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Rifiuti, per la Regione inceneritori “unica strada”. Critiche di Legambiente

Bruciare i rifiuti per produrre energia: questa per il presidente siciliano Nello Musumeci la soluzione al problema delle discariche. Ma contro quelli che vengono chiamati "termoutilizzatori" si schiera l'associazione ambientalista: "Il presidente ha cambiato idea", scrive

“Abbiamo bisogno di trasformare i rifiuti in risorsa con i termoutilizzatori”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci nel corso della conferenza stampa di oggi a Palazzo Orléans sulla gestione dei rifiuti. “In Sicilia ci sono 511 discariche dismesse, nonostante il significativo aumento della raccolta differenziata portiamo ancora troppa spazzatura negli impianti di smaltimento esistenti”, ha spiegato il governatore spingendo verso la strada degli inceneritori, già annunciati lo scorso anno nel corso delle “Giornate dell’Energia” di Catania. “Siamo sulla buona strada per liberare la Sicilia dalla schiavitù delle discariche, una situazione che è resa ancora più pesante per la contiguità con ambienti spesso mafiosi e spregiudicati”, ha spiegato Musumeci.

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La replica di Legambiente Sicilia

Puntuale è però arrivata anche la replica degli ambientalisti. “Non occorre guardare tanto lontano, caro presidente Musumeci. Ci conosci benissimo e ci conosci da quando sei venuto, ben due volte ai nostri EcoForum regionali. La prima volta appena eletto, dove, hai confermato quanto scritto nel tuo programma: un netto no agli inceneritori. Ora, purtroppo, a fine legislatura, il Presidente della Regione ha cambiato idea, schierandosi dalla parte di una soluzione obsoleta che farebbe pagare, qualora si realizzasse, un caro prezzo a tutti i siciliani”, è la risposta di Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia alle dichiarazioni di Musumeci. “Questi rifiuti, infatti, non sarebbero bruciati gratuitamente, ma bisognerebbe pagare, e tanto, ai gestori degli impianti. Noi siamo contrari agli inceneritori, e tali resteremo, perché non è questa la soluzione per gestire i rifiuti. Occorre spingere sulla raccolta differenziata, unico modo per chiedere le discariche. Inoltre, sarebbero impianti industriali che immetterebbero in atmosfera ulteriori gas climalteranti, dando un contributo incisivo ai cambiamenti climatici, ha concluso Zanna.

Un momento della conferenza stampa della Regione sui rifiuti

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Sette manifestazioni di interesse per i “termoutilizzatori”

La Regione, in una nota, informa che sono sette le manifestazioni di interesse arrivate al 31 dicembre per la realizzazione di due termoutilizzatori, uno per l’area occidentale e uno per quella orientale della Sicilia, così come previsto dal Piano regionale dei rifiuti. Tre proposte hanno indicato un sito nella parte occidentale dell’isola e quattro in quella orientale. Secondo le stime, il costo di un singolo impianto può arrivare fino a 570 milioni di euro, in base alle caratteristiche previste dal progetto di fattibilità, con una capacità di trattamento fino a 450 mila tonnellate all’anno. Le sette proposte sono allo studio del Nucleo tecnico di valutazione, composto da otto dirigenti generali di altrettanti dipartimenti regionali competenti in materia, che si esprimerà entro i prossimi 15 giorni per le valutazioni di competenza. Il progetto di fattibilità approvato sarà quindi posto a base di una gara per l’affidamento della concessione, alla quale verrà invitato il proponente, e che dovrebbe richiedere circa sei mesi. I tempi di realizzazione di un impianto sono in media di tre anni, si va da un minimo di 6 a un massimo di 57 mesi.

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La crescita della differenziata negli ultimi anni

All’inizio della legislatura, prosegue la nota della Regione, la raccolta differenziata era ferma al 19 per cento, oggi supera il 47 per cento grazie anche all’impegno dei Comuni. I più virtuosi, infatti, superano il 70 per cento, sebbene il tasso di differenziata si riduca drasticamente nelle tre città metropolitane. A oggi, secondo gli ultimi dati ancora in attesa di certificazione, Catania è passata dal 22 al 40 per cento, Messina sfiora il 50 per cento, mentre Palermo si attesta al 18 per cento. “Il risultato di 30 anni di politica dei rifiuti – ha aggiunto Musumeci – ci ha portato a un punto di non ritorno, ecco perché adesso bisogna correre. Raggiungere l’obiettivo della realizzazione dei due termoutilizzatori sarebbe un risultato storico, ma la nostra prima preoccupazione è vigilare sulla correttezza della procedura, cercando di essere quanto più celeri possibile. Non ci deve essere spazio per intrusioni criminali”.

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Baglieri: “Investiti 350 milioni per gli impianti”

La crescita della differenziata è giudicata con grande positività anche l’assessore regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, Daniela Baglieri. “Il governo Musumeci ha una idea chiara sulla gestione dei rifiuti. Il modello della discarica è obsoleto, dobbiamo avviare una transizione verso un modello di economia circolare. Abbiamo investito più di 350 milioni per gli impianti di compostaggio e le best practices che stiamo seguendo puntano a creare un sistema moderno di gestione dei rifiuti, che consente la riduzione delle tariffe e un vantaggio per i cittadini”.
“I termoutilizzatori sono l’ultimo tassello di una politica portata avanti nella direzione del recupero e riciclo dei rifiuti – ha detto il direttore generale del Dipartimento regionale Acqua e rifiuti, Calogero Foti – oggi le discariche sono quasi tutte sature, l’alternativa non può che essere la trasformazione dell’indifferenziato in recupero di materia o di energia, che costituisce un’utilità per i cittadini e un risparmio per l’amministrazione rispetto ai costi di trattamento dei rifiuti, di conferimento in discarica e di eventuale bonifica delle stesse. Infatti nel Pnrr abbiamo inserito 60 milioni per bonificare le discariche dismesse. Somme che sarebbero state risparmiate se negli anni precedenti si fosse perseguita una politica diversa da quella delle discariche”.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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