è in parte rientrata. La soluzione, conferma Pogliese, è tutt’altro che definitiva. “Si tratta di un provvedimento che ha durata di 60 giorni. Dobbiamo immaginare un’altra strategia”. Per il sindaco di Catania quest’ultima può consistere “soltanto nei termovalorizzatori”.

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La questione del porta a porta

Per realizzarli, ammette il primo cittadino, occorreranno tempi medio-lunghi. “È stato avviato un percorso da parte della Regione siciliana. Intanto bisogna aumentare la raccolta differenziata”. Da questo punto di vista, i risultati del capoluogo etneo non sono esaltanti. I dati della Regione siciliana, aggiornati a giugno 2020, parlano dell’8,6 per cento. Un errore, secondo l’assessore comunale Fabio Cantarella, per il quale la percentuale corretta sarebbe del 12,6 per cento. Numeri comunque ampiamente insufficienti, riconosce Pogliese. “Sono frutto del bando che abbiamo ereditato, che ha previsto il porta a porta soltanto per 40 mila catanesi, con 275 mila che hanno continuato a conferire nel cassonetto”, precisa. Le cose dovrebbero cambiare nelle prossime settimane. “Dal primo novembre sarà operativo il nuovo bando realizzato dalla mia amministrazione, che prevede il porta a porta esteso gradualmente all’intero territorio comunale”.

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Dai rifiuti alle carte bollate

Il bando, dal valore complessivo di 334 milioni di euro, è stato al centro di polemiche e ricorsi incrociati con l’azienda che ha gestito il servizio negli anni passati, negli ultimi mesi in regime di proroga, la Dusty. Nelle scorse ore una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana ne ha stabilito la correttezza, confermando il giudizio del Tar. Il nuovo bando prevede tre lotti. Quello di Catania nord, da 79 milioni di euro, ha suscitato l’interesse delle società Ecocar e SuperEco, e interessa 33 mila famiglie e 64 mila abitanti, il 20 per cento del totale. Per il lotto Catania Sud, da 92 milioni di euro, si è presentata soltanto la Ecocar. Riguarda oltre 38 mila famiglie e 94 mila abitanti, il 30 per cento del totale. Il lotto centro – il più cospicuo, con un valore di 162 milioni – è andato deserto, e sarà affidato con una trattativa privata. Il servizio riguarda 95 mila famiglie, pari a 153 mila abitanti, il 50 per cento del totale.

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Un appello alla cittadinanza

Anche il passaggio dal cassonetto al porta a porta, tuttavia, richiederà del tempo. “Abbiamo previsto meccanismi premiali per le aziende aggiudicatrici, con risorse economiche aggiuntive che verranno erogate in base ai risultati conseguiti”, spiega Pogliese. A fare la differenza, aggiunge, saranno i comportamenti dei cittadini. Per questo il sindaco di Catania lancia un appello alla collaborazione. “Ci auguriamo che al più presto Catania possa raggiungere percentuali coerenti con le sue dimensioni”. Sul lungo periodo, ribadisce, la soluzione non possono che essere i termovalorizzatori. “Il governo regionale ha imboccato questa strada. Mi auguro che l’iter sia il più veloce possibile”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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