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Rischio sismico: e-Safe di UniCT potrebbe salvare “un terzo degli edifici”

L'innovativa tecnologia a basso costo per adeguare la resistenza ai terremoti e l'efficienza energetica degli edifici potrebbe applicarsi "al 30 o 40 per cento degli edifici di Catania", spiega il coordinatore del progetto finanziato dal programma Horizon 2020, il docente Giuseppe Margani

Catania è tra le città a più alto rischio sismico in Italia. Ma è riconosciuta tale solo dal 1981, quando “l’86 per cento degli alloggi era già stato costruito, 125 mila su 145 mila stando all’ultimo censimento”. Ad affermarlo, ieri in collegamento in diretta con FocuSicilia, Giuseppe Margani, professore ordinario di Architettura tecnica dell’Università di Catania. Margani è a capo del progetto e-Safe, acronimo di “Energy and Seismic AFfordable rEnovation solution”, che propone interventi con tecnologie non invasive per l’adeguamento antisismico ed energetico. Un approccio che potrebbe interessare “almeno un terzo degli edifici in città”, spiega Margani.

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La tecnica proposta dal progetto, finanziato dall’Unione europea con il programma Horizon 2020, consiste nell’utilizzo di pannelli prefabbricati da ancorare dall’esterno agli edifici “in calcestruzzo armato”, ed è in questo momento in collaudo nei laboratori di due partner del progetto, ovvero l’Università di Bologna e la Norwegian University of Life Sciences di Ås, in Norgegia. Ma c’è già un intervento pilota per un edificio a Catania che “sarà oggetto dell’adeguamento entro il 2023. Secondo il nostro cronoprogramma i lavori dovrebbero iniziare a marzo e finire entro luglio”. Si tratta di una palazzina di edilizia popolare costruita negli anni ’60 in via Acquicella Porto da Iacp, l’Istituto autonomo case popolari. Con quattro piani fuori terra, e una posizione “isolata rispetto ad altri edifici”, rappresenta il prototipo perfetto di cosa si potrebbe fare, ovvero il raggiungimento di una resistenza alle sollecitazioni di un edificio pari al nuovo con tempi di pochi mesi e non di “un anno e mezzo o due anni”, consentendo peraltro agli inquilini di non lasciare le proprie abitazioni durante i lavori.

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Costi ridotti del 40 per cento

Grande vantaggio si avrà anche in termini di efficientamento energetico, con un miglioramento di almeno il 40 per cento nei consumi. Esclusi dalla tecnica sono però “gli edifici in muratura, che rappresentano circa il 30 per cento di quelli presenti a Catania”. Limiti ci sono anche nelle altezze, “potendo intervenire su edifici di non più di dieci piani” e, come detto, nello spazio circostante l’edificio. Per l’applicazione delle strutture è necessario uno spazio circostante di almeno tre metri lungo tutto il perimetro. Date queste specifiche resta comunque “un potenziale di almeno il 30 – 40 per cento di edifici dove potenzialmente poter applicare questa tecnologia: per le sole Iacp in tutta Italia sono almeno 700 mila gli alloggi da loro creati, 9 mila dei quali a Catania”, spiega Margani.

Il rapporto con i superbonus edilizi

La tecnologia e-Safe, presentata nel 2019, non sarà pronta per le applicazioni pratiche “prima del 2024, anno della fine del progetto”. Questo significa che “il superbonus 110 per cento in scadenza nel 2023 non può essere utilizzato cono questa tecnologia. Noi dovremo comunque – prosegue Margani – continuare a riqualificare il patrimonio edilizio contro il rischio sismico. Lo Stato italiano è stato pioniere in questo senso, portando avanti uno strumento interessante e utile, con degli ostacoli burocratici che in qualche modo lo hanno limitato. Siamo stati tra i primi al mondo ad adottare questo progetto lungimirante. Credo che il governo farà alcune proroghe in questo senso, anche se non si tratterà del 110 per cento”. Più probabile, ma anche qui “legato ai tempi tecnici per le necessarie valutazioni dai nostri partner accademici”, la possibilità di inserire la tecnologia e-Safe all’interno dei progetti finanziati con il Pnrr, “in quanto l’efficientamento energetico vi rientra perfettamente”.
Fatte salve le incognite legate ai contributi pubblici, l’intervento di adeguamento sismico con e-Safe resterà comunque molto conveniente anche economicamente: “secondo prezzi di riferimento per il 2019 e 2020, oscillano tra 30 e i 60 mila euro. Oggi i prezzi hanno subito una impennata incontrollata legata alla pandemia e alla disponibilità delle materie prime, ma allo stesso 110 per cento che ha causato un boom edilizio. Il costo definitivo si saprà più in là, ma è già possibile calcolare il risparmio percentuale, intorno al 40 per cento”, spiega il coordinatore del progetto e-Safe.

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La possibilità di una co-progettazione con gli inquilini

Non solo tecnica però: un grande segmento del progetto è data dalla fase di co-progettazione degli interventi. “Il progetto non vien calato dall’alto, ma viene stabilito insieme ai proprietari”, spiega Margani. Nel caso della palazzina “pilota” di via Acquicella Porto “il 70 per cento è di proprietà di Iacp, il 30 per cento di privati cittadini. Con tutti loro abbiamo fatto un gruppo di efficientamento per cercare di trovare soluzioni che tangano conto degli interessi di tutti. Questo permette di realizzare un optimum: la maggior parte delle persone vive in un condominio, e spesso trovare un punto d’incontro è difficile. Spiegare i progetti a un tavolo con tutti permette di risolvere il problema del consenso che spesso è un ostacolo insormontabile”.
L’aspetto della co-produzione con gli abitanti, seguito dalla docente Laura Saija che ne ha illustrato i principi in una precedente intervista a FocuSicilia, ha anche l’obiettivo di “venire incontro alle classi svantaggiate che possono avere difficoltà a reperire i fondi. Nel progetto ci sarà una fondazione che attraverso le royalties dei brevetti e delle attività di formazione dei professionisti cecherà di agevolare chi vorrà riqualificare le proprie abitazioni con questa tecnologia”, conclude Giuseppe Margani.

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Leandro Perrotta e Valerio Musumeci
Leandro Perrotta e Valerio Musumeci
Leandro Perrotta, classe 1984, inizia la sua attività giornalistica nel 2006 scrivendo su varie testate della cronaca di Catania. Grande attenzione al quartiere di Librino dove nello stesso anno è stato tra i fondatori del freepress "La Periferica". Dal 2018 è presidente del Comitato Librino Attivo Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore

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