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Ristorazione. Assoesercenti: “basta Dpcm, il Governo ci liberi”

L'associazione di categoria lancia l’allarme sul futuro del settore. Difficoltà a pagare personale, utenze, affitti e fornitori

Si stanno mobilitando in tutta Italia gli esercenti del comparto ristorazione contro la stretta del Governo che con il nuovo Dpcm dovrebbe prevedere misure ancora più restrittive per bar e ristoranti. Unimpresa – Assoesercenti Sicilia, da sempre al fianco dei propri associati, lancia l’allarme sull’imminente futuro del settore, già vessato più di altri per i continui stop dettati dai decreti. Stremati da mesi di chiusure a
intermittenza, dagli esigui “aiuti” che non consentono di pagare personale, utenze, affitti e fornitori, adesso i ristoratori contestano la annunciata proroga dei divieti di apertura serale e di asporto dai bar dopo le 18.

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Annullare tributi

Marco Cannizzaro, di Unimpresa Assoesercenti settore ristorazione: “Siamo molto confusi e la strada appare tutta in salita. La mia attività nell’ultimo anno ha lavorato circa quattro mesi in totale, adesso è due mesi che non apriamo, quindi, secondo me, il primo passo da fare è quello di ridurre, se non annullare, parte dei tributi dovuti. Adesso con l’approvazione del Recovery Fund, il piano per la ripresa dell’Europa, chi ci
governa deve dimostrarci che questi fondi devono essere distribuiti equamente tra tutti”. Per Roberto Tudisco di Unimpresa – Assoesercenti settore ristorazione: “Questo è un momento terrificante per il comparto della ristorazione e di tutta la filiera, senza escludere le famiglie dei dipendenti che lavorano con noi. La politica ci ha abbandonato e ci sta usando costantemente come capro espiatorio e come alibi per il fatto di non aver saputo gestire l’emergenza scaturita dal Covid 19. Non lavoriamo da mesi e abbiamo ricevuto sovvenzioni irrisorie, con le quali possiamo pagare soltanto l’1% delle spese totali, nonostante ciò il virus è sempre in salita, con i locali chiusi. Allora il governo ci liberi, visto che stiamo vivendo in un momento in cui mercati, negozi, e qualsiasi attività è rimasta aperta, la gente fa shopping, mentre noi dobbiamo tenere le saracinesche abbassate”.

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Senza aiuti chiuderemo

Il responsabile del settore pubblici esercizi Unimpresa Assoesercenti Antonio Prestipino ammette: “Siamo allo stremo delle nostre forze. Se alla prima ondata siamo riusciti a subire il colpo, in questa seconda ondata siamo andati al tappeto e molti di noi già si sono arresi. Chi, invece, é rimasto si appiglia alla speranza che qualcosa cambi, ma purtroppo in questi giorni si sta assistendo al peggio che la politica in questo paese possa offrire”. Sulla questione interviene il presidente di Unimpresa Assoesercenti Sicilia, dott. Salvo Politino: “Le misure contenute nei vari Dpcm del Governo Conte hanno segnato un colpo mortale per un settore già in
gravissima crisi, mettendo a rischio chiusura oltre 50 mila imprese e oltre 350 mila lavoratori. Se si proseguirà sulla strada delle chiusure anticipate, senza aiuti significativi e concreti, rapportati al calo effettivo di fatturato, i pubblici esercizi saranno destinati a chiudere per sempre, rinunciando a uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica nazionale e a un tassello fondamentale della filiera agroalimentare italiana”.

Redazione
Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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